Tuesday, December 10, 2019
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Worlds, un corto in CGI dalla forte componente cinematografica, realizzato da una sola persona

Ecco a voi Worlds, di Marco Iozzi, un corto impressionate realizzato da una singola persona, con tanta competenze, creatività e soprattutto passione.

Chi mi segue in questa rubrica sa quanto io sia amante della creatività e delle mille e più forme con cui essa si può esprimere grazie alla computer grafica.

Si inserisce in questo tema anche l’articolo di oggi, che vi propone il lavoro di un poliedrico matte painter italiano, che ha realizzato da solo un fantastico corto intitolato “Worlds”.

Per realizzarlo Marco ha utilizzato solo gli asset di precedenti progetti personali, usando materiali procedurali, per mantenere tutta la produzione del corto estremamente semplice.

L’obiettivo nel complesso è stato quello di cercare di suggerire allo spettatore un modo ed una atmosfera precisa attraverso la cinematografia ed il sound design.

Marco Iozzi è un matte painter e concept artist. Con numerosi anni di esperienza alle spalle, Marco ha lavorato nel campo degli effetti speciali, per molte produzioni cinematografiche e serie televisive (Game of Thrones, Black Sails, Lost in Spaace, Angeli e Demoni, Charlie e la fabbrica di cioccolato nonchè Harry Potter ed il prigioniero di Azkaban).

Worlds - Short movie di Marco Iozzi

Riporto qui uno stralcio di una interevista rilasciata da Marco Iozzi ad una compagnia di software, la E-On.

“Sono 17 anni che ho iniziato a lavorare nel campo degli effetti speciali. Alll’inizio e per i primi dodici anni della mia carriera, ho lavorato come 3D artist, partendo come generalista e lavorando poi soprattutto sull’aspetto Shading/Lighting e Rendering. Da questo ruolo mi sono poi più spostavo verso il look development e per via della mia passione per la fotografia tradizionale ed i miei studi di design, mi sono spostato verso il “Matte Painting”. Adesso sto nuovamente spostando il mio campo di competenza verso la Concept Art, unendo le mie precedenti esperienze e conoscenze di 3D/2D, fotografia e design.

Dopo molti anni a lavorare in studi e team, ora mi trovo a lavorare da remoto, come freelance nel mio studio a Parigi, da circa 5 anni. L’obiettivo della mia carriera è sempre stato quello di avere la libertà di lavorare da qualsiasi parte desiderassi, potendomi scegliere i progetti e soprattutto decidendo io quando lavorare e su cosa.

E’ sempre stato così? No, assolutamente. E’ una costante sfida essere un freelance da remoto. Quello che fa la differenza è come spendi il tempo tra un lavoro e l’altro. Per questo motivo la mia daila routine varia molto. Sono stato un essere notturno per molti anni, ma adesso ho una famiglia. Nel pomeriggio cerco di passare due ore o più con la mia famiglia ma la sera, quando tutti dormono, generalmente me ne sto alzato a studiare e sviluppare progetti personali.”

Nel suo lavoro Marco è estremamente duttile, una qualità fondamentale per mantersi attivi come freelance, ma che nasce in realtà da un desiderio più profondo.

“Voglio diventare sempre più bravo a sviluppare il design ed il lavoro di concept artist, perchè idealmente amerei poter creare i miei mondi, partendo dalla face di ideazione, fino alla realizzazione finale.

E’ stato del resto il mio obiettivo fin da quando sono partito con questa carriera.”

Così come le sue competenze, anche i software che utilizza sono estremamente vari, includendo anche alcuni software molto specifici per il matte painting, come Vue.

“Uso Vue da molto tempo a dire il vero. Per me rappresenta uno strumento fantastico nel mio Workflow generale. Questo perchè amo l’atmosfera realistica che riesce a creare e adoro lavorare sul design delle luci per i miei environments, attraverso di esso.

Il mio workflow si basa su software differenti e a volte lo vario in base alle esigenze del progetto.

Seguo sempre il principio: “prendi il meglio da ogni software che mi permette di raggiungere l’obiettivo nel minor tempo possibile”.

Marco Iozzi - Reel 2018

In questo workflow sono inclusi altri software come Photoshop per il concepting, ed oltre a Vue, Maya/Arnold, Keyshot  e ZBrush per la scultura in congiunzione con 3DCoat per le rifiniture dei modelli.

“Quando invece mi trovo a dover realizzare ambienti complessi, utilizzo anche Nuke per la post produzione e Mari per il Texture Painting.

In chiusura lasciamo qui un suggerimento diretto a tutti i ragazzi che stanno studiando o hanno da poco iniziato al loro carriera nel mondo della computer grafica:

Imparate i fondamentali. I software continueranno a cambiare ed a questo vi adatterete, ma le basi faranno sempre la differenza, non gli strumenti.

Troppa tecnologia renderà i lavori troppo simili tra loro e senza un anima. Ma gli strumenti dovrebbero essere un mezzo attraverso il quale ci esprimiamo, non catene a cui legarci.”

Il sito di Marco Iozzi è raggiungibile all’indirizzo: https://www.marcoiozzi.com/worlds-shortfilm/

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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