Thursday, May 23, 2019
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Generazione Ilas: Intervista a Guia Fulfaro

"Come sto se vedo a malapena?" inizia così "Corteccia", la canzone dei Verdena che Guia Fulfaro ha scelto per questa intervista. Scopriamo di più.

Guia Fulfaro, napoletana 1977. Da quando è piccola dipinge, crea cose e inventa pubblicità. E oggi fa esattamente le stesse cose. Dopo una formazione classica, frequenta i corsi all’Università di Architettura della Federico II a Napoli e i corsi di Pubblicità alla ILAS di Napoli. Vive a lavora a Posillipo.
Dice di sé: “Il mio approccio all’arte è da art director pubblicitario: voglio comunicare dei concetti e cerco di farlo nel modo più efficace possibile. Scelgo di volta in volta il linguaggio, il materiale e la tecnica. Che sia pittura, scultura, poesia, fotografia, performance, non mi interessa. La mia produzione è varia e disomogenea. Penso che sarà così per sempre”.

L'Intervista

(Urania Casciello) Cosa stai facendo?

 

(Guia Fulfaro) In questo momento ho accanto un bel foglio bianco con una lista di 15 cose diverse. Ci disegno accanto anche le barre di progresso, a matita.

Segui un rituale per trovare ispirazione?

 

Per l’arte la mia ispirazione è permanente. A volte è stancante però. Quando invece devo trovare un’idea perché me la chiedono, seguo più o meno le fasi del processo creativo di Wallas. E aggiungo cioccolato!

Che ricordi hai del tuo percorso di studi alla Ilas?

 

Illuminante. Studiavo Architettura e frequentavo contemporaneamente il corso di Pubblicità alla Ilas. Poi ho smesso con l’architettura.

Hai sempre saputo di voler fare questo lavoro?

 

Ho fatto tanti lavori diversi, tutti riconducibili all’arte. Ci ho girato sempre attorno. Ora ci sguazzo.

Tra i tuoi lavori c’è qualcosa di cui sei più fiera?

 

Sì. Delle grandi sculture: calchi di Pompei in gesso, a grandezza naturale, che hanno ancora in mano gli oggetti metallici che hanno resistito alla cenere rovente del Vesuvio. Come tablet e Ray Ban.

guia fulfaro calco

Qual è la sfida più grande da affrontare con i clienti?

 

La sfida più grande è convincere alcuni clienti che le idee, anche se non si possono vedere, si pagano.

C’è qualcosa che ti non ti piace nel tuo settore?

 

È meglio che non ci penso altrimenti mi rovino l’ispirazione.

Web e Social, forza o debolezza per il tuo lavoro?

 

Superpotere! Per studiare, per ispirarsi, per conoscere. Fantastica tecnologia.

Cosa ti tira giù dal letto la mattina?

 

Mia figlia di sei anni. Fisicamente.

Che consiglio daresti a chi si approccia adesso al tuo lavoro?

 

Consiglio di fregarsene altamente di quello che dice la gente.

Una parola che ti rappresenta?

 

Deficiente. E sono andata leggera.

Una parola che vorresti eliminare dalla terra?

 

Plastica.

Se tu fossi una canzone, quale saresti?

 

Corteccia (Nell’Up-nea) dei Verdena. Elefante, 2004.

Come descriveresti il tuo lavoro ad una persona del 1800?

 

Sono un inventore.

 Progetti futuri?

 

Vedi domanda 1.

uraniacasciello@ilas.com

Scrivo. Da quando ho iniziato a scrivere sapevo che un giorno sarebbe stato il mio lavoro. Nel 2012 mi sono diplomata in Art Direction e Copywriting alla ILAS e ho frequentato il Master in Social Media e Web Marketing e il Corso Annuale in Fotografia Pubblicitaria. Scrivo per ILAS Magazine e ho collaborato con la scuola alla realizzazione di eventi come il Behance Portfolio Review al Pan di Napoli, l'ILAS Sonorized Exhibition e alcune mostre alla The Gallery Studio. I miei amori sparsi sono: i gatti, Parigi, Ernest Hemingway, la pizza, Batman, le gomme del ponte di Brooklyn, Labyrinth, Ritorno ad OZ, le maratone (di serie-tv e film) e David Bowie.

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