Saturday, October 19, 2019
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Generazione Ilas: Intervista ad Angelica Cerrone

Classe 1986. Ha lo spirito di una combattente ma un debole per i (bei) packaging. Scopriamo insieme il mondo di Angelica Cerrone.

angelica cerrone

Angelica Cerrone, classe 1986. Dopo essersi diplomata al liceo artistico ed aver conseguito la laurea, ha frequentato alla Ilas i corsi di grafica pubblicitaria e web design. Da circa due anni ha fondato con il marito uno studio di progettazione dal nome Unik che opera sia in ambito nazionale che internazionale. 

L'Intervista

(Urania Casciello) A cosa stai lavorando attualmente?

 

(Angelica Cerrone) Attualmente stiamo lavorando su due campagne per Legambiente, un paio di progetti in Israele, al restyling completo dell’immagine coordinata e del sistema di packaging per un’azienda produttrice di tartufi e altri progetti paralleli.

 

Da dove viene la tua ispirazione? Segui un rituale per trovare idee creative?

 

Amo l’arte e come hobby dipingo e lavoro la creta. La comunicazione o meglio, questo tipo di comunicazione però è differente: c’è bisogno di studio e di ricerca. Per questo posso affermare che più che seguire un rituale, il processo creativo in questo caso è meno estemporaneo e molto più riflessivo.

 

Che ricordi hai del tuo percorso di studi alla Ilas?

 

La Ilas è stata per me un punto di vista differente. È una realtà che ti apre gli orizzonti e ti proietta in un’altra direzione. Io l’ho affrontata dopo la laurea quindi con una consapevolezza maggiore. I docenti non saranno mai ringraziati abbastanza per il sapere, l’approccio e la metodologia che mi hanno tramandato e che oggi metto nel mio lavoro.

 

Hai sempre saputo di voler fare questo lavoro?

 

Quando i tuoi acquisti si basano quasi esclusivamente sulla grafica e sul packaging e “soffri” nel vedere un marchio, un’insegna o una locandina fatta male perché vorresti un mondo esteticamente più bello, allora credo di sì.

 

Tra i tuoi lavori c’è qualcosa che ti rappresenta di più o di cui sei più fiero?

 

Sono diversi i progetti che hanno contribuito a rendermi fiera del lavoro che svolgo. Il frutto della collaborazione e dell’attenta ricerca sono palpabili e percepibili fin dal primo approccio. Lavorando anche con realtà internazionali ho imparato metodiche e ritmi differenti, affrontando prove che mi hanno spronato a fare sempre meglio. E se proprio devo sceglierne uno, è stato sicuramente quello che ho svolto per un’azienda estera, una start-up innovativa nel campo dei trasporti aerei privati. È stato un lavoro impegnativo e lungo, che mi ha regalato anche molte soddisfazioni.

 

Parlaci un po’ di Unik, come è nato?

 

Unik nasce dalla volontà, mia e di mio marito, già veterano e professionista del settore, di fondare il nostro studio, di cui sono socia e designer. È il luogo in cui mettiamo in campo le nostre passioni e le nostre competenze, avvalendoci della collaborazione di un team di altri professionisti, a seconda delle necessità.

 

Qual è la sfida più grande che hai dovuto affrontare?

 

Di richieste strane ne riceviamo di continuo e la vera sfida credo consista proprio in questo: non siamo meri esecutori dei gusti estetici dei clienti, ma combattiamo il brutto sotto ogni sua forma.

 

C’è qualcosa che ti non ti piace o che cambieresti del mondo della comunicazione digitale?

 

Non è sufficiente possedere un computer e saper usare un software di grafica per poter esercitare questa professione. Chi si improvvisa toglie risorse ma soprattutto diseduca il cliente, contribuendo a rendere ancora più difficile il nostro mestiere.

 

Che consiglio daresti a chi si approccia adesso al tuo lavoro?

 

Il mio consiglio è di non sentirsi subito arrivati e di approfondire costantemente le proprie conoscenze. Osservare e imparare “umilmente” da chi sa fare meglio di noi è secondo me la strada giusta per provare a diventare un buon designer. Il mondo del lavoro, quello vero, richiede spirito di sacrificio e una buona dose di pazienza.

 

Un progetto che ti ha stupito nel 2019 e che consigli di sbirciare?

 

Tutti i progetti realizzati mi piacciono, ma il miglior lavoro è sempre il prossimo. Ma se proprio devo scegliere ovviamente scelgo il restyling del nostro sito. Prestissimo online: www.unik.love

 

Se dovessi – per una qualsiasi ragione – cambiare città, dove andresti e perché?

 

Senza ombra di dubbio sceglierei New York. Il motivo? Vignelli, Lubalin, Glaser, Scher, per citarne solo alcuni. Ma trovo comunque che si può essere ciò che si vuole dovunque, basta crederci e impegnarsi.

 

Un libro che tutti quelli che studiano comunicazione e web devono assolutamente avere?

 

Il libro che consiglio a tutti i grafici è il Canone di Vignelli. La Bibbia della comunicazione scritta da un maestro senza tempo.

 

Se tu fossi un piatto, quale saresti?

 

L’hummus, perché mi ricorda un luogo che ho particolarmente a cuore in cui amo tornare ogni volta che posso. Ma anche la pizza ha il suo perché.

 

Come descriveresti il tuo lavoro ad una persona del 1800?

 

In ogni momento della nostra esistenza ci affidiamo a dei professionisti quando sentiamo la necessità di risolvere problemi che non siamo in grado di affrontare da soli. Quando un cliente si affida a noi è perché ha bisogno di dire qualcosa, ma non ha le competenze per farlo. Siamo i “dottori” della comunicazione visiva.

 

Cosa ti aspetti dal futuro?

 

Per il futuro mi auguro di affrontare sempre nuove sfide e di fare sempre meglio, per una crescita personale e professionale tutta in salita.

uraniacasciello@ilas.com

Scrivo. Da quando ho iniziato a scrivere sapevo che un giorno sarebbe stato il mio lavoro. Nel 2012 mi sono diplomata in Art Direction e Copywriting alla ILAS e ho frequentato il Master in Social Media e Web Marketing e il Corso Annuale in Fotografia Pubblicitaria. Scrivo per ILAS Magazine e ho collaborato con la scuola alla realizzazione di eventi come il Behance Portfolio Review al Pan di Napoli, l'ILAS Sonorized Exhibition e alcune mostre alla The Gallery Studio. I miei amori sparsi sono: i gatti, Parigi, Ernest Hemingway, la pizza, Batman, le gomme del ponte di Brooklyn, Labyrinth, Ritorno ad OZ, le maratone (di serie-tv e film) e David Bowie.

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