Tuesday, September 17, 2019
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Sotto Mentite Spoglie, i Pedicini in mostra al MANN fino al 30 agosto

Sculture in marmo, dall’epoca greco-romana al ‘700 di Canova, fotografate cavalcando un interessante gioco di assonanze che stimolano la percezione e la conoscenza dell’arte

Sotto Mentite Spoglie, Luciano e Marco Pedicini

Quando inizia il progetto di Sotto Mentite Spoglie

Sotto Mentite Spoglie è un progetto nato su proposta dei fotografi Luciano e Marco Pedicini dedicato alla mostra di Antonio Canova al MANN.

I Pedicini hanno iniziato a lavorare a Sotto Mentite Spoglie dal febbraio 2019.

Le fotografie e la tecnica di Marco e Luciano Pedicini

Sotto Mentite Spoglie anche perché sembrano foto in bianconero ma in realtà sono scattate e stampate a colori. Senza desaturazioni. Il marmo è bianco, si coglie solo qualche venatura naturale e parziali patine del “tempo”.

Le inquadrature sono ricercate, decise e condivise in tandem. Nessun crop in post-produzione.

Immagini scattate con Hasselblad digitale. Sono stati utilizzati non più di tre flash sfruttati a piena potenza per azzerare residui di luce; anche se per qualche scatto è stato usato un tempo di posa più lungo per cogliere un po’ di luce ambiente.

L’utilizzo di due fondali (bianco e grigio) è servito per isolare le sculture dagli ambienti in cui si trovano.

Il live view per il controllo dello scatto è stato effettuato tramite computer con software dell’Hasselblad.

Le stampe sono realizzate personalmente dai Pedicini su carta Hahnemühle Photo Baryta.

Antonio Canova, il neo-classico

Sotto mentite spoglie sembra voglia collegarsi al senso dei “falsi temporali” delle opere di Antonio Canova. Nel ‘700 scolpiva l’antico riproducendone i canoni classici. Appassionato di donzelle pompeiane, amante dell’arte greco-romana, il maggiore esponente del neo-classicismo, ha dato vita alle più dolci fanciulle che si possano essere mai potute realizzare in marmo. Andando oltre la rappresentazione classica, amplificandone la sensualità.

Quello di Canova è un marmo percepibile come candido, iper-levigato, morbido, che contrasta con la proprietà del materiale stesso ed esaltando la delicatezza delle sue sculture.

Sotto Mentite Spoglie, Luciano e Marco Pedicini

I volti nascosti di Sotto Mentite Spoglie

Mentite spoglie. È marmo ma sembra latte.

Mentite spoglie. Sembrano statue rinvenute ad Atene, ma invece sono state realizzate tra il ‘700 e ‘800.

Sotto Mentite spoglie è come un gioco. Uno stimolo alla conoscenza dell’antico e del Canova.

Sotto Mentite Spoglie nasconde i volti e qui mi viene in mente una citazione di Man Ray:

 

… la testa contiene più orifizi del resto del corpo… L’esposizione completa della testa è un invito a una vera e propria orgia: che sia al naturale o abbellita dal trucco…nulla può impedire all’immaginazione le speculazioni più licenziose. Tutti i sensi si concentrano nella sola testa…

– Man Ray da Inventario di una testa di donna

Mosca cieca

I Pedicini hanno principalmente nascosto i volti, non inquadrandoli, quasi come a voler dimostrare il contrario di quanto espresso sopra da Man Ray: l’eros, inteso anche come energia, emerge ugualmente. Sono mostrati i dettagli dei corpi in marmo che mentono, non ti rivelano in quale periodo storico hanno visto la luce. Come giocare a mosca cieca in cui gli stessi corpi da cercare sono come bendati e l’osservatore, pur non essendo bendato, viene stimolato dalle relazioni che corrono tra un Canova o un Fidia o un Giovanni Da Nola o un Sanmartino… Perché è grazie alla fotografia utilizzata sapientemente che si stimola la percezione di ciò che normalmente non osserviamo approfonditamente.

