Tuesday, December 10, 2019
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Generazione Ilas: Intervista a Sara Viscione

Tra i suoi desideri c'è quello di realizzare opere artistiche immersive, come i viaggi e le avventure che vive nella sua mente. Ma non solo. Sara Viscione si racconta a Generazione Ilas

Sara Viscione, londinese d’adozione, si è trasferita nella capitale inglese sei anni fa, dopo aver conseguito la laurea in Letterature Straniere all’Università Orientale di Napoli e dopo essersi diplomata in Grafica Pubblicitaria, Web Design, Copywriting e Php alla ILAS. Negli ultimi anni della sua carriera di Digital Designer si è focalizzata sull’idea di Design Performativo, inteso come un’esperienza immersiva in tempo reale in cui l’utente crea il prodotto di cui fruisce. Attualmente crea campagne digitali di Pubblicità e di Marketing per Lingvist, azienda estone di Educational Technology.

L'Intervista

(Urania Casciello) A cosa stai lavorando attualmente?

 

(Sara Viscione) Al momento faccio parte del team di Lingvist, azienda di Educational Technology la cui sede principale si trova a Tallinn, in Estonia. Creo campagne pubblicitarie digitali per promuovere Lingvist app, che permette di imparare le lingue straniere più velocemente grazie a un algoritmo che riconosce il livello di conoscenza della lingua straniera da parte dell’utente. Questo algoritmo è stato precedentemente usato dal team di ricerca del CERN che ha scoperto il bosone di Higgs, del quale il CEO di Lingvist faceva parte. Per tale scoperta Higgs e Englert hanno ricevuto il premio Nobel per la Fisica.

 

Da dove viene la tua ispirazione? Segui un rituale per trovare idee creative?

 

Sono costantemente distaccata dalla realtà. Suona preoccupante :D? Non riesco a calarmi nella realtà, se questa esiste. Vivo sempre tra due dimensioni: quella visibile, fatta di corpi e oggetti, news e politica, treni e computers, e quella della mia mente e delle mie emozioni, fatta di percezioni sonore, tattili, visive e olfattive. Ogni mio pensiero ha un odore, colori e suoni. Ogni mio pensiero è un’esperienza che mi trasforma continuamente.

Il rituale che uso per creare consiste nell’ascoltare lo stesso suono per ore ed ore, a volte per giorni. Questo suono ripetitivo diventa la porta che mi permette di accedere a questi miei spazi mentali. Ho bisogno di essere completamente da sola durante queste mie esperienze creative. Spesso mi chiudo nella mia stanza per l’intero weekend per non essere mai interrotta. Quando raggiungo un livello emotivo di altissima intensità inizio la mia ricerca e la mia conversazione con Google :D. Digito tutte le parole che giungono inaspettatamente alla mia mente e ricerco immagini e testi. Durante il processo creativo sono inconsapevole delle mie azioni e solo alla fine ricostruisco il senso di tutto e della mia ricerca. Queste esperienze sono la cosa più bella della mia vita. So che però ancora devo trovare il canale giusto verso cui indirizzare questa mia energia creativa. Durante la creazione di campagne pubblicitarie uso una percentuale minima di questa energia. In realtà, questa mia risposta alla tua domanda si riferisce alla mia attività artistica, che ancora non porto al di fuori della mia stanza :).

 

Che ricordi hai del tuo percorso di studi alla ilas?

 

È stato meraviglioso! Potrei dire che ha rappresentato il momento più importante della mia vita. Alla Ilas ho scoperto la mia identità e ho conosciuto persone incredibili che mi hanno aiutato a vedermi e a scoprirmi. Ilas è davvero una realtà eccezionale a Napoli e tutti i suoi insegnanti e il suo team sono assolutamente outstanding. È una fucina di talenti e mi sento molto fortunata di averla potuta frequentare come studentessa.

 

Hai sempre saputo di voler fare questo lavoro?

 

No, volevo fare la scrittrice di poesie e racconti brevi. Desideravo anche fare ricerca universitaria in ambito letterario-scientifico. La poesia è ancora la ia vera passione.

 

Tra i tuoi lavori c’è qualcosa che ti rappresenta di più o di cui sei più fiera?

 

È il lavoro che non ho ancora realizzato. Vorrei creare campagne pubblicitarie che si materializzano e si smaterializzano a seconda delle emozioni di colui che le guarda. Vorrei creare delle campagne/performances che prendono forma a seconda dell’umore e dello stato d’animo dell’utente e che parlano con lui con ironia e umorismo.

 

Qual è la sfida più grande che hai dovuto affrontare? 

 

Le sfide più difficili per me riguardano le capacità comunicative. Per tutti coloro che lavorano in campo creativo la sfida più grande è riuscire ad adattarsi a diversi ascoltatori e riuscire a parlare la loro lingua, che si tratti di professionisti della finanza o scienziati o professionisti del marketing, ecc. Riuscire ad adattarsi a diverse culture, tradizioni e personalità in diversi contesti professionali è un’impresa davvero eccezionale :). Le doti necessarie da sviluppare sono l’empatia e la flessibilità.

 

C’è qualcosa che ti non ti piace o che cambieresti del mondo della comunicazione?

 

Cambierei il sistema politico :). Nel campo della comunicazione si riflettono ancora di più le brutture del sistema Capitalistico. Cambierei la mentalità secondo cui il tempo è denaro. Viva la lentezza! Viva i sentimenti e le relazioni umane! Dovevo dirlo, pardon :D. Fortunatamente l’azienda dove attualmente lavoro ha una bellissima etica, i miei colleghi sono amici e ho tutto il tempo e la pace interiore per godermi le cose belle della vita.

 

Quali differenze noti tra l’Italia e l’Inghilterra per quanto riguarda la comunicazione digitale?

 

Quando ho lasciato l’Italia, sei anni fa, ancora non si conosceva il campo del UX, Interaction e Product Design, il Design era ancora considerato in relazione al Branding e alla progettazione dell’immagine coordinata. Fortunatamente non è più così. È talmente limitato considerare il Design come statico, bello e leggibile. Il Design è un’esperienza dinamica e interattiva. Mi sembra però che solo ora in Italia si stia diffondendo la conoscenza della User Experience. Non vedo l’ora di osservare i prossimi grandi sviluppi.

 

Se dovessi – per una qualsiasi ragione – cambiare nuovamente città, dove andresti e perché?

 

Mi piacerebbe trasferirmi in Giappone. Questo Paese e la sua cultura contengono tutto ció che conta per me: rispetto, spiritualità, profondità e approfondimento, ascolto dell’altro, altruismo, amore per il silenzio e per la contemplazione, per la natura, dedizione, lentezza, tradizione e interiorità.

 

Che consiglio daresti a chi si approccia adesso al tuo lavoro?

 

Ma sono io ad aver bisogno di consigli :D! Consiglio di crearsi una doppia identità/personalità: una concreta e realista con obiettivi pratici, che guarda al mercato e alle sue tendenze anticipandole (ovviamente mi riferisco al mercato mondiale, visto che la nostra è un’economia globale); un’altra giocosa e ironica, che guarda alla vita come a un mega gigantesco gioco, a volte molto duro, ma un gran bel gioco. Dico questo perchè il mondo della comunicazione è altamente competitivo e a crederci troppo si rischia di perdere l’orientamento. Infatti non credo nei premi e nei riconoscimenti, ma credo nel mantenersi sempre degli ‘outsiders’ per rimanere liberi, almeno nell’anima e nei sentimenti. Consiglio poi di coltivare e conservare il senso di responsabilità e di continuità rispetto alle generazioni precedenti e future. Siamo immersi tutti in un magico processo, facciamo tutti parte di un grande movimento umano, questo pensiero è entusiasmante! È importante che il nostro lavoro sia sempre volto al bene delle generazioni future basandoci sullo studio del passato.

 

Un film e un libro che ti hanno cambiato la vita?

 

Shining di Kubrick per la sua estetica, per i patterns, i colori e lo stile surrealista. Meriggiare pallido e assorto di Eugenio Montale per la sua atmosfera sospesa e perché mi fa pensare alla pittura metafisica di De Chirico.

 

Cosa ti tira giù dal letto la mattina? Cosa ti guida?

 

L’entusiasmo di crearmi ogni giorno la vita che più mi piace!

 

Una parola che ti rappresenta?

 

Infinito, perché non esistono limiti. Con la mente è possibile creare infinite vite e realtà.

 

Se tu fossi un piatto, quale saresti e perché?

 

Un cioccolatino, magari tenero fuori e duro dentro, o anche viceversa! 🙂

 

Come descriveresti il tuo lavoro ad una persona del 1800?

 

Una pittrice di racconti popolari per tutte le età e che usa tecniche innovative d’avanguardia.

 

Progetti futuri?

 

Desidero specializzarmi in Product Design e desidero realizzare opere artistiche immersive, come i viaggi e le avventure che vivo nella mia mente :). Vorrei usare le tecniche della Virtual e Augmented Reality.

uraniacasciello@ilas.com

Scrivo. Da quando ho iniziato a scrivere sapevo che un giorno sarebbe stato il mio lavoro. Nel 2012 mi sono diplomata in Art Direction e Copywriting alla ILAS e ho frequentato il Master in Social Media e Web Marketing e il Corso Annuale in Fotografia Pubblicitaria. Scrivo per ILAS Magazine e ho collaborato con la scuola alla realizzazione di eventi come il Behance Portfolio Review al Pan di Napoli, l'ILAS Sonorized Exhibition e alcune mostre alla The Gallery Studio. I miei amori sparsi sono: i gatti, Parigi, Ernest Hemingway, la pizza, Batman, le gomme del ponte di Brooklyn, Labyrinth, Ritorno ad OZ, le maratone (di serie-tv e film) e David Bowie.

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