Wednesday, October 28, 2020
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Glace a l’eau – Un corto francese porta l’attenzione sullo scioglimento dei ghiacci polari

Opera di soli 3 studenti di animazione, Glace a l'eau mostra con una favola di amicizia, ciò che accade al polo, tra ghiacciai che si sciolgono assieme all'umanità delle persone.

Il corto che vedrete qui in basso non è la intro di nessun nuovo feature film americano, ne tantomeno di una serie tv animata francese o canadese. No, nonostante la sua qualità possa far pensare altrimenti, “Glace a l’eau” è il corto realizzato da tre studenti francesi di un corso di animazione, come tesi di laurea.

Dalla fotografia alla scelta dei temi, dal design dei personaggi alla resa visiva, tutto rende questo corto degno di nota. 

 I tre registi del progetto, Mathieu Barbe, Damien Desvignes e Victor Hayé, oggi ci parlando del percorso realizzativo e di alcune scelte dietro la realizzazione del corto.

“Finito il nostro percorso di studi, necessitavamo per il nostro film di laurea, di creare un corto che ci legasse tutti. In questo senso, il tema dell’ambiente è stata una scelta unanime.

In particolare, il recente rapido scioglimento delle zone ghiacciate della terra, ci ha particolarmente colpiti.

Ecco quindi la scelta del tema del corto stesso.”

Dal punto di vista tecnico, nonostante il tema sia così nobile, la vita non era facilitata per la realizzazione di una storia simile.

“Dietro la domanda ”Come diamo vita ad un iceberg?”, si nascondeva una grande sfida tecnica. Del resto come si può umanizzare un enorme blocco di ghiaccio?”

Servivano dei riferimenti!

Lo stile generale del corto fa quindi l’occhiolino a corti premiati, come “Lava” o “Piper”, entrambi realizzati dalla Pixar e gli autori di questo corto non lo nascondono affatto.

“Questi due cortometraggi hanno sicuramente avuto un grande impatto! Per quanto riguarda Lava, è stato un riferimento necessario: a lungo abbiamo cercato riferimenti per un iceberg personificato, ma invano.

Il protagonista di Lava era quindi la scelta più vicina all’idea di personaggio che avevamo in mente. Ovviamente però tutto è stato riconsiderato in funzione del design e delle esigenze del personaggio che avevamo scelto. Ecco quindi la scomparsa della bocca.”

Glace a l'eau - Corto di Mathieu Barbe, Damien Desvignes e Victor Hayé

Abbiamo lasciato che a guidare la storia fosse proprio il carattere esuberante del personaggio principale, che in tutto il progetto si è evoluto molto, scelta dopo scelta, ma senza parole.

Questo  vincolo ci ha costretto a fare delle scelte ben precise. I vincoli di una storia senza parole ci ha obbligati a concentrarci sulla narrazione delle scene, piuttosto che sulla scrittura dei dialoghi. Questo ci ha permesso di rendere meglio l’aspetto cinematografico.

Il titolo del film, “ Glace a l’eau ” (in italiano “Ghiacciolo”), nasce dall’esigenza di voler mantenere un aspetto giocoso e illustrativo per far entrare in sintonia i più piccoli con questo tema estremamente attuale.

Il corto infatti voleva comunque divertire, nonostante sia curato principalmente come vetrina dimostrativa del Know-how che i ragazzi hanno acquisito nei loro anni di studio. Per la sua realizzazione è stato necessario complessivamente un anno e mezzo di lavoro. La produzione in se e per se è durata circa 7 mesi. Il restante tempo è stato dedicato alla parte di preproduzione, che integra la stesura della sceneggiatura, l’editing per l’animazione, ma anche gli schizzi preparatori, la ricerca di stili, i concept per le atmosfere, etc.

“Questo progetto ci è anche servito per lavorare in gruppo, comprendere i vincoli e le regole che incontreremo in campo professionale.”

Infine, relativamente al loro percorso scolastico, i tre registi spiegano alcuni punti importanti, utili per chiunque si stia approcciando alla computer grafica.

“Abbiamo studiato tutti questi anni, seguendo l’intero processo di creazione e realizzazione di un film di animazione. Siamo stato in grado di specializzarci negli ultimi anni, ma un approccio generalista è molto importante nel settore per conoscere il funzionamento ed i vincoli dei diversi settori con cui lavoreremo. “

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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