Saturday, December 14, 2019
Home / Focus  / Passeggiando e Curiosando: appunti di comunicazione visiva a Porto

Passeggiando e Curiosando: appunti di comunicazione visiva a Porto

Design, Arte, grafica, illustrazione, architettura, marketing… Ecco appunti e spunti sulla comunicazione visiva, alcuni sicuramente da emulare, durante una passeggiata di qualche giorno a Porto

Comunicazione visiva a Porto © Marco Maraviglia

Cercherò di raccontarvi alcune cose che ho visto a Porto con gli occhi da straniero. Con lo sguardo un po’ da fotografo, un po’ da appassionato d’arte, grafica e design. Una piccola raccolta di percezioni e considerazioni di una città che conta poco più di 219mila abitanti…

Ecco un po’ di comunicazione visiva a Porto.

Spunti di comunicazione visiva a Porto

Con un minimo di deformazione professionale ti giri intorno per scoprire come va la comunicazione visiva a Porto. Prendi un semplice bus di linea e scopri che il logo che indica la presenza del WIFI a bordo ha la grafica ad hoc. Non giri in bici ma gradisci il design delle rastrelliere stilizzate e “umanizzate”. Se ti serve fare un tour fotografico nei punti più suggestivi, c’è la cabrio jeep Classic Porto Tours di Álvaro Pereira.

Poi scopri un libro, Design by Porto, Porto by Design finanziato dal Comune di Porto in occasione di una mostra del 2017 e che raccoglie quattro anni di progetti di comunicazione del Comune.

La comunicazione visiva di Porto ha origini nel concept di saudade

Porto, Capitale europea della cultura nel 2001, continua a stare dietro a rapide dinamiche di evoluzione ma senza calpestare le sue caratteristiche storiche e identitarie. Non sono poche, infatti, le botteghe nel centro storico che mantengono le stesse facciate liberty e gli stessi interni in legno massiccio e scalpellinato in cui vendono articoli di artigianato locale e oggetti vintage. Perché Porto, come in tutto il Portogallo credo, ha massimo rispetto della propria storia e ciò è il suo brand essenziale; è un patrimonio che rientra in quel concetto di saudade.

City brand Porto

Ho visto in un paio di punti della città il logo di Porto in formato maxi. Lettere ad altezza uomo o poco più. Uno presso la Casa da Mùsica e uno in Praça da Liberdade dove decine di turisti erano in fila per attendere di fare la loro foto-ricordo da instagrammizzare a beneficio della divulgazione della città.

Sei caratteri in blu cobalto, compreso il punto finale. Un punto che la dice lunga sul carattere dei portoghesi: decisi, precisi, combattivi, spirito marinaro, serietà, rispetto per il prossimo, per se stessi e per le loro tradizioni.

Parola d’ordine: azulejos

La caratteristica di tutto il Portogallo che ti impregna la retina oltre la saturazione, non è il tram o il gallo o i pasteis de nata, i libidinosi dolci tipici, ma gli azulejos, le piastrelle dipinte a mano, prevalentemente in azzurro, semplicemente decorative o che riempiono intere facciate di edifici e chiese a volte con rappresentazioni di storie religiose.

Gli azulejos nella Casa da Mùsica

Una visita alla Casa da Mùsica è consigliata. Sono 10,00 euro ben spesi con visita guidata in inglese o portoghese: se scegliete quest’ultima è probabile che vi accompagnerà Josè Paulo Ferreira, cantante appassionato dell’Italia del Sud che potrà parlarvi anche in italiano.

In una tappa della visita c’è una zona completamente rivestita di azulejos che riproducono alcune rappresentazioni degli edifici di Porto. Riproduzioni di piastrelle? Sì, non sono stampate ma realizzate fedelmente a mano da un artista portoghese la cui firma è presente, un po’ mimetizzata, tra i disegni dell’erba delle piastrelle.

comunicazione visiva a Porto
Azulejos presso la Casa da Mùsica

Un paio di luoghi che non erano segnalati nella guida cartacea

Le guide, Cartacee o App, in realtà non potrebbero mai essere complete per tutte le esigenze e conviene sempre curiosare più da viaggiatore che da turista.

Banco de Materiais

È un piccolo museo sito in praça Carlos Alberto, dove sono raccolti elementi decorativi tipici dell’architettura della città per la conservazione, lo studio e il restauro. La “banca dei materiali” aiuta i residenti a riprodurre fedelmente, nella grafica e nelle caratteristiche materiche, gli azulejos per il ripristino delle facciate degli edifici compromessi.

