Thursday, September 19, 2019
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Anna Santonicola, Merce non conforme alla Galleria Primopiano a Napoli

Radiografie di controllo doganale ai container nei porti divengono opere orwelliane che fanno riflettere sul capitalismo: “l’umano è conforme solo se è esso stesso merce consumatore di merci”

Anna Santonicola Merce non conforme

La produzione di fotografia secondo Anna Santonicola

<<Essere fotografo non significa necessariamente che devi usare la reflex per produrre immagini>>, mi dice Anna Santonicola, autrice della mostra in esposizione alla galleria Primopiano Arte.

Certo, la produzione di immagini nell’ambiente è a volte oltre la volontà del fotografo stesso. Ci si trova a dover fare i conti con scelte etiche.

Il fotografo a volte impasta la fotografia che viene prodotta da altri canali, per scoprire alternative espressive del mezzo. Lontano dal click compulsