Sunday, January 17, 2021
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Le campagne Heineken e Miller: il mondo del beverage continua a raccontarcene delle belle in questo Natale 2020

Tra sottile ironia e leggero sarcasmo, Heineken e Miller ci raccontano la loro visione del Natale 2020. Cosa è cambiato nelle nostre abitudini? Cosa è rimasto sempre uguale? Scopriamolo insieme.

Heineken e Miller

Che Natale ci aspetta in questo 2020? Heineken e Miller, provano a raccontarcelo con due nuovi commercial.

Dopo la campagna Coca Cola, analizzata nell’articolo precedente, arrivano altri due punti di vista dal mondo del beverage su questo Natale 2020. Heineken e Miller lasciano da parte il mood sentimentale e danno spazio ad ironia e sarcasmo, concentrandosi sulle abitudini del target.

Dopo un anno così, sentiamo il bisogno di normalità, di rievocare le care e vecchie abitudini natalizie, persino quelle che non credevamo ci potessero mancare. Una sorta di nostalgia, che ci fa avvertire l’esigenza di menzionare queste ricorrenze, anche solo per poter dire che invece, alcune di loro, non ci mancano affatto.

Questi sono gli insight alla base delle campagne di Heineken e Miller, brand che hanno dato uno spirito diverso a questo Natale 2020. I due colossi del beverage, hanno realizzato due commercial particolari e ironici, che sdrammatizzano – ove possibile – la situazione attuale, facendoci notare come essa ci riservi dei “pregi” inaspettati e come, a un tempo, nello stravolgere le nostre vite, ci abbia anche fatto rivalutare alcuni “difetti” delle festività natalizie.

Heineken e Miller

Holidays As Usual, firmato da Publicis Italia, racconta il Natale di Heineken. Il “solito Natale” che, in un anno del tutto insolito, ci riporta in situazioni familiari, condivise dalla maggior parte di noi. Sulle note di Best day of my life, Heineken ci mostra varie slice of life natalizie: dalla mamma che cambia canale vedere per il concerto, al parente con regole di casa tutte sue, dallo zio che disapprova qualsiasi cosa, all’immancabile nonna che si addormenta sul divano.
La cosa fantastica è che tutte queste scene – che in altri tempi ci avrebbero fatto alzare gli occhi al cielo – ci fanno sorridere bonariamente e quasi desiderare le piccole seccature e le futili beghe che ci troviamo a vivere puntualmente durante questa ricorrenza.
La line di chiusura, completa perfettamente le varie scene proposte: “Dopo un anno così diverso, fortunatamente una cosa è rimasta uguale.”. Brindisi di auguri con le classiche green bottles e una stella rossa come puntale di un albero di Natale, ci ricordano che è Heineken ad augurarci Buone Feste.

Miller Lite e l’odio per i party aziendali di Natale riassunti in Farewell, Work Holiday Parties, un film nato dalla creatività della DDB Chicago. Gli impiegati dell’ufficio – a differenza di quelli fashionisti, spensierati e danzanti dell’ultima campagna Gucci – ricalcano stereotipi ben precisi, e sembrano ibernati in situazioni imbarazzanti e grottesche. È la macchina da presa a muoversi tra loro e così noi, come visitatori in un museo, abbiamo la possibilità di osservare questi personaggi d’altri tempi, immobili come bizzarri reperti impolverati.
Sulle note rallentate di Happy Holidays di Andy Williams, tutto sembra lontano, vecchio, quasi arcaico.
Su questo scenario, la line di chiusura ci fa riflettere: “Una cosa buona di questo 2020? La fine delle feste aziendali.”. E più tempo per godersi una Miller Lite in compagnia di veri amici.

Insomma due birre, due approcci per certi versi simili, con toni ed estetica differenti che trasmettono due messaggi opposti, entrambi tesi a valorizzare i lati positivi di questo Natale 2020.

Le feste natalizie in famiglia viste da Heineken in "Holidays As Usual"

Il party aziendale visto da Miller Lite nel suo "Farewell, Work Holiday Parties"

ademora@gmail.com

Scrivere è qualcosa di diverso, mi appartiene sin da quando sono stata in grado di farlo. Ancora oggi, se devo immaginare una cosa, la scrivo. Trovare le parole giuste, portare il lettore alla profonda comprensione di un’idea, di un concetto, è parte di me. Nel 2014 ho “domato” questa attitudine naturale e istintiva iniziando il mio percorso alla ILAS, prima come studente e in seguito, lavorando al fianco di professionisti straordinari.

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