Saturday, August 15, 2020
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Tales from the loop – Rodeo FX da vita ai dipinti digitali di Simon Stålenhag

Basato sul lavoro artistico del concept artist svedese Simon Stålenhag, Amazon fa uscire una nuova saga, “Tales from the loop”, dal tocco sci-fi, ma tutta incentrata sulla natura umana. Vediamone oggi il dietro le quinte

Basato sul lavoro artistico del concept artist svedese Simon Stålenhag, famoso per le sue scene di tranquillità bucolica, con avvolti attorno elementi di sci-fi a volte distopici , la nuova serie di Amazon Prime, Tales from the loop , è da poco divenuta disponibile.

Si tratta di una collezione di 8 storie brevi, dove la vita quotidiana rurale dei protagonisti, si tinge di elementi soprannaturali. Tuttavia, a differenza ad esempio di Stranger Things, dove il mondo distorto, diviene il perno centrale di una storia dai connotati horror, in Tales from the loop, l’elemento di fantascienza, viene usato come scusa per approfondire lo sconvolgimento della vita di persone fino a quel momento immerse in esistenze tranquille e banali, ma con a due passi qualcosa di straordinario che sta avvenendo.

La serie condivide lo stesso nome del primo artbook di Simon Stålenhag Simon Stålenhag e di un gioco di ruolo a base di carta e penna, che è stato finanziato tramite Kickstarter nel 2016.

Tuttavia la serie Amazon, nonostante la provenienza dell’autore, non è ambientata ne in Svezia ne in qualsiasi luogo d’Europa, quanto piuttosto negli States.

Amazon ha incaricato per la realizzazione degli effetti speciali usati nella serie, una compagnia chiamata Rodeo FX, che si sarebbe dovuta occupare di realizzare la tecnologia e gli effetti dei loop che ovviamente non possono essere ricreati nella realtà.

Lo studio di specialisti del 3d aveva precedentemente già lavorato a titoli da botteghino come the Arrival, Thor: Ragnarok, Star Wars: L’ultimo Jedi, Blade Runner 2019 e Godzilla: King of the Monsters, nonchè a una serie innumerevoli di show televisivi.

Robert Bock e Julien Hery hanno lavorato come VFX supervisors sul progetto di “Tales from the Loop”. Bock ha lavorato in modo ravvicinato alle esigenze della produzione Amazon, mentre Hery ha gestito interamente il progetto nella compagnia Rodeo FX. Julien non aveva mai sentito parlare dei lavori di Simon StålenhagSimon Stålenhag prima di prendere parte alla realizzazione dello show, ma il team di concept artist conosceva già bene il gusto estetico dell’artista svedese.

Nel suo momento di massima attività sulla produzione il team di Rodeo FX, aveva circa 40 persone che lavoravano allo show. Per completare il progetto, i reparti della CGI, del compositing e della modellazione hanno utilizzato un range molto ampio di software standard per l’industria dell’intrattenimento, tra cui Autodesk Maya, Zbrush, Nike, Houdini, Katana e Arnold.

Per i solo 8 episodi di questa prima stagione, il team di Rodeo FX ha realizzato più di due ore di effetti speciali.

Trailer di uscita di “Tales from the loop”.

La compagnia era del resto già molto navigata nel settore ed è stato possibile per il team adattare e modificare l’approccio artistico richiesto, in relazione all’episodio e agli effetti visivi desiderati.

Nel primo episodio, per esempio, troviamo un robot silente, che giace nel mezzo della foresta.

Hery spiega come il team di produzione, per questa scena, abbia creato una versione reale della macchina, con alcuni controlli base, stile marionetta.

Tuttavia altri movimenti richiedevano l’inserimento necessario di effetti speciali, così che il team di effetti speciali, ha creato una versione digitale della marionetta reale del robot, scansionandola e  creandone così una versione animabile digitale.

“Abbiamo usato il libro di Simon Stålenhag, come references, ma anche quanto realizzato direttamente sul set.” Spiega Hery”.

In generale, nel processo di creazione degli effetti speciali, ci sono state due principali qualità estetiche che i team di Rodeo FX, hanno cercato di seguire nella creazione degli effetti visivi. Prima di tutto la tecnologia sarebbe dovuta essere fortemente realistica, o almeno obbedire alle leggi fisiche del mondo reale. Un robot, non dovrebbe essere capace di saltare sopra un palazzo ad esempio, a meno che non abbia qualche potentissimo ed enorme missile che gli dia la spinta.

In secondo luogo, gli oggetti ditali sarebbero dovuti apparire abbastanza monotoni. Potevano essere colorati in modo colorato, esattamente come negli artworks originali di Simon Stålenhag, ma il lavoro di pittura, sarebbe dovuto essere congruo con i colori e i toni degli scenari, così da fondersi quasi con essi “Evitando di apparire troppo moderni e avanguardisti ”, spiega Hery.

In totale, Rodeo FX ha aiutato a creare ben 700 shot per la serie.

Tutto ha funzionato come in un meraviglioso concerto”, spiega il regista Halpern, “E questo ha permesso di creare un mondo che risulta alla fine molto vero e viscerale, come se stessimo scoprendo un posto che si possa davvero visitare, e questo era il mio obiettivo fin dal principio”.

Amazon ha fatto del suo meglio per creare qualcosa di nuovo. Piuttosto che mere imitazioni, ha cercato di creare uno show, che fosse fedele al materiale originale, pur aggiungendoci nuove idee sia narrativamente, che visualmente, che musicalmente.

Maggiori informazioni sui lavori pregressi della compagnia Rodeo FX, potete visitare il sito web ufficiale al link: https://www.rodeofx.com

Making of di “Tales from the loop”.

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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