Saturday, October 19, 2019
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Generazione Ilas: Intervista ad Antonio Gallo aka Barbadifuoco

Orgogliosamente Geek, rigorosamente pazzo! Il mondo di Antonio Gallo aka Barbadifuoco potrebbe tranquillamente trovarsi in un fumetto (da lui illustrato)!

Antonio Gallo – aka Barbadifuoco – classe 1991, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli, specializzato in Graphic Design. Disegnatore e illustratore, da anni coltiva la cultura ludica e geek in tutte le sue forme, spaziando dalle serie televisive alla cinematografia, dai più famosi videogiochi all’universo variegato del fumetto. Condivide i propri lavori e le proprie idee con graphic designer internazionali e collabora con e-commerce d’oltreoceano. Appassionato di manga/comics, ha collaborato con il festival del fumetto Comicon di Napoli.

L'Intervista

(Urania Casciello) A cosa stai lavorando attualmente?

 

(Antonio Gallo) Sto lavorando ad un’illustrazione riguardante il mondo dei comics/manga, per un e-commerce con sede a Chicago, roba figa insomma.

 

Da dove viene la tua ispirazione? Segui un rituale per trovare idee creative?

 

Questa domanda mi mette molto in difficoltà perché non ho un metodo preciso ma succede tutto quasi in modo randomico, mentre alcune volte li vedo in sogno.
Molto weird ma divertente perché poi devo capire come arrivare a quel risultato, quindi inizia un lavoro di ingegneria inversa.

 

Che ricordi hai del tuo percorso di studi alla Ilas?

 

Ricordi fantastici, non avevo mai respirato un aria così creativa ma al contempo professionale riguardante un percorso di studi e il potermi confrontare con docenti professionisti del settore mi ha permesso di crescere e migliorare più di quanto mi aspettassi, soprattutto dal punto di vista mentale.

 

Hai sempre saputo di voler fare questo lavoro?

 

No, è successo tutto per caso. Prima delle Belle Arti ho studiato in un Professionale Orafo in cui mi ero specializzato nella moderazione 3D e pensavo di proseguire su quella strada, poi ho conosciuto Photoshop ed Illustrator ed ho passato ogni giorno a sbatterci la testa con la mia prima tavoletta grafica che disintegrai.

 

Tra i tuoi lavori c’è qualcosa che ti rappresenta di più o di cui sei più fiero?

 

Assolutamente sì, “Obey The Hypnotoad”, il lavoro che più di tutti mi ha dato soddisfazioni da ogni punto di vista, ha avuto un successo enorme e non pensavo un singolo lavoro (scemo tra l’altro perché ancora oggi quando lo guardo mi fa ridere) potesse arrivare a tanto.

 

“Obey The Hypnotoad” di Antonio Gallo aka Barbadifuoco

 

Qual è la sfida più grande che hai dovuto affrontare?

 

La sfida più ardua è stata quando per la prima volta sono entrato in questo mondo senza sapere nulla, non conoscevo nessuno ed erano tutti stranieri e stra bravi.

 

Grafica, Illustrazione e Musica, a chi vuoi più bene? Scherzi a parte, senti che l’ago della bilancia spinge più per qualcosa rispetto ad altro?

 

Musica senza pensarci due volte. Una fedelissima compagna di vita. Gli anni in cui ho “militato” nel metal underground napoletano sono i ricordi più belli che ho, adrenalina alle stelle, amici fantastici, il gruppo che era una famiglia e quella maledetta chitarra, amore della mia vita.

 

 Cosa ti tira giù dal letto la mattina? Cosa ti guida?

 

I rumori della città e la voglia di fare e creare qualcosa di migliore rispetto al mio ultimo lavoro.

 

Che consiglio daresti a chi si approccia adesso al tuo lavoro?

 

Non avere paura di chiedere e di rompere le scatole ai professionisti, così facendo ho avuto modo di conoscere artisti fantastici, grazie a loro io ne ho viste di cose che voi umani non potreste immaginarvi.

 

Hai un libro da consigliare a chi vuole intraprendere la carriera da grafico?

 

“Trademarks & Symbols of the World: The Alphabet in Design”, ebbi la fortuna di metterci mano alle superiori, e rimasi colpito da tutte quelle forme, i moduli, le geometrie e l’uso intelligente delle stesse.

 

Una parola che ti rappresenta?

 

PAZZO.

 

Una parola che vorresti eliminare dalla terra?

 

Supercalifragilistichespiralidoso.

 

Se tu fossi un piatto quale saresti?

 

Pizza, perché è rotonda, viene consegnata in cartoni quadrati e tagliata in triangoli.

 

E se invece tu fossi una canzone?

 

Sicuramente Master of Puppets dei Metallica perché per me è la miglior composizione di sempre ed è il motivo per cui da ragazzino iniziai a suonare la chitarra.

 

Come descriveresti il tuo lavoro ad una persona del 1800?

 

Disegno pupazzetti.

 

Cosa ti aspetta per il futuro?

 

Il futuro è qualcosa di imprevedibile quindi non sai mai cosa aspettarti, continuerò a migliorarmi e migliorarmi e se ci sarà tempo anche migliorarmi.

uraniacasciello@ilas.com

Scrivo. Da quando ho iniziato a scrivere sapevo che un giorno sarebbe stato il mio lavoro. Nel 2012 mi sono diplomata in Art Direction e Copywriting alla ILAS e ho frequentato il Master in Social Media e Web Marketing e il Corso Annuale in Fotografia Pubblicitaria. Scrivo per ILAS Magazine e ho collaborato con la scuola alla realizzazione di eventi come il Behance Portfolio Review al Pan di Napoli, l'ILAS Sonorized Exhibition e alcune mostre alla The Gallery Studio. I miei amori sparsi sono: i gatti, Parigi, Ernest Hemingway, la pizza, Batman, le gomme del ponte di Brooklyn, Labyrinth, Ritorno ad OZ, le maratone (di serie-tv e film) e David Bowie.

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