Thursday, September 19, 2019
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Roberto Grandi e Michele Pastore, il seminario ILAS del 24 giugno

Illustrate le caratteristiche fondamentali per la creazione di un briefing di qualità per elaborare un city brand. Grandi e Pastore hanno raccontato un case history di successo: “è Bologna”

In occasione delle giornate ILAS, i seminari dedicati agli allievi della scuola di comunicazione visiva, il 24 giugno si è svolto l’incontro con Roberto Grandi e Michele Pastore, cardini fondamentali della creazione del city brand è Bologna.

Questa non è un’esercitazione!!!

Una delle caratteristiche della ILAS, è quella di far entrare in contatto i propri allievi, con grandi professionisti della comunicazione (inter)nazionale.

Esperti di comunicazione raccontano case history delle loro esperienze dirette con ampie argomentazioni e rivelandone le caratteristiche che ne hanno decretato il successo.

Si tratta di attività didattiche, che si implementano con la programmazione dei corsi, indispensabili per partecipare nel migliore dei modi al contest che viene istituito dalla scuola ogni anno: “Un brand per Napoli” (alcuni portfoli delle precedenti edizioni qui).

Roberto Grandi e il city brand

Napoli è una delle grandi metropoli europee che non ha un city brand a tutti gli effetti. Occorrerebbe una certa sensibilizzazione ed educazione sull’argomento affinché, prima o poi, una delle prossime generazioni cittadine riesca a metterne a sistema uno efficace.

L’intervento di Roberto Grandi, avvenuto nella sala workshop del PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, è infatti consistito, nel suggerire le pratiche indispensabili per realizzare un city brand, portando come esempio è Bologna, la campagna che ha configurato la marca del prodotto-Bologna.

La città-prodotto

È alla fine degli anni ’90, racconta Roberto Grandi, che si iniziano a considerare le città come prodotti. La città può essere vista come un formaggino o una bibita da vendere e possono quindi essere applicate le stesse dinamiche di marketing per “venderla”. Proporla al meglio per attrarre turismo.

E, come per ogni prodotto, ogni città ha il suo target. Ogni tipo di turista ha la sua città.

Giornate ILAS Roberto Grandi è Bologna

Il briefing

Dietro a un grande city brand bisogna dire che, molto probabilmente, c’è un grande briefing.

Roberto Grandi suggerisce ai ragazzi in sala che è indispensabile pesare ogni parola di un briefing per capire il committente (in questo caso un’amministrazione locale) cosa chiede di preciso. Perché, se il briefing non è da considerarsi un algoritmo scientifico, contiene comunque tutti gli indizi che non lasciano tanto spazio ad interpretazioni e “licenze poetiche”.

Il briefing è la saccoccia che contiene tutti i principali elementi identitari di una città. È la sintesi della personalità del luogo tenendo conto di variabili tangibili e intangibili. Il briefing, pur non essendo oggettivo, ha una sua “soggettività confinata” che è il risultato di informazioni incrociate scaturite da indagini di mercato, studi del territorio, sondaggi fatti a campione ben definito.

City branding

Il city branding è da considerarsi come comunicazione strategica con la sua pluralità di elementi necessari che sono la materia prima per costruire narrazioni credibili ed efficaci.

Il city branding è la creazione di un’identità con i suoi valori specifici esperienziali.

Il brief bolognese

Roberto Grandi, dopo la premessa sul city brand, ha ampiamente e rapidamente illustrato la ricerca e l’analisi effettuata sulla città di Bologna con chiare infografiche.

Praticamente, per chi è stato almeno una volta nella città dei portici, non si è potuto non trovare d’accordo su quelle che sono state le caratteristiche principali della città: friendly, gentile, da scoprire senza guida… non è importante sapere che è la città della Lamborghini o della Ducati o della Torre Asinelli, ma la cucina, la convivialità sono stati i quid salienti della ricerca.

è Bologna, un city brand vincente

Michele Pastore e Matteo Bartoli sono stati i vincitori nel 2014 del bando indetto dal Comune di Bologna.

È un progetto che merita i suoi approfondimenti (qui) ma di seguito ve ne accenno alcuni punti salienti.

Roberto Grandi è Bologna

Sistema open

è Bologna non è un semplice logo ma un sistema identitario e aperto che si spalma su tutto il territorio in maniera esponenziale, personalizzato e in modalità “easing”: adottabile facilmente da chiunque.

Qualsiasi attività presente su Bologna può integrarlo col proprio brand e in forma totalmente gratuita. Titolari di negozi, associazioni, ristoratori… Unico paletto per poter ottenere il vettoriale è dover comunicare i propri dati e/o della propria attività dimostrandone l’esistenza e di essere il titolare.

 

Simboli

Sono stati individuati segni geometrici “estratti” da alcune forme e disegni della città a cominciare dall’esagono che richiama la pianta di Bologna.

Ogni gruppo di segni genera un simbolo a sé i cui colori possono essere scelti a piacimento o, volendo, è possibile utilizzarne solo il tracciato.

 

Alfabeto

A ogni segno (esagono, cerchio, pallini disposti simmetricamente, quadrato… e loro declinazioni) è stata abbinata una lettera d’alfabeto secondo certi criteri.

Generativo

Il sito è Bologna consente di poter digitare il nome di un personaggio di Bologna o quello di un’attività commerciale, associativa ecc. e si genera in tempo reale un logo personalizzato già utilizzabile per il WEB (perché in bassa risoluzione).

La combinazione di lettere e scelta dei colori dà un’infinita gamma di loghi riducendo ampiamente la possibilità di omonimia (l’eventualità di due nomi identici che scelgono la stessa gamma di colori).

 

Identitario

Il logo generato è personalizzato ma, data l’impostazione grafica, sembra che tutti facciano parte di una stessa famiglia. È democratico, senza gerarchie.

 

Partecipativo/Coinvolgente/Legante

Come se fossero tante piastrelle diverse ma che, messe insieme, fanno scaturire una maggiore vivacità rispettandone le singole diversità.

È un sistema che anche da solo genera curiosità e attrazione (lo associo alle azulejos che sono carattere tipico del Portogallo) e collezionismo (l’acquisto compulsivo di gadget che contengono più loghi delle realtà bolognesi).

I loghi possono accompagnare tutta la comunicazione e l’immagine coordinata anche di un privato professionista come un fotografo, un notaio, un fruttivendolo… facendoli sentire tutti partecipi di una stessa comunità e con l’orgoglio di dimostrare l’appartenenza ad essa.

Il brief ILAS…

Quali saranno le proposte su Napoli degli allievi ILAS? Le vedremo su queste pagine…

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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