Sunday, July 21, 2019
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Generazione Ilas: Intervista ad Angelo Forino

Ironico, appassionato di fotografia di moda e alla costante ricerca di una vita piena di emozioni. Angelo Forino si racconta a Generazione Ilas.

Angelo Forino si avvicina alla fotografia all’eta di 18 anni da autodidatta, studiando solo teoria fotografica. Dopo un anno decide di concretizzare il concetto di fotografia comprando una fotocamera per scattare in modo amatoriale. Pubblicando una fotografia su un social, viene contattato da un organizzatore di eventi che gli propone di esporre alcune fotografie che trovano subito acquirenti. Da qual momento la passione diventa un vero e proprio lavoro e Angelo inizia a collaborare con numerosi brand del settore della pubblicità. Decide poi di frequentare il corso di fotografia pubblicitaria alla Ilas, vivendo questa esperienza sia a livello formativo che a livello umano. Dice della sua esperienza “Ammiro tantissimo Pierluigi De Simone e Fabio Chiaese – docente e co-docente del corso – non smetterò mai di ringraziarli. Se oggi sono quel che sono nel mio campo lo devo sopratutto a loro”.

L'Intervista

(Urania Casciello) A cosa stai lavorando?

 

(Angelo Forino) Attualmente sto lavorando sodo per specializzarmi nel settore della fotografia di moda che ho scoperto essere la tipologia di fotografia che più mi affascina, intanto sto scattando foto newborn, maternity e wedding che mi permettono di mantenere vive le emozioni e a non allontanarmi dalle vibrazioni umane che fanno gran parte della fotografia.

Da dove viene la tua ispirazione?

 

Solitamente l’ispirazione mi è data da situazioni che vivo nei periodi della mia vita, e non sempre sono in un mood ultra-creativo. La mia vita è piena e, se mi accorgo di un periodo vuoto, rimedio subito per riempirla nuovamente. Mi nutro di emozioni e faccio il possibile per farlo trasparire nelle mie immagini.

Che ricordi hai del percorso di studi alla Ilas? 

 

La Ilas è stato uno dei percorsi più belli della mia vita! Ripeto che ho vissuto questo cammino come una famiglia che mi ha permesso di creare rapporti molto importanti, oltre che una formazione di altissimo livello! Oggi sono sicuro di come imposto uno scatto, di come imposto un discorso, di come imposto un dialogo col cliente!

Hai sempre saputo di voler fare il fotografo? 

 

No, non era per niente nei miei pensieri l’idea di voler fare il fotografo! Nasco come disegnatore! Volevo fare lo stilista, frequentavo l’accademia della moda, sembrava di vivere in un sogno! Purtroppo durante il mio percorso sono stato colpito da una grave situazione di salute che non mi ha più permesso di disegnare! Ma ho trovato un’ottima alternativa, disegnare con la luce fa di me un pittore d’altri tempi ! Credo di fare il mestiere più bello del mondo!

C’è tra i tuoi lavori qualcosa che ti rappresenta di più?

 

Sì! Ce n’è una in particolare! Nel 2015 ho realizzato la foto per una copertina di una rivista interrompendo quello che era la standardizzazione fotografica dal punto di vista estetico e tecnico! Questo scatto ha fatto sì che in modo automatico selezionassi la mia fascia di clienti che hanno iniziato a chiamarmi per cose più “caratterizzanti”.
© Ph: Angelo Forino – Model: Chiara Letizia / Valerio Taglialatela – ph for Ottica Filosa

Qual è la sfida più grande che hai dovuto affrontare sul lavoro?

 

La sfida più difficile? Gran bella domanda! Era nel 2016, attrezzatura appena comprata. Dopo due ore dal nuovo acquisto mi hanno rubato ogni cosa! Un dolore al fegato perché Dio lo sa quanto sacrifico c’ho impiegato per acquistare tutto!
Il giorno seguente avevo uno shooting molto importante per un brand di abbigliamento e feci uscire fuori la creatività! Organizzai lo shooting in piena notte e utilizzai come luci i fari delle macchine! Paradossalmente è andata anche meglio, è stato uno degli shooting più belli fino ad ora!

Cosa differenzia secondo te un fotografo da un altro?