Info qui

Galeria Municipal do Porto

Situata all’interno dei Jardins do Palácio de Cristal, all’interno ha ampi spazi destinati a mostre di arte contemporanea, fotografia, architettura e design e vi si svolgono incontri con gli autori, seminari ed attività didattiche.

L’ingresso? Gratuito!

Info qui

Arte pubblica e Street Art: anche questa è comunicazione visiva a Porto

Non c’è una city-map delle opere di Street Art a Porto come invece meriterebbe (a Bruxelles, per l’itinerario degli affreschi del fumetto che invadono tutta la città, c’è), ma ciò rende più sorprendente la visita.

Però in uno degli info-point turistici (uno fornito ed efficiente è nei pressi della Sé Catedral), troverete la mappa dell’arte pubblica a Porto che illustra didascalicamente sculture e monumenti storici e contemporanei e saprete ad esempio che quegli enormi massi sui marciapiedi rivestiti in superficie di azulejos non sono banali panchine.

Comunicazione visiva: anche le insegne parlano

Affacciandosi dal lato del quartiere Ribeira di Porto, si ha modo di osservare verso l’altra sponda del fiume Douro una vera e propria cartolina pubblicitaria di tutte le aziende che producono l’omonimo vino di Porto.

Spiccano le insegne del Sandeman, Cruz, Offley, Ferreira ecc. e, lungo il fiume, le botti sulle barche riportano i nomi di questi vini famosi in tutto il mondo.

È quel concetto di penetrazione, la ridondanza del marchio, che fa imprimere nella memoria nomi di aziende di cui forse non hai mai acquistato una bottiglia ma sai che esistono. Mica poco.

Il business del “taste”, marketing strategico

Assaggia, prova, tasta, tocca. Se ti piace ti diamo la sensazione di fare un affare se lo compri.

Le cantine dei vini sopra citati si sono attrezzate a musei multimediali. Alla Sandeman visiti uno spazio gratuitamente in cui è illustrata la storia dell’azienda con tanto di timeline dove scopri che nel 1965 è stato mandato in onda il suo primo spot televisivo (“find the Don and you have found Sandeman”) e, se ti incuriosisce, paghi un biglietto per accedere alla visita guidata nelle cantine con degustazione.

Per entrare nella Livraria Lello, uno degli ambienti che ha ispirato la scrittrice J. K. Rowling per il suo Harry Potter, si paga 5,00 euro ma, se compri un libro ti stornano il prezzo del biglietto.

Da notare, al di là dei suggestivi interni a cavallo tra il neogotico e il liberty, le piccole sculture dei ritratti di alcuni scrittori fissate sugli scaffali in corrispondenza dei loro titoli.

L’arte a rua Miguel Bombarda

Quella che era una strada dismessa, con magazzini abbandonati, dalla fine degli anni ’90 è iniziata ad essere la strada delle gallerie d’arte di Porto: rua Miguel Bombarda.

Poco frequentata dal turismo di massa che preferisce le strade dello shopping come rua de Santa Santa Catarina o rua de Cedofeita, rua Bombarda è una tappa obbligata non solo per il collezionista d’arte ma anche per chi si occupa di grafica o illustrazione.

Vi sono gallerie d’arte e di fotografia di ogni genere e per tutte le tasche: dalle cartoline d’autore di 2,00 euro (presso Ó! Galeria), fino a qualche migliaia di euro tipo la Galeria Ap’Arte.

Comunicazione visiva identitaria al Mercado do Bolhão

Interessante è quando si entra nel mercato provvisorio di Bolhão (nei pressi c’è quello storico in ristrutturazione): come panni stesi vi sono appesi sulle scale mobili i ritratti fotografici dei commercianti con i loro nomi che incontrerete alle loro postazioni con la gentilezza e pazienza tipica del portoghese che non risparmia mai un “obrigado” (grazie).

Un dolce per finire

Dopo questo giro vi è venuta voglia di un dolce? Non resta che andare alla pasticceria Manteigaria in rua Formosa per mangiare un paio di pasteis de nata magari anche seduti a un tavolo dopo aver ammirato oltre un vetro i pasticcieri che le preparano ed infornano. Perché, come diceva Orwell in Senza un soldo a Parigi e Londra, le cucine migliori sono quelle a vista del pubblico.

È comunicazione visiva, baby.

 

© Tutte le immagini dell’articolo sono di Marco Maraviglia. Vietata la riproduzione

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

Review overview