Wednesday, October 28, 2020
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Generazione Ilas: Intervista a Serena Salerno

Crescere in provincia l'ha resa una persona curiosa sempre alla ricerca del nuovo. Serena Salerno nella fotografia ha trovato il suo linguaggio.

Serena Salerno vive a Roma ma è nata e cresciuta a Torre Annunziata, una città ai piedi del Vesuvio. Ha studiato fotografia pubblicitaria alla Ilas di Napoli con il docente Pierluigi De Simone e il co-docente Fabio Chiaese. Ha lavorato come stagista per il fotografo Toni Thorimbert a Milano. La femminilità è la sua grande musa ispiratrice, ogni donna è ricca di sfaccettature e inconsapevolezza, percepire ciò che gli altri non vedono la fa sentire viva. Si identifica nei soggetti che ritrae, riversa se stessa nella persona che ha di fronte attraverso i suoi sguardi e movimenti, attraverso l’alternanza di luci ed ombre.

L'Intervista

(Urania Casciello) Come ti descriveresti?

 

(Serena Salerno) Sicuramente come una persona curiosa, alla ricerca del non ordinario. Sono sempre stata una sognatrice anche se poi nella vita di tutti i giorni ho sempre i piedi per terra, forse anche troppo.

 

Hai sempre saputo di voler fare la fotografa?

 

Non proprio. In realtà da piccola non avevo la più pallida idea di cosa avrei voluto fare da grande. La passione per la fotografia è nata verso i 17 anni e da allora è diventata una costante nella mia vita.

 

Che ricordi hai del tuo percorso alla ilas?

 

Vorrei poter tornare indietro nel tempo e ritrovarmi in quella fase in cui senti che tutto è possibile e che puoi spaccare il mondo. Ricordo che mi sentivo molto motivata e sicura di me, grazie anche al docente che ho avuto, Pierluigi De Simone che ancora oggi ringrazio. Se non ci fosse stato lui, credo che la mia esperienza sarebbe stata diversa.

© Serena Salerno

Qual è la sfida più grande (lavorativa) che hai dovuto affrontare?

 

Forse questa non è la risposta che tutti si aspettano, ma per me la sfida più grande è stata quella di credere fermamente in me stessa e nella mia passione lottando sempre al massimo anche con scarsi mezzi. Anni fa ho fatto uno stage a Milano con Toni Thorimbert e lavoravo per pagarmi l’affitto. Ricordo quanto fossi scarica in quel periodo, ho scattato poco e spesso mi sono ritrovata e chiedermi se quella fosse la strada giusta per me. La sfida più grande per una persona come me che pensa troppo e si fascia la testa prima di rompersela è stata ed è ancora quella di non mollare mai e andare sempre avanti, anche quando sembra che tutto vada storto.

 

Cosa ti affascina del mondo della fotografia?

 

In realtà negli ultimi tempi il mondo della fotografia più che affascinarmi mi irrita. Questa competizione perenne che abbiamo tutti noi, questa sensazione di dover dimostrare di essere meglio degli altri è davvero logorante ed è sicuramente legata all’epoca che stiamo vivendo in cui tutti noi dobbiamo mostrare le nostre vetrine e far credere a tutti di essere migliori degli altri. La fotografia mi affascina perché è il mio linguaggio, perché può essere sincera, cruda, onesta, intima. Ciò che mi affascina è avere la possibilità di entrare nelle vite degli altri e raccontarle. 

 

Che consiglio daresti a chi si approccia adesso al tuo lavoro?

 

Di essere consapevoli che fuori ad aspettarli c’è un mondo di lupi, di armarsi di determinazione, passione e pazienza, la strada è lunga ma le soddisfazioni arrivano.

© Serena Salerno

C’è un fotografo a cui ti ispiri?

 

Stranamente non c’è un fotografo in particolare a cui mi ispiro, ci sono molti fotografi che ammiro e che mi fanno continuare ad aver voglia di scattare, ma cerco sempre di non ispirarmi agli altri e a creare qualcosa di mio e basta. 

 

Web e Social, forza o debolezza per il tuo lavoro?

 

Bella domanda, la risposta credo sia nel mezzo. Grazie ai social ho ottenuto diverse cose, come ad esempio lo stage a Milano, ma allo stesso tempo sento che mi risucchiano energie che potrei incanalare diversamente. Insomma non bisogna dedicarci troppo tempo, è sicuramente molto più stimolante andare a mostre, al cinema, comprare libri di fotografia piuttosto che concentrare tutte le proprie energie sui social.

 

Qual è la fotografia che hai fatto che più ti rappresenta? 

 

Per me è impossibile racchiudere tutto in una sola foto, ma sicuramente c’è ne una a cui sono particolarmente legata perché per me ha segnato l’inizio della mia visione del mondo. Il ritratto di Rosita.

© Serena Salerno

 Se la fotografia fosse una ricetta, quale sarebbe?

 

Per me che odio cucinare posso solo risponderti: la parmigiana della nonna. Gli ingredienti principali sono la pazienza, l’amore e la dedizione.

 

Hai la possibilità di scegliere come guardare il mondo per un giorno? Scegli Bianco e nero o colori?

 

Assolutamente colori, perché amo la luce del sole e i riflessi che crea, poi magari decido di immortalare il tutto in bianco e nero.

© Serena Salerno

Tre cose di cui non si potrebbe fare a meno sulla terra?

 

Le donne, la luce e la natura.

 

Cosa ti tira giù dal letto la mattina? 

 

La voglia di mettermi un gioco e di realizzare tutto ciò che mi gira per la testa.

 

Cosa dobbiamo aspettarci da te?

 

Per quanto sono lunatica cosa non dovreste aspettarvi da me?

uraniacasciello@ilas.com

Scrivo. Da quando ho iniziato a scrivere sapevo che un giorno sarebbe stato il mio lavoro. Nel 2012 mi sono diplomata in Art Direction e Copywriting alla ILAS e ho frequentato il Master in Social Media e Web Marketing e il Corso Annuale in Fotografia Pubblicitaria. Scrivo per ILAS Magazine e ho collaborato con la scuola alla realizzazione di eventi come il Behance Portfolio Review al Pan di Napoli, l'ILAS Sonorized Exhibition e alcune mostre alla The Gallery Studio. I miei amori sparsi sono: i gatti, Parigi, Ernest Hemingway, la pizza, Batman, le gomme del ponte di Brooklyn, Labyrinth, Ritorno ad OZ, le maratone (di serie-tv e film) e David Bowie.

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