Sunday, September 15, 2019
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Que Viva Polaroid! Le Polaroid d’artista di Carlo Porrini nel cassetto

Circa 70 Polaroid “nel cassetto”, scattate e manipolate da illustratori, grafici, artisti, fotografi di tutto il mondo. Ecco perché nasce il progetto nel 2008 ma inedito, visto solo da pochi…

Que Viva Polaroid di Carlo Porrini

Fotografie nel cassetto

Conversando con Carlo Porrini, mi sono reso conto che esiste un mondo fotografico immenso nei cassetti. Esistono fotografi i cui lavori probabilmente non li vedremo mai pubblicati o esposti in mostre, gallerie, musei, ma che meritano di essere citati.

I casi di immagini rinvenute post mortem di autori che avrebbero meritato un po’ di gloria in vita non mancano; a cominciare dal caso più eclatante di Vivian Maier e sono del parere che certe cose andrebbero viste e vissute nel contemporaneo.

A volte si tratta di immagini che vediamo sui social, qualcuna è ultra “likeata”, altre passano inosservate perché gli autori non dedicano tempo a descriverne la poetica, la tecnica, il perché e come le hanno realizzate.

Chi è Carlo Porrini

Carlo Porrini, di Napoli. Uno dei creativi più misconosciuti della realtà partenopea. Da ragazzo ha trascorso anni a impaginare annunci per un giornale leader del settore ed è stato assistente del compianto fotografo di moda e pubblicità Fabrizio Lombardi. È stato fondatore di due società di grafica (Corpo9 e Graficia) lavorando, tra gli altri, per Mondadori e McGraw Hill. Ha impaginato oltre 200 libri, cataloghi d’arte e almeno 300 mensili. Poi, come chi sente l’odore della pioggia in arrivo, annusò nell’aria che la crisi economica era alle porte. Fu l’opportunità per mettere a frutto la sua esperienza di web-master, quando si usava il Dreamweaver per intenderci, e attivò due siti con gli annunci Google che gli hanno procurato buone soddisfazioni economiche.

Insomma, grafico, fotografo, web-master e poi ancora designer di gioielli che realizza stesso lui artigianalmente… dipendente o freelance, è comunque un tecnico creativo della comunicazione visiva.

Que Viva Polaroid! Carlo Porrini
José Munoz

Le Polaroid di Carlo Porrini

Ci sono almeno tre tipi di utilizzo delle Polaroid:

 

  1. Amatoriale: la foto-ricordo, istantanea, pezzo unico.
  2. Per i test delle luci in studio fotografico quando non esistevano il digitale, il Camera Control e SW analoghi e non si potevano sprecare pellicole di formato 10×12, 13×18 o più.
  3. Creativo: manipolandole, anche by-passando lo scatto di per sé.

 

Il rapporto che ha avuto Carlo Porrini con le Polaroid è stato dapprima professionale, per il controllo delle luci in studio e poi è stato immediatamente tattile, carnale, creativo.

Fu istintivo per lui, appena gliene capitarono tra le mani alcune, manipolarle in quei quattro minuti di “sviluppo” per constatarne gli effetti.

I suoi primi scatti con le Polaroid erano immagini astratte. Le manipolava dopo lo scatto o meno, le trattava “martoriandole” con dita, unghie o altri oggetti.

Polaroid, prima di Carlo Porrini

L’uso della Polaroid fin dagli inizi in realtà è stato oggetto di curiosità, lavoro, “maltrattamento” da parte di fotografi, artisti e creativi in genere.

In Andy Warhol, 1958-1987 della Taschen, sono raccolte quelle che scattava l’artista come appunti visivi.

Il genio imprenditoriale di Edwin Herbert Land, l’inventore della Polaroid, volle che alcuni fotografi e artisti come Walker EvansManuel Alvarez-BravoMino WhiteBernard PlossuChuck Close e lo stesso Andy Warhol, avessero in regalo fotocamera e supporti a sviluppo immediato affinché i loro lavori facessero “indirettamente” pubblicità alla Casa.

