Saturday, December 14, 2019
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Addio maggiolino e grazie per le fantastiche campagne

Il 10 luglio scorso, nello stabilimento di Puebla in Messico, è stato prodotto l’ultimo esemplare, diciamo tutti addio al Maggiolino Volkswagen che ci ha regalato ironia e anticonformismo. Bye Bye

addio maggiolino

Preparate i fazzolettini, questo sarà un post triste:

il 10 luglio scorso, nello stabilimento di Puebla in Messico, è stato prodotto l’ultimo esemplare, diciamo tutti addio al Maggiolino Volkswagen.
Addio Beatle, ti abbiamo amato.

Nata per volontà di Adolf Hitler, l’auto del popolo (Volkswagen appunto) si chiamava in origine Typ 1 Kafer ed era stata progettata da Ferdinad Porsche nel 1937.

Da allora, è il caso di dirlo, ne ha fatta tanta di strada e molta di questa grazie al genio di un pubblicitario di razza come non ne se sono visti più: Bill Bernbach.

 

Anche se oggi sembra impossibile, la strada non è stata tutta in discesa per quest’auto cult: per esempio negli Stati Uniti all’inizio ha avuto vita dura. E non soltanto perché nasceva come “modello nazista”, ma soprattutto perché era proprio l’opposto di quello che gli americani consideravano una bella macchina: tondeggiante, buffa, piccola, diremmo noi “uno scarrafone”, direbbe in inglese “a beatle”.

Perciò: cosa fai se il tuo cliente ha un prodotto che nessuno considera mainstream e ti trovi nel pieno della contestazione giovanile degli anni ‘60? Lo trasformi nell’auto dei giovani e degli anticonformisti, di quelli che non hanno niente da dimostrare, eccetto il fatto che vanno ostinatamente contro la tradizione.

Nascono così le prime, fantastiche, campagne pubblicitarie della DDB

“Lemon” significa “ciofeca”, in generale negli Stati Uniti sta a indicare qualcosa che è andata storta*. E in effetti il gioco è questo: la vera schifezza non è il Maggiolino in sé, come sembrerebbe ironicamente suggerire la headline, ma quel Maggiolino in particolare, dal momento che, come ci viene spiegato, il vano portaoggetti è graffiato e andrà sostituito. Il lungo bodycopy ci racconta che ogni auto viene sottoposta a un esame accorto e che in media 1/50 viene rimandata indietro perché non gli rispetta gli standard di qualità e si chiude così: We pluck the lemons; you get the plums (noi togliamo i limoni – i difetti – voi prendete le prugne – il meglio).

addio maggiolino - lemon

Il gioco – com’è tipico della DDB – tutto basato sull’autoironia, fu la chiave di svolta per la VW negli Stati Uniti e cntinutò con la campagna successiva – e altrettanto famosa – Think Small, con cui si invitavano persona abituate a pensare the bigger the better (più grande è meglio è) a “pensare in piccolo”, raccontando quanti vantaggi erano nascosti in questa piccola grande automobile.

Ecco una gallery di campagne DDB per Volkswagen che ci riconciliano con la pubblicità e rendono più triste questo addio al Maggiolino.

*Questo il body copy nella versione integrale:

The Volkswagen missed the boat.
The chrome strip on the glove compartment is blemished and must be replaced. Chances are you wouldn’t have noticed it; Inspector Kurt Kroner did.
There are 3,389 men of our Wolfsburg factory with only one job; to inspect Volkswagens at each stage of production. (3,00 Volkswagens are produced daily; there are more inspectors than cars.)
Every shock absorber is tested (spot checking won’t do), every windshield is scanned. VWs have been rejected for surface scratches barely visible to the eye.
Final inspection is really something! VW inspectors run each car off the line onto the Funktionsprüfstand (car test stand), tote up 189 check points, gun ahead to the automatic brake stand and say “no” to one VW out of fifty.
This preoccupation with detail means the VW lasts longer and requires less maintenance, by and large, than other cars. (It also means a used VW depreciates less than any other car.)
We pluck the lemons; you get the plums.

darialr@gmail.com

Copy dal 2002, content editor dal 2004, curiosa dal 1978. Una donna che ama la sintesi.

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