Monday, August 19, 2019
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Matte Painting -Valentin Petrov e la potenza del digitale

Il Matte painting, è una tecnica cinematografica che ricrea gli sfondi dei film che vediamo al cinema. Con il digitale, questo processo è stato resto più facile e rapido. Scopriamolo nei lavori di Valentin Petrov!

Il digitale, come sono solito ribadire in molti dei miei interventi in questo magazine, ha rivoluzionato tanti tra i settori artistici ed industriali della nostra società.

Oggi vi pongo un’altro esempio, di come la creatività, nella epoca in cui viviamo, possa essere espressa con maggiore velocità ed estro, grazie alle tecniche digitali sia 2D che 3D.

Per farlo, prenderò come testimonianza il lavoro di un artista dell’industria dell’intrattenimento, affermato a livello internazionale nell’ambito di quel processo ancora noto come Matte Painting.

Cos’è? Beh  tradotto letteralmente potrebbe essere indicato come “la pittura degli sfondi”, ossia degli scenari.

E’ una tecnica usata da moltissimi anni (praticamente da quando è nato il cinema), nella riproduzione di paesaggi o ambienti, troppo costosi da immortalare oppure irreali da ricostruire.

Secondo il suo processo nativo, il matte paintiner, realizzava gli sfondi, dipingendo su lastre di vetro i colori, letteralmente come un pittore classico. Successivamente queste lastre di vetro venivano apposte sopra la pellicola, per poter così creare lo sfondo.

Il primo esempio in assoluto pensate, risale a Georges Méliès (1898), che utilizzare questa tecnica per molte delle sue produzioni, mentre alcuni grandiosi (per l’epoca) esempi di utilizzo li possiamo ritrovare nel mago di OZ (la città di smeraldo) oppure in Guerre Stellari.

Tutto veniva creato con tecniche tradizionali, pastelli o vernici, sfruttando la grande manualità degli artisti dell’epoca.

Pensate quindi alla difficoltà di creazione, gestione o modifica di un lavoro del genere!

Ogni modifica avrebbe richiesto un intervento certosino e complesso di alterazione manuale di colori ed elementi.

Il lavoro certosino dei matte paintiners durante la realizzazione di Star Wars

Le cose sono poi cambiate a partire dagli anni ottanta. I primi straordinari risultati raggiunti con la computer grafica, hanno iniziato a modificare il modo in cui cui lavorava un matte painting. Capolista di questa serie di successive evoluzione è il film del 1985, “Piramide di paura”, dove fu utilizzata una tecnica ibrida di realizzazione del matte painting, sfruttando anche gli innovativi, e nascenti, strumenti digitali della Pixar.

Per la fine del 1999, gran parte dei film utilizzavano già la più economica e gestibile tecnica del matte painting digitale.

In questo caso quindi gli elementi del dipinto vengono direttamente realizzati in digitale, sfruttando un sistema misto di collage, digital painting e computer grafica in 3D, coadiuvati da texture e tavolette grafiche.

Dal 2000 in poi il matte painting diventa sempre più elaborato ma nel contempo semplice, grazie a tutte le innovazioni software che permettono di rendere sempre più semplice l’applicazione creativa dell’ecletticità degli artisti.

Ne è un esempio l’artista di oggi, Valentin Petrov, Concept Artist e Matte Painter, di stanza a Londra, che da anni realizza lavori simili per produzioni hollywoodiane come Alien Covenant, Ready Player One, Aladdin, Ghost in the Shell, Passengers e tanti altri.

Per la realizzazione dei suoi lavori, ogni tecnica e strumento è permesso, Dalla creazione manuale  di geometrie 3D, a quella procedurale di creazione flora e arbusti vari, dalle fotomanipolazione di persone o ambienti reali, alla integrazione di effetti speciali ricreati digitalmente.

Valentin Petrov - Parte dei suoi lavori di matte painting e concept art

Perché del resto, per un concept artist o un Matte Painter, non è la tecnica che ha valore, quanto la capacità di ricreare un ambiente, che sappia essere evocativo o semplicemente corretto, per la funzione narrativa del film. Il resto, semplicemente non conta.

Per vedere il resto dei lavori di Valentin Petrov, potete recarvi direttamente sul suo profilo artstation al link: https://www.artstation.com/artwork/Y3BYw

Mentre se siete curiosi del vintage e volete vedere quanta “fatica” a strisce si facevano i mattepainter prima del digitale, potete godervi questi esempi:  http://markwestwriter.blogspot.com/2018/04/even-more-matte-paintings-part-5.html

E voi? Siete pronti a creare il vostro mondo?

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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