Friday, December 6, 2019
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Avengers: End Game – Nuovi record infranti, sotto ogni punto di vista!

La saga più fruttuosa di tutta la storia del cinema distrugge ogni record con il nuovo capitolo "End Game"! Numerosi i dietro le quinte da scoprire per un film di questa portata. Scopriamone alcuni!

Potrebbe sembrare da pazzi, l’idea di investire un cast hollywoodiano da spavento (praticamente tutta Hollywood), svariate compagnie di effetti speciali da tutte le parti del mondo e spendere circa 300 milioni, per un film di supereroi in calzamaglia.

Eppure, se ad una mente poco “moderna” e da impiegato, può sembrare una stupidata, questa scelta, per Avengers End Game ha portato alla nascita di un film immenso, che ha generato anche un incasso di pari forma.

Per le sole proiezioni, senza contare merchandising e diritti vari, l’ultimo film degli Avengers ha guadagnato 2 miliardi. Si, 2 miliardi, ossia 2 mila milioni.

Bell’investimento vero? Alla faccia di tutti quelli che vedono i supereroi come qualcosa di puerile e poco rilevante.

Ma il senso di questo articolo non vuole semplicemente divenire una recriminazione rispetto alla pochezza intellettuale e imprenditoriale nostrana o europea (anche se non si può non sottolineare), quanto invece un mettere in evidenza la maestosità del lavoro di VFX legato questo progetto. 

Come accennato qualche riga più in alto, per l’immensa mole di computer grafica, richiesta per dar vita a tutte e scene del film, sono state ingaggiate tutte le più grandi compagnie di effetti speciali, che mai come questa volta si sono trovate, nonostante il loro essere generalmente in competizione, a dover collaborare tutte insieme per riuscire in una impresa tanto titanica, quanto quella narrata nel film.

Normalmente gli studios sono molto gelosi dei loro asset, workflow e strumenti di produzione: del resto sono alla base della loro ricchezza!

Tuttavia stavolta, per un fine ultimo più grande, compagnie come Framestore, ILM, Double Negative, Weta, hanno lavorato, spalla a spalla, facendo convergere modelli 3D, tecnologie di Motion Capture, riguarda e chi più ne ha più ne metta per ottenere il massimo risultato.

Risultato valso successivamente, come potevasi immaginare, una candidatura agli Oscar per i migliori effetti speciali del 2019.

Making of Avengers: End game

Prendiamo ad esempio, la sola costruzione delle “Quantum Space Suits” che vengono indossate dai protagonisti per viaggiare nel tempo. Sono state realizzate da ben 3 compagnie di effetti speciali, la Framerstore, ILM e DNEG.

Lavorando all’unisono, sulla creazione dei dettagli e lo studio di funzionalità delle stesse, sono riusciti ad ottenere un risultato più che verosimile nella pellicola finale. Le tute dovevano poi costruirsi direttamente sul corpo degli attori, usando la tecnologia (e gli effetti visivi) già apparsa per la prima volta in Infinity War (il prequel di End Game ), per la costruzione della armatura di Ironman, la Mark 50.

Asset vecchi e asset nuovi si fondono quindi in un lavoro a più mani (e tastiere).

In questa nuova pellicola, anche un nuovo modello estremamente complesso è stato sviluppato per il personaggio più rabbioso dei supereroi, Hulk.

Il super team di effetti speciali della Marvel,  per creare strutture persino migliori per l’animazione del mostro verde, ha sfruttato per l’occasione due sistemi di rigging creati dal Disney Research Team di Zurigo (ricordiamo che la Disney ha acquisito la Marvel poco tempo fa), chiamati Medusa e Anyma.

Mentre Medusa da un lato catturava mesh (ossia modelli 3D) estremamente dettagliate del viso e delle performance dell’attore Mark Ruffalo, Anyma interpretava i movimenti della faccia, trasportandoli sul modello digitale di Hulk, grazie anche ad un software proprietario di ILM.

Contemporaneamente la compagnia Framestore, ha sviluppato un sistema di machine Learning, utilizzando quindi l’intelligenza artificiale, per permettere ai software di identificare meglio la performance fattoriale del viso di Mark Ruffalo

Un salto carpiato di tecnologia e studios di VFX!

Questo è ancor più vero per le sequenze della battaglia finale, una vera e propria apoteosi di effetti speciali.

Making of Avengers: End Game -2

Nel momento in cui la scena è stata girata in set, si sapeva già che non si poteva ottenere direttamente in camera dalla scenografia la complessità necessaria. Come risultato, il reparto di VFX ha dovuto prendersi un carico enorme di lavoro nel riempire ed arricchire le scene, mantenendo il realismo.

L’intera sequenza non sarebbe stata possibile, se non con un enorme e dettagliatissimo lavoro di preproduzione, ad opera dello studio “The Third Floor”,  che ha permesso di stabilire, prima ancora del girato, la coreografia di combattimento corpo a corpo, nonché di collegarle in un insieme fluido di eventi narrativamente uniforme.

Il 90% di ciò che si vede nelle scene della battaglia finale risulta interamente sviluppato al computer ed anche in questo caso, per tale scopo, la forza delle diverse compagnie di effetti speciali è stata condivisa.

La Weta si è occupata di creare la base del cratere dopodiché si è aggiunta ad essa anche ILM per dettagliare l’incredibilmente vasto set digitale.

Non stupisce inoltre il numero finale di shot in VFX sviluppato per End Game: ben 2496!

Insomma, un lavoro titanico, per un film titanico, con risultati… titanici!

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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