Tuesday, December 10, 2019
Home / Focus  / Bruno D’Angelo e le geomgrafiche: le grafiche geometriche informatiche

Bruno D’Angelo e le geomgrafiche: le grafiche geometriche informatiche

La purezza geometrica ottenuta da funzioni matematiche che genera arte grafica. L’informatica che supera alcune regole della grafica attraverso strutture che potrebbero essere il futuro grafico

Bruno D’Angelo nasce nel 1956.

Nel 1980 acquista la sua prima reflex e, da autodidatta, accentra la sua attenzione sulla composizione fotografica acquistando manuali di fotografia specifici.

Nel 1983 inizia la sua carriera di informatico e acquista il suo primo computer.

Nel 1985 si diverte a fare programmi che tracciano linee in base a funzioni matematiche di Lissajous e dintorni.

Bruno D’Angelo ha il suo primo approccio con la grafica nel 1996 sperimentando il Painter quando apparteneva ancora alla Fractal Design.

Negli ultimi anni Bruno D’Angelo ha iniziato a realizzare quelle che lui chiama geomgrafiche: immagini geometriche generate da funzioni matematiche per via informatica.

Se Aristotele fosse ancora vivo, guardando le immagini di Bruno D’Angelo, avrebbe avuto ulteriori conferme sulle sue teorie filosofiche riguardo l’estetica e il concetto di bellezza.

Armonia e ritmo sono regolati dalla matematica, dalla geometria. Se scrivessimo a casaccio le note su un pentagramma, non avremmo musica ma cacofonie. Probabilmente musica sperimentale. Alla John Cage o in avanti. Ma è un genere di bellezza che, se pur potrebbe essere di tipo emozionale, è priva di melodie che non evocano serenità. Perché sono l’ordine, la proporzione, che garantiscono la facile lettura. Un testo mal scritto, senza ritmo, senza “partitura”, con periodi lunghi o senza punteggiatura, non si lascia leggere facilmente.

L’era classica era “governata” dalla geometria: dalle proporzioni auree dei templi alle sculture dove il discobolo è un po’ l’apoteosi armonica data dall’intersezione di linee e curve.

Bruno D'Angelo geomgrafiche
Serpentina © Buruno D'Angelo

Del resto sono i cardini della grafica con tutti i suoi crismi geometrici, gabbie, colonne, bottelli, stili… che la rendono pulita e più leggibile. Esempi come David Carson sono le eccezioni che confermano la regola.

Le geomgrafiche di Bruno D’Angelo sono come spartiti musicali che vengono “suonati” dall’osservatore.

Si tratta di una forma di arte astratta in cui il fruitore non deve leggere alcun messaggio ma lasciarsi andare alla propria interpretazione completando l’opera.

Sono opere che non dicono ma stimolano. Io ci metto il 50% realizzando l’immagine grafica-matematica. Il fruitore completa al 50% l’opera in base al proprio background culturale ed emozionale.

Bruno D'Angelo geomgrafiche
Triangolo di Tartaglia © Bruno D'Angelo

Potremmo dire che alcune geomgrafiche si avvicinano allo stile dell’Arte Cinetica, al Linearismo, passando per le opere di Franco Grignani o per l’Op Art cinetica di Antonio Barrese e, ancora, per alcune sperimentazioni di Bruno Munari o la ricerca fractale delle opere di Bruno Di Bello. Bruno D’Angelo insomma, realizza astrattismi geometrici che non sono realizzati con lo Spirograph ma con interventi informatici sui software che lui stesso scrive. Partendo da curve geometriche di cui si conosce l’equazione e trasformandole dal geometrico all’estetico.

C’è comunque la mia mano ministra (Raffaele Boschini docet). Se c’è casualità in queste immagini è perché intervengo creando dei “corto circuiti” numerici, una certa pretereintenzionalità affinché dei segni grafici si sovrappongano quasi come intrusi ma sempre badando a un certo ritmo visivo.

Bruno D'Angelo geomgrafiche
Rumore Rosa © Bruno D'Angelo

Bruno D’Angelo scopre durante una mostra, il movimento Astractura. Fondato dallo storico e critico d’arte Rosario Pinto, ne abbraccia i suoi intenti artistico-filosofici. Si sente parte di una famiglia con la quale condividere quel concetto di bellezza astratta ma pura nel suo geometrismo. Riprende quindi la sua ricerca che aveva sospeso perché trova finalmente persone con le quali confrontarsi.

Rettangoli e spirali auree sono il passato. Le funzioni matematiche potrebbero essere il perfetto connubio tra grafica, arte e geometria e chissà se i programmatori di software per la grafica non inizieranno prima o poi ad inserire dei plug-in per simulare nuovi tipi di strutture in cui inserire gli elementi grafici per impaginare un annuncio pubblicitario o un libro. Perché poi, anche se vedrete delle sfumature nelle geomgrafiche di Bruno D’Angelo, anche queste sono frutto di funzioni matematiche che generano curve e linee di 1pixel di diversa tonalità, tutte accostate tra di loro.

Bruno D'Angelo geomgrafiche
Moto Armonico Smorzato © Bruno D'Angelo

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

Review overview