Tuesday, September 17, 2019
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Generazione Ilas: Intervista a Miriam Di Domenico

Curiosa, testarda e imprevedibile. Il suo personaggio preferito ha uno sguardo simile al suo nel concepire i valori e la vita. Di chi si tratta? Scopriamolo insieme a Miriam Di Domenico.

Miriam Di Domenico, per tutti Mia. Ha 25 anni e un sogno tra le mani. Scatta fotografie dall’età di sedici anni. Da due ha dato vita ad una nuova realtà : That’s Core. Un’agenzia di comunicazione nel centro della città che l’ha vista crescere, Cava de’ Tirreni. Ha deciso di avere affianco in questa avventura un team di lavoro giovane e creativo, con il quale creare e scambiarsi continui stimoli. Vive ogni giorno all’insegna della bellezza e di vibrazioni positive, convinta che la vita scorra troppo veloce per essere di malumore.

L'Intervista

(Urania Casciello) Chi è Miriam oggi?

 

(Miriam Di Domenico) Lo ammetto: le etichette mi sono sempre state strette. Non saprei dirti chi sono oggi; so chi non sono diventata e soprattutto ciò che non voglio essere. Mi piace pensarmi come un magma di creatività, difficile da contenere. Tante volte mi sono sentita “diversa”, come un pesce fuor d’acqua. Ma in fondo, chi di noi non lo è ogni tanto? Sento e vivo la vita come un affastellarsi di emozioni e situazioni che non possono, e non devono, essere racchiuse in una parola. Siamo troppo per essere classificabili. Se dovessi guardarmi da fuori, ti direi che ad oggi sono una giovane donna che continua a credere in un sogno. Ma la vita è così: sorprendentemente imprevedibile. E forse il segreto della felicità risiede in questo: lasciarsi scombussolare i capelli e le emozioni.

Hai sempre saputo di voler fare il tuo lavoro?

 

Continuo a ripetermi di essere una persona fortunata. Crescendo capisci che non è dato a tutti sapere quale posto occupare in questa società. Qualcuno lo scopre strada facendo, altri si adattano alle contingenze. Ho sempre saputo che la fotografia sarebbe stata qualcosa di più. Non solo un mezzo per catturare momenti, quanto un modo di vivere e vedere la vita. Ci vuole un amore smisurato per credere in un sogno così grande e per affrontare i momenti “no”.

Fotografa ma anche influencer, come sei riuscita a combinare queste due cose?

 

Ho sempre avuto un solo obiettivo : condividere ciò che mi piace e confrontarmi . Non so se il mio percorso digitale possa essere racchiuso nella figura prima della “fashion blogger” e poi della “influencer”. Sicuramente il diplomarmi in fotografia pubblicitaria con una predilezione per il settore moda e la mia passione smisurata per l’haute couture hanno un comune denominatore.

Nel tuo percorso di studi c’è anche la Ilas, che ricordo hai di quel periodo?

 

L’Ilas è stata la mia chiave di svolta. Uscivo da poco dal liceo di un paesino ed ero piccola e affamata di scoprire il mondo circostante. La mia esperienza all’Ilas non è riassumibile in un diploma finale. Ho conosciuto persone che adoro profondamente e con i quali condivido, ancora oggi, prima una passione e poi un lavoro. Sono cresciuta personalmente e fotograficamente parlando. Ho avuto l’onore di confrontarmi con docenti qualificati che mi hanno sempre saputo spronare ed incentivare a credere, a non smettere mai di cercare ed osservare la bellezza. In definitiva è stato uno dei periodi più felici e pazzi che abbia vissuto.

Cosa pensi del mondo della fotografia pubblicitaria e del mondo della fotografia artistica? C’è un fotografo che segui particolarmente?

 

La figura del fotografo è cambiata radicalmente negli ultimi tempi. Nonostante non sia un’arte facilmente accessibile, al giorno d’oggi è quasi scontato avere una macchina fotografica. Il confine tra amatoriale e professionale è qualcosa che si tende a dimenticare sempre più spesso, avallando stili e tecniche discutibili. Essere fotografo non significa solo sapere fare una fotografia tecnicamente giusta. È, a mio avviso, l’insieme di tecnica, occhio e sensazioni. Se fai un giro d’orizzonte noterai che dopo lo youtuber e l’influencer, c’è il fotografo. A me piace scrivere, lo faccio da anni, ma nonostante ciò non mi presento come scrittrice. È una questione di umiltà. Non tutti possono fare tutto. Per fortuna però in questo mare contaminato, c’è ancora chi della fotografia vive ed è fonte d’ispirazione per gli altri. Uno dei miei punti di riferimento è sicuramente Giovanni Gastel. Unione di una fotografia commerciale e artistica al tempo stesso, in lui ritrovo la mia idea di femminilità e sensualità. Delicato ma intenso. Ogni suo scatto sa emozionare e raccontare.

Che consiglio daresti a chi si approccia adesso al tuo lavoro?

 

Viviamo tempi difficili, dove credere smisuratamente in un sogno è un privilegio e richiede tanto coraggio. Come direbbe il mio docente di fotografia all’Ilas, Ugo Pons Salabelle, è “più black d’ ‘a midnight”. Ci svegliamo con una perenne sensazione di inadeguatezza e incompletezza legata intorno al cuore. È a questo che serve fare ciò che realmente si ama, per sentirsi vivi. Il mio unico consiglio è di credere in se stessi. Siamo unici e come tali non possiamo essere messi a confronto. C’è bisogno di genuinità, di avere umiltà e imparare ad avere pazienza. Non si è mai arrivati ma è sempre, e solo, un altro punto di partenza.
 
Un estratto dell’Instagram Feed di Miriam @miadidomenico 

Cosa ti tira giù dal letto la mattina?

 

La consapevolezza di avere un nuovo giorno da vivere con le persone che amo e colmo di possibilità.

Un colore che ti rappresenta?

 

Il rosso senza ombra di dubbio: elegante ma selvaggio al tempo stesso.

Il personaggio di un film che senti più vicino a te?

 

Clint Eastwood è sicuramente uno dei miei capisaldi. In ogni suo personaggio e/o film ritrovo uno sguardo simile al mio concepire i valori e la vita.

Una parola che ti piace e una che vorresti eliminare dalla terra?

 

Amore è la parola più bella che una persona possa pronunciare. Senza limiti, ti travolge e ti riempie. Invidia è la parola che ti consuma e che eliminerei.

Come descriveresti il tuo lavoro ad una persona del 1800?

 

La fotografia è il mio modo di espressione massima. Racconto ciò che con le parole non riesco. Emozioni, sensazioni, pensieri sono tutte racchiuse nelle fotografie che scatto. Mi piace raccontare storie. La mia, la tua.

Cosa dobbiamo aspettarci da te?

 

Tutto.

uraniacasciello@ilas.com

Scrivo. Da quando ho iniziato a scrivere sapevo che un giorno sarebbe stato il mio lavoro. Nel 2012 mi sono diplomata in Art Direction e Copywriting alla ILAS e ho frequentato il Master in Social Media e Web Marketing e il Corso Annuale in Fotografia Pubblicitaria. Scrivo per ILAS Magazine e ho collaborato con la scuola alla realizzazione di eventi come il Behance Portfolio Review al Pan di Napoli, l'ILAS Sonorized Exhibition e alcune mostre alla The Gallery Studio. I miei amori sparsi sono: i gatti, Parigi, Ernest Hemingway, la pizza, Batman, le gomme del ponte di Brooklyn, Labyrinth, Ritorno ad OZ, le maratone (di serie-tv e film) e David Bowie.

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