Tuesday, September 17, 2019
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Saint Matthew and the Angel – L’arte e l’avanguardismo tecnologico

L'artista del digitale Ran Sieradzki ci svela il suo workflow, del tutto innovativo, su come ha riprodotto il suo omaggio al quadro "Saint Matthew and The Angel". Alta tecnologia mista a percorsi artistici!

Correrò il rischio di ripetermi per l’ennesima volta, nell’affermare che nell’ambito creativo mai periodo storico è stato così pieno di innovazioni e possibilità di questo. L’importanza quanto appena scritto va oltre una semplice quanto banale affermazione d’apertura.

Solo 50 anni fa, gli strumenti a disposizione dei creativi di tutto il mondo erano limitati a foglio, matite e colori, nelle diverse declinazione con cui questi potevano essere utilizzati.

Poi ci sono stati i computer e la creatività ha via via iniziato a cambiare. La più grande rivoluzione fu certamente l’introduzione di photoshop che ha permesso a quasi tutti tipi di artisti, di modificare il loro modo di lavorare, avendo un sistema, per quanto digitale, più rapido e pratico di realizzare quanto prima era riservato alle tecniche tradizionali.

Ma è negli ultimi anni che una più profonda e rapida innovazione sta smuovendo ulteriormente le cose.

Tra innovazione hardware e la moltitudine di compagnie software che mosse dalla continua corsa all’avanguardismo tecnico della Silicon Valley, moltissimi sono i software nati nell’ultimo decennio, e più nello specifico negli ultimi anni di questo decennio, che promettono di rivoluzionare ulteriormente il modo di lavorare comune.  Alcuni anche con totalmente nuove forme di espressione creativa.

Un esempio pratico di tutte queste parole è il workflow di lavoro impiegato dall’artista del digitale Ran Sieradzki, il quale ha sviluppato un modo di creare contenuti ibrido tra realtà virtuale e  digitale “classico”, unendo nel contempo, 2D e 3D.

Sia chiaro, il risultato è lungi dall’essere perfetto, ma mostra già quello che potrebbe essere il modo di lavorare futuro di tutti gli artisti del digitale del mondo.

Ran, appassionato di arte classica e di tutto ciò che è innovazione hi-tech, ha deciso di realizzare un omaggio a quadro “Saint Mathew and the Angel”, provando a ricrearlo in digitale, sfruttando praticamente tutti i sistemi creativi resi disponibili negli ultimi anni.

Saint Matthew And The Ange - di Ran Sieradzki

Per questa illustrazione in 3D, infatti ha deciso di partire utilizzando un sistema di scultura totalmente innovativo, quello di Oculus Medium, che permette, tramite visore VR, di potersi immergere direttamente nella scena 3D e scolpire nel mentre i propri modelli.

La sensazione è un po’ quelli trovarsi immersi in una realtà alla “Minority Report”, in cui con le mani, prendiamo e spostiamo oggetti virtuali, aggiungiamo “creta digitale” e la scolpiamo con una manualità simile al processo reale.

Il software è come la stessa tecnologia VR, un po’ acerbo come funzionalità e richiede un approccio totalmente differente, sia rispetto alla scultura classica, che a quella digitale (con Zbrush). Ciò non toglie che perfezionata, potrebbe essere la nuova strategia di modellazione negli anni a venire.

Successivamente ottenute le mesh, Ran Sieradzki, passa alla fase di retopology, in cui ricostruisce la topologia del modello, utilizzando una altra app, chiamata Instant Meshes, che si occupa proprio di questo singolo aspetto. Il retopo logy è quel processo con il quale si predispone una geometria 3D ottenuta tramite scultura, ad essere utilizzata anche in fase di animazione e messa in posa, grazie ad una corretta distribuzione dei poligoni sulla superficie dell’oggetto.

Instant Meshes in questo senso, permette una intuitiva quanto facile ridistribuzione dei quad, grazie ai suoi strumenti automatici ed alla possibilità di poter disegnare degli strokes “guida” con cui determinare i principali andamenti della topologia, lasciando poi al software l’onere, in base a queste pennellate, di ricostruire la mesh intera.

Making of di Saint Matthew And The Ange - di Ran Sieradzki

Per la messa in “posa” del personaggio secondo la posizione nel quadro, Ran utilizza un sistema procedurale di creazione Rig, Mixamo.

Questo servizio permette di caricare all’interno della sia piattaforma, il modello appena retopologizzato e da accesso alla rapida prototipazione del rig (la struttura simil marionetta che permette il movimento di un personaggio e quindi anche la messa in posa), grazie ai suoi strumenti interni.

Mixamo ha dei grandi vantaggi in termini di risparmio tempo, ma come è ovvio, i risultati che porta con se possono andare bene, solo nel momento in cui non è richiesto un rig avanzato (o anche solo con una corretta animazione delle dita).

Non a caso, successivamente a questa fase, che però fa risparmiare parecchio tempo di settaggi iniziali,  Ran torna con il suo modello (con in più il rig) in Maya, il software per eccellenza della grafica 3D, dove imposta la posa ,relativamente al quadro, e sistema eventuali imperfezioni di rig, uscite da Mixamo.

Dopo la messa in posa si parte con il vestito, ottenuto tramite simulazione in Marvelous Designer. Con questo software è possibile, partendo da un cartamodello di un vestito, ricreare le stesse pieghe e volume che avrebbe un vestito reale.

Le cuciture tra i vestiti si impostano manualmente, mentre a Marvelous è affidato il compito di saldarle e far “cadere” il vestito, secondo la forza di gravità e le cuciture stesse.

Terminata anche questa fase, si ritorna nuovamente al VR!

A questo punto Ran ha ottenuto i modelli finali, con posa e vestiti.

In Quill, il software utilizzato in questa fase in VR, Ran inizia a creare le texture e le condizioni di luce del quadro, grazie alle tecniche di pittura digitale, direttamente sul modello, in VR.

Così infatti come si è approcciata la scultura nella fase iniziale grazie ad Oculus, allo stesso modo si procede in fase finale, andando letteralmente a dipingere quanto creato fino a questo punto grazie alla stessa immersione alla “Minority report” vista per Medium (il software di scultura).

Utilizzo del software Instant Meshes per la fase di "Retopology"

Come avete compreso da questa breve descrizione delle fasi principali di questa lavorazione ibrida tra 2D e 3D, gran parte degli strumenti artistici utilizzati da Ran Sieradzki è del tutto nuova come pipeline. Termini, tecniche, possibilità che appena 5 anni fa neanche esistevano.

Ecco quindi, in una chiusura circolare dell’articolo, perchè questo risulta essere un periodo rivoluzionario, destinato a lascare il segno, nel modo in cui i lavori creativi e l’arte vengono concepiti.

Per maggiori informazioni sul Oculus Medium o Quill, potete leggere questi due precedenti articoli: Oculus Medium – Tutti possiamo diventare Scultori! e Dear Angelica: immergersi nei ricordi e nei colori con il VR

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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