Ovviamente non poterono non subire il fascino della Polaroid Man Ray, fotografo sperimentatore per antonomasia e quello che ritengo il suo antagonista nostrano Nino Migliori, o il partenopeo Augusto De Luca, e poi ancora il “cubista” della fotografia Maurizio Galimberti e il figlio Giorgio.

Tutti, ma tanti altri ancora, che hanno usato la Polaroid in maniera creativa. Dove la bellezza sta nell’imperfezione del tratto pittorico talvolta infantile e nell’espressione materica del supporto.

Que Viva Polaroid! Carlo Porrini
Lorenzo Mattotti

La rivoluzione di Carlo Porrini

Nel 2008 la fotografia istantanea della Polaroid iniziò a scomparire dal mercato. Chiuse l’ultima fabbrica che produceva i supporti ad auto-sviluppo immediato. Chi aveva ancora qualche scatola di Polaroid iniziò a centellinarle.

Carlo Porrini decise di condividerle realizzando un’operazione foto-artistica probabilmente unica nel suo genere.

Que Viva Polaroid nasce nel 2008, quando stava chiudendo l’ultima fabbrica di Polaroid. Per protestare, per dimostrare quello che si poteva fare utilizzando questo fantastico mezzo fotografico ho deciso di farlo sperimentare ad artisti in modo per niente fotografico, facendoli interagire con l’emulsione e la foto scattata. 

Carlo Porrini decise di andare al Comicon che era in corso quell’anno, avvicinò grafici, illustratori, fumettisti, artisti che incontrò in occasione della fiera e spiegava le sue intenzioni. Con supporti e Polaroid alla mano.

Descriveva la tecnica di manipolazione per chi non conosceva le potenzialità della Polaroid e attualmente si ritrova una 70ina di “Polaroid d’artista” tra cui quelle di Manuele Fior, José Munoz, Lorenzo Mattotti, Gipi, Rocco Lombardi, Mara Cerri e Magda Guidi. Almeno solo per citare alcuni degli illustratori internazionali coinvolti.

Poi nel tempo ha coinvolto altri autori come l’artista Carla Viparelli, gli street-artist Kaf di Cyop&Kaf, Ryan Spring Dooley e, ovviamente, non poteva mancare una Polaroid manipolata del ben noto fotografo “cubista” Maurizio Galimberti che non ebbe bisogno di particolari spiegazioni per la manipolazione.

Que viva Polaroid!

Il progetto vuole essere democratico e partire dal basso. Sono riuscito a coinvolgere artisti incredibili, il meglio dell’illustrazione mondiale, ma una Pola non la nego a nessuno, chiunque abbia voglia di partecipare e di provare a farne una mi può contattare. Anche perchè ora le Polaroid sono di nuovo in produzione.

Il lavoro di Carlo Porrini si ispira a Que viva Mexico che è stato un film del regista sovietico Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, rimasto incompiuto nel 1931 e che subì varie vicissitudini. Passato ad altri registi nel corso degli anni, rielaborato, usato per altri film, e nel 1954 la versione originale approdò al Museo di Arte Moderna di New York. Solo nel 1970 il materiale girato da Ėjzenštejn fu accettato e accolto in Russia, la patria del regista stesso.

È un po’ la metafora di Que viva Polaroid! Un progetto iniziato, interrotto, rielaborazioni, più autori che lo realizzano, anche qui con una “rivoluzione” sullo sfondo che non è quella messicana, ma artistico-culturale… e magari cerca anch’esso una Patria. Un luogo dove esporlo o un libro che ne raccolga le opere.

Que viva Polaroid!

Work in progress di Carlo Porrini

Progetto senza scopo di lucro

Que Viva Polaroid! Carlo Porrini
Autori: Manuele Fior, Lorenzo Mattotti, Gipi, Sara Pavan, José Munoz, Rocco Lombardi, Maurizio Galimberti, Mary Cinque.

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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