Tuesday, June 25, 2019
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David Carson: a Napoli il 27 giugno la star della grafica

David Carson sarà ospite di Ilas a Napoli per un seminario gratuito, che sarà l'occasione per conoscere il più innovativo grafico dagli anni '90 a oggi, un'autentica pop star del graphic desing

David Carson design

Non confondete leggibilità e comunicazione

 

La filosofia di David Carson è tutta racchiusa in queste poche lettere ed è la chiave della rivoluzione con cui ha trasformato la grafica.

Ci sono grandi nomi come Neville Brody, Milton Glaser, il nostro Massimo Vignelli, che ci hanno fatto vedere cose molto belle, raffinate e senza dubbio hanno dato un contributo di eleganza e stile al panorama del graphic design.

Ma c’è stato un prima e un dopo Carson, e non di molti si può dire lo stesso.

E udite udite: David Carson sarà a Napoli, il 27 giugno prossimo, ospite di Ilas per un seminario gratuito ma solo su prenotazione.

Potreste non essere tra quelli che hanno amato i suoi lavori, potreste non conoscerlo, ma è certo che non vi pentirete di scoprirlo.

Basterebbe raccontare che è passato dall’essere uno dei primi dieci surfisti al mondo, a un dottorato in Arte e Sociologia per capire fino a che punto quest’uomo sia stato capace di sorprendere.

Una breve biografia, per esempio, deve necessariamente omettere tutti i riconoscimenti che ha ottenuto, dal momento che sono oltre 180 (per esempio l’AIGA Gold Medal nel 2014), ma non può prescindere dal suo lavoro nell’editoria. A partire da Beach Culture, il suo primo vero banco di prova in cui inizia quell’uso spregiudicato dei caratteri tipografici e della fotografia che lo porteranno prima a dirigere Surfer e poi, finalmente, a dirigere Ray Gun, la rivista che lo ha lanciato definitivamente e ha mostrato al mondo un’idea di impaginazione e un uso del lettering degno di un alieno: basta dettami della scuola svizzera, basta precisione, basta linee ortogonali e soprattutto basta con il dogma della leggibilità.

Nelle copertine di Carson ciò che conta davvero è il messaggio, e tutto gli è sacrificabile: caratteri sovrapposti, maiuscole e minuscole che si mescolano, foto di grandi artisti con il volto sfocato, lettere cancellate, tutto per raccontare quel senso di ribellione al mondo di plastica degli anni ’80 che verrà poi etichettato con il termine “grunge”. Il vento di Seattle, nel graphic design, comincia a spirare dalle pagine di Ray Gun e lascia un’eredità importante perché insegna a chi arriva dopo a essere libero da preconcetti.

Poi arrivano New York, la nascita del suo studio David Carson Design e i le collaborazioni con i grandi clienti: Levi’s Strauss, Pepsi Cola, Nike, Ray Bans, MTV Global, Mercedes-Benz, MGM Studios, Suzuky, Microsoft, Giorgio Armani, American Airlines, Budweiser, Kodak, Toyota, CNN.

Nel 2014 Apple, in occasione dei 30 anni dal lancio del primo Mackintosh, stila una lista dei 30 mac user più influenti di sempre: gli unici graphic designer sono lui – il padre della grafica grunge – ed April Greiman, la madre della grafica contemporanea.

Come spesso capita con i grandi innovatori, Carson è un uomo di grande cultura e conoscenza, che ha studiato a fondo le regole prima di sovvertirle, che ha insegnato a lungo ed ecco The end of print è tutt’oggi tra i libri più venduti del settore.

«Styles come and go. David’s design is a language, not a style.»

ovvero

«Gli stili vanno e vengono. Il design di David non è uno stile, è un linguaggio» Massimo Vignelli

il TEDTalk di David Carson

darialr@gmail.com

Copy dal 2002, content editor dal 2004, curiosa dal 1978. Una donna che ama la sintesi.

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