Sunday, December 15, 2019
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Senza tempo. Gianluigi Gargiulo creatore d’immagini in mostra al MANN

Gargiulo ha scolpito nel tempo per accogliere filosofi, imperatori e principesse dell’era greco-romana offrendo loro l’opportunità di scoprire il meglio dell’umanità degli ultimi cinquecento anni

Senza Tempo, Gianluigi Gargiulo

Chi è Gianluigi Gargiulo

Classe 1946. Ingegnere in pensione. Gianluigi Gargiulo, conosciuto anche come Adriano Meis, nickname che dovette inventarsi per by-passare Facebook che lo bannò durante il suo primo periodo di “spammer-militanza” sulla piattaforma.

Nel 1966 riceve un’onorificenza direttamente dalle mani dell’on. Aldo Moro per essere stato tra i migliori studenti d’Italia. Gianluigi Gargiulo è appassionato di fotografia da sempre. Utilizza il fotografico come diario di bordo di una vita condivisa (“al servizio”, dice lui) con qualità di grande comunicatore. Le sue immagini spaziano dal sociale con servizi che hanno documentato aspetti drammatici della città come quello dell’Ospedale della Pace fino al costante arricchimento dell’archivio di La Mostra delle Mostre, tracciando storicamente e con piacevole ironia, l’avvenimento dei principali eventi artistici che si susseguono a Napoli.

È sicuramente tra i fotografi più eclettici e creativi presenti nello scenario partenopeo e tra i primi ad aver utilizzato il Photoshop per la realizzazione di fotomontaggi artistici.

Creatore di immagini da molti decenni, nato con lo spirito di una fotografia ‘al servizio’, ho percorso diversi cammini dal bianco e nero di documentazione di classe, delle lotte, delle sofferenze, dei diversi, alla documentazione architettonica, alla figura umana, e con una continua voglia di comunicare attraverso questi ‘magici rettangoli di carta’.
Le nuove tecnologie hanno aggiunto nuovi strumenti ma non mutato il pathos e continuo a cercare di creare emozioni in uno spazio ormai dilatato.

Ingegnere prestato alla fotografia o viceversa?

….. Pura Passione …..

– Gianluigi Gargiulo

Senza tempo © Gianluigi Gargiulo
Marco Aurelio giovane scopre Escher; Senza tempo © Gianluigi Gargiulo

I volti di marmo al Museo

Credo che sarà capitato a tutti, visitando il MANN e osservando i busti in marmo, cercare somiglianze di amici e parenti. Gianluigi Gargiulo ha azzardato un processo inverso: gli antichi, in quanto immortali per mezzo della loro monumentalità, sono giunti a noi riconoscendosi nella parte migliore e più innovativa dell’ultimo mezzo millennio della nostra civiltà.

Senza tempo, di Gianluigi Gargiulo

Gianluigi Gargiulo non è alla sua prima esposizione al MANN. Nel 2015 espose Latenze e già in quei ritratti ai busti classici del Museo Archeologico di Napoli, si percepiva il rapporto col tempo che l’autore plasma nelle sue immagini.

Scolpire il tempo è qualcosa che affascina gli artisti che vogliono sfidare l’immaterico. In fotografia un effetto panning, un foglio di carta emulsionato mosso sotto l’ingranditore durante l’esposizione, scattare con un tempo di posa lungo girando intorno al soggetto o ritrarre una persona ogni anno nello stesso luogo, non sono che alcuni dei modi per definire il tempo attraverso il figurativo fotografico.

Sperimentatore ironico-filosofo-ideologico della comunicazione visiva, Gianluigi Gargiulo cerca di processare il tempo nel verso opposto al presente-futuro. Così, come lui stesso crea figure speculari e palindrome, si rende probabilmente conto che il tempo ha una sua circolarità indefinibile, dalla prospettiva impossibile, con un inizio e una fine che coincidono o intercambiabili.

Il tempo è quindi, “senza tempo” e allora il passato interagisce col futuro. Non è il presente che si proietta nel futuro o nel passato. Non è una macchina del tempo alla quale siamo già abituati vedendo Ritorno al futuro ma piuttosto possiamo immaginare personaggi dell’era classico-romana come un gruppo di Highlander che raggiunge il nostro presente, il loro futuro, scoprendo la Grande Bellezza. Scoprendo tutto il meglio che l’umanità sia stata in grado di produrre negli ultimi 500 anni. In quel salto remoto-futuro costruito da Gianluigi Gargiulo.

Senza tempo © Gianluigi Gargiulo
Omero scopre John Lennon; Senza tempo © Gianluigi Gargiulo

32 immortali, 32 Highlander che scoprono il futuro

Trentadue “immortali” si gemellano nel Pantheon immaginario di Gianluigi Gargiulo.

Filosofi, imperatori e principesse, venendo dal passato greco-romano, si interconnettono con altri grandi personaggi della storia più “recente”: scienziati, inventori, artisti… Personaggi eccelsi che fanno gli onori nella casa-futuro.

Tutto il lercio dell’umanità, le peggiori pagine della nostra storia sono state spazzate via da Gianluigi per accogliere al meglio i nostri avi che “scoprono” la relatività di Albert Einstein o la NO-global e ante litteram Imagine di John Lennon, la genialità drammaturga di Shakesperare e quella di Andy Warhol che consegna l’arte al POP-olo.

Gianluigi Gargiulo, ha probabilmente trovato un modo per avvicinare il pubblico all’arte classica. Ne ha forse individuato anche lui, come Warhol, il registro POP realizzando questi morphing di Senza tempo. Ci aveva già provato con Latenze nel 2015 senza però intervenire digitalmente sui volti di marmo che questa volta “subiscono” invece la manipolazione dei pixel materializzati su “lastre” di forex 50×50.

Eternità del marmo vs caducità del digitale.

È un tipo di lavorazione che mi ricorda la migliore Street Art, quella dell’ironia, della denuncia. Quella destinata a sopravvivere molto meno dei muri su cui si racconta ma dal fortissimo impatto emotivo.

È forse Gianluigi Gargiulo uno street artist? Mi sento di dire che ne ha sicuramente le caratteristiche poetiche e di stile. Di certo è un comunicatore che è riuscito a far dialogare passato e futuro offrendo agli antichi un ottimo biglietto da visita della nostra civiltà morale ed inventiva dal Rinascimento ad oggi. Angelina Jolie compresa.

Senza tempo, Gianluigi Gargiulo

Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Sala del Toro Farnese

Dal 5 al 30 giugno 2019

Vernissage mercoledì 5 giugno dalle ore 16.00

Senza tempo © Gianluigi Gargiulo
Sofocle scopre le cuffie; Senza tempo © Gianluigi Gargiulo

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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