Sotto Mentite Spoglie è un confronto tra sculture di periodi storici diversi che crea una sorta di smarrimento iniziale per l’inesperto. Ma anche il più profano, se legge le didascalie delle immagini, si intriga comprendendo la sfida lanciata dai fotografi.

La luce e l’interpretazione delle sculture

Quando la luce è gestita dai fotografi può trasformare ulteriormente la plasticità delle sculture rispetto a quando sono osservate in loco con la consueta illuminazione. È, per i fotografi, come entrare in contatto con il pensiero dello scultore, comprenderne meglio o intuirne, quelli che per l’artista erano i punti di vista fondamentali dell’opera. È un’empatia a posteriori che serve a concentrare maggiormente l’attenzione su quelle parti dell’opera da mettere in evidenza attraverso lo scatto.

E, attraverso il sapiente utilizzo della luce, si evidenziano quelle parti che spesso passano inosservate. L’osservatore scopre dettagli erogeni come nuche, fianchi, schiene e, sì, anche panneggi che fan comprendere anche al profano che una scultura non va vista solo frontalmente, ma bisogna girarci intorno, lentamente, certo, magari evitando di lasciarsi beccare da un’irrimediabile agalmatofilia (l’attrazione sessuale per le statue).

Sotto Mentite Spoglie, Luciano e Marco Pedicini

Le assonanze di Sotto Mentite Spoglie

Ventinove scatti ubicati nelle sale 94 e 95 del museo. Sono dittici, a volte trittici. Le foto in maxi-formato di Marco e Luciano Pedicini, come per la mostra Metabolismo napoletano, viaggiano gemellate perché realizzate osservando le affinità tra le sculture di periodi ed autori diversi.

E così abbiamo gli “intrecci” tra Eros con Delfino (II sec. d.C.) e quelli delle braccia delle Tre Grazie.

Affinità, associazioni, assonanze: ogni scultore ha il suo modo di scolpire il panneggio o il tocco della mano sul corpo.

Luciano e Marco ci offrono una chiave di lettura intrigante, esplorativa, esperienziale, che stimola nell’osservatore il desiderio di conoscenza dell’arte.

Chi sono Luciano e Marco Pedicini

Luciano Pedicini ha realizzato personali in vari musei napoletani, così come a Parigi, Madrid e Pamplona. Sue fotografie sono pubblicate da editori di molti paesi del mondo. Tra i tanti suoi lavori, necessario ricordare Ritorno al Barocco (arte’m), L’Aquila, i monumenti da salvare (FMR), Mosaiques grecques et romaines (Citadelles & Mazenod), Herculaneum (Imprimerie Nationale), Pompeji. Götter, Mythem, Menschen (Bucerius Kunst Forum), Roman Wall Painting in Pompeji (The Tokyo Shimbun). Insegna Fotografia di Beni Culturali all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

 

Marco Pedicini, dopo la laurea in lettere moderne conseguita presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha deciso di dedicarsi alla fotografia. Tra i lavori cui ha partecipato, si citano L’Armeria Reale nella Galleria Beaumont (Fondazione CRT), Mosaici greci e romani (Arsenale editrice), Emilio Notte (arte’m), San Gregorio Armeno(Fridericiana Editrice), Rocco Molinari. Viaggio nella materia (Art Studio Paparo). Ha realizzato, inoltre, insieme al fratello Matteo, il documentario Il Viaggio di Nettuno, sulla fontana Medina di Napoli.

 

Da un triennio, Luciano e Marco Pedicini lavorano stabilmente insieme, arricchendo una tradizione familiare che dura da oltre 50 anni, con l’obiettivo sempre vivo di valorizzare il patrimonio culturale attraverso la lettura fotografica.

 

 

Sotto Mentite Spoglie, di Luciano e Marco Pedicini

dal 13 giugno al 30 agosto 2019

MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Sotto Mentite Spoglie, Luciano e Marco Pedicini

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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