 

Non sono molto bravo a rispondere a questa domanda! Ognuno ha il suo stile, il suo mood! Ma se dovessi dire di avere una marcia in più, beh, lo dico! Ho la capacità di mettere a proprio agio qualsiasi tipo di cliente: uomo, donna, bambino, extraterrestri…(ride)! Sono una persona accogliente, fresca, frizzante, sempre e comunque e in qualunque situazione, questo è importante, il cliente vuole sentirsi vivo e la cosa che mi rende diverso è che so vendere molto bene questo mio modo di fare! Infatti ricordo bene le parole del mio docente Pierluigi De Simone che nel bel mezzo di uno shooting mi disse “dovresti pensar bene di prendere in considerazione l’idea di intraprendere la carriera da art director, hai delle ottime capacità di comunicazione e di mettere a proprio agio chiunque tu abbia di fronte!”

C’è qualcosa che ti non ti piace o che cambieresti del mondo della fotografia?

 

Sì, l’idea di non concederla a tutti! La fotografia è un concetto delicato, sensibile! Questa strumentalizzazione l’ha resa un po’ troppo facile e non sono molto d’accordo sia cosi!

Che consiglio daresti a chi si approccia adesso al tuo lavoro?

 

Di studiare e osservare tanto! Ricordo che la mia docente di photoshop, Elisabetta Buonanno, mi diede una cartella di fotografie che secondo lei “dovevo consumare a furia di guardarle” consigliandomi di guardarmi sempre intorno! Ogni motivo fotografico sarebbe stato ispirazione! Ancora oggi mi soffermo fuori le vetrine e guardo foto con una certa accuratezza! Vi giro lo stesso consiglio che mi ha dato una grande donna!

Chi è il tuo fotografo preferito?

 

Robert Mapplethorpe. Quando si pronuncia la parola Fotografia io l’associo al suo nome! Dietro un suo scatto c’è più che una semplice fotografia, motivo per cui lo amo! Interrompe la base solita della fotografia con arroganza ma con altrettanta eleganza! Se dovessi rinascere, vorrei rinascere lui!

La tua opera d’arte preferita?

 

Non è nota per niente come opera, è una serie di foto scattate in Polinesia Francese e in India. Sono appese nel salone di un noto avvocato di Napoli! Mi venne da chiedergli dove le avesse acquistate, mi rispose che era stato lui a farle pur non essendo fotografo! In quel momento mi sono reso conto che non fotografavo più per passione, per il gusto reale di farlo, ma per soldi. Quell’episodio ha rimesso a posto il mio amore nei confronti della fotografia!

Per un mese puoi scattare o in Bianco e nero o a colori, cosa scegli?

 

Bianco e nero! C’è del romanticismo dietro una foto b&w! Acquista più serietà e ci si sofferma con più concentrazione!

Tre persone che vorresti fotografare?

 

Meryl Streep, Emma Stone e Nicole Kidman. Hanno tutte e tre una cosa che le accomuna: un’energia sovrumana, raffinata e impetuosa! Sarebbe l’apoteosi del successo per quanto mi riguarda!

Come ti vedi tra dieci anni?

 

Mi vedo ancora il ragazzo che mi sento oggi! Così come mi è successo dieci anni fa! Non mi vedo e non mi trovo per niente cambiato! Le mie origini caratteriali sono sempre rimaste tali! Certo, spero e farò il possibile con tutte le mie forze perché sia così, di ritrovarmi affermato nel settore in cui vorrei specializzarmi! Mi vedo sempre felice, me lo sono imposto e coerentemente è sempre accaduto cosi, anche se non fotograferò Meryl Streep avrò sempre e comunque il sorriso sulle labbra, il cuore aperto e il click pronto!

uraniacasciello@ilas.com

Scrivo. Da quando ho iniziato a scrivere sapevo che un giorno sarebbe stato il mio lavoro. Nel 2012 mi sono diplomata in Art Direction e Copywriting alla ILAS e ho frequentato il Master in Social Media e Web Marketing e il Corso Annuale in Fotografia Pubblicitaria. Scrivo per ILAS Magazine e ho collaborato con la scuola alla realizzazione di eventi come il Behance Portfolio Review al Pan di Napoli, l'ILAS Sonorized Exhibition e alcune mostre alla The Gallery Studio. I miei amori sparsi sono: i gatti, Parigi, Ernest Hemingway, la pizza, Batman, le gomme del ponte di Brooklyn, Labyrinth, Ritorno ad OZ, le maratone (di serie-tv e film) e David Bowie.

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