Friday, November 22, 2019
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Giovanni Ruggiero, “Ex malo bono” in mostra a Movimento Aperto – Napoli

La fotografia in “cassetta”. Poesie in quattro dimensioni, realizzate dal fotoreporter, da “suonare” come spartiti musicali per preservare e diffondere ricordi di una vita vissuta come inviato

Giovanni Ruggiero, ex malo bono

Chi è Giovanni Ruggiero

Giornalista professionista. Giovanni Ruggiero inizia a fotografare all’età di diciassette anni. La fotografia l’ha utilizzata per i suoi reportage giornalistici lavorando per più di venti anni come inviato speciale del quotidiano “Avvenire”: Spagna, Francia, Albania, Russia, Romania, Algeria, Brasile, Argentina, Germania, Colombia, Belgio, Bosnia.

Molte delle foto, eseguite in diversi Paesi, sono state poi riprese nella sua produzione artistica iniziata più tardi negli anni.

I ricordi accumulati da Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero è un accumulatore, un fabbricatore, un assemblatore di ricordi.

Conservare, custodire, collezionare… A volte si posseggono oggetti senza valore apparente perché intrinseco del background personale dell’individuo. E non si tratta di disposofobia (disturbo da accumulo)…

Durante un trasloco, riponendo un vecchio quaderno di scuola, un album di fotografie o un sassolino in una scatola, ci tornano alla mente ricordi della nostra vita. Incontri, feste, passeggiate, vacanze, persone conosciute…

Forse chi legge ha probabilmente la propria “scatola dei ricordi”: lettere, cartoline, bomboniere, il posacenere fregato in un albergo, il primo dentino di latte, un soldatino… Oggetti tenuti disordinatamente insieme.

I ricordi di Giovanni Ruggiero sono assemblaggi di associazioni della sua memoria che ricostruisce e custodisce in cassette. Ordinatamente.

Giovanni Ruggiero; Ex malo bono
Il soldatino di carta; © Giovanni Ruggiero

Le cassette di Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero è fotografo ma anche un diversamente-fotografo. Con il ciclo delle sue opere Memento, la fotografia la utilizza per esprimersi con una quarta dimensione: il ricordo.

Realizza cassette in legno che racchiudono fotografie ed altri elementi. Fotografie tratte dal suo album di famiglia o scattate durante i viaggi di lavoro, assemblati con oggetti che si associano metaforicamente ai ricordi che non sono semplici flash-back, ma vere e proprie storie. Storie che ben volentieri racconta con enfasi e passione a chi intende ascoltarlo rivelando segreti intimi di una personalità forte e leggera.

Io assemblo i ricordi. Do una forma alle mie emozioni e a quello che è stato perché, in questo modo, restino ancora a rammentarmi una gioia o anche un dolore.

Una fotografia ti fa ricordare perché ci vedi tutto. Un oggetto fa scatenare il meccanismo del ricordare. Un esercizio mentale che stimola a ricordarti dov’eri, con chi, cosa accadde. Come quando conservi un tappo di sughero di una bottiglia stappata in un giorno importante e ci scrivi sopra solo la data.

Una fotografia associata all’oggetto può amplificare ulteriormente lo scenario del passato.

Giovanni Ruggiero; Ex malo bono
Il piccolo principe di Mostar; © Giovanni Ruggiero

Come spartiti musicali

Le cassette di Giovanni Ruggiero sono come spartiti musicali, come lui stesso dichiara. Non vanno viste ma toccate. Senza temere di essere richiamati da un guardiano. Vanno aperte dal pubblico che può interagire con esse ricomponendo gli elementi che contengono. E vanno suonate con l’anima, con la curiosità dell’osservatore.

Le note sul pentagramma restano le stesse e maneggiare un’opera di Giovanni Ruggiero può essere una ricerca per trovare la “sonorità” che in quel momento l’osservatore interattivo sente di applicare.

E l’opera si compie con la sua fruizione.

Il malessere produce fantasia

Ma cosa ha spinto Giovanni Ruggiero a realizzare le “cassette dei ricordi”?

Quando qualcuno ti parla e non lo ascolti perché pensi se dopo qualche mese lo rivedrai.

Quando in redazione sanno che hai un brutto male e timidamente osano chiederti se ti va di andare a fare un servizio in Algeria e ci vai perché la vita va vissuta strenuamente.

Tutto il passato ti rimbalza nella mente. Metti a fuoco su gioie e dolori vissuti. Esorcizzi il malessere affrontandolo, ricollegando i ricordi del passato. Cerchi di fare ordine nel vissuto estrapolando emozioni da cristallizzare.

Ecco. “Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella nascente”. Giovanni Ruggiero nel periodo in cui sa di avere un grave problema di salute (poi superato), inizia a voler mettere insieme i suoi ricordi. Custodendoli in cassette. Quasi come a voler preservare se stesso o per il semplice istinto di trasferire il patrimonio dell’importanza della vita.

E la fotografia diventa poesia in quattro dimensioni. Arte.

Porte enfant; © Giovanni Ruggiero

Il Joseph Beuys che è in Giovanni Ruggiero

Inconsapevolmente Giovanni Ruggiero adotta una semantica affine all’opera di Joseph Beuys.

Beuys utilizzava per alcune sue opere, i materiali (feltro e grasso) usati dai tartari nomadi che lo avevano trovato semi-congelato in seguito a un incidente durante la guerra. Grazie a quel trattamento fu salvato.

Giovanni Ruggiero utilizza come elemento conduttore delle sue opere la garza ospedaliera rivestendone i supporti.

Non sono cassette tetre. Sono storie di una vita che andrebbero lette o ascoltate direttamente dall’autore, oltre che “suonate”.

Storie autentiche, truci, romantiche, maledette, gioiose. La fotografia in quattro dimensioni.

Poesia.

Ex Malo bono, di Giovanni Ruggiero

dall’8 al 30 novembre

MOVIMENTO APERTO

Via Duomo 290/C

La mostra può essere visitata il lunedì ed il giovedì dalle 17.00 alle 19.00 ed il venerdì dalle 10.30 alle 12.30 o su appuntamento (3332229274 – 3356440700).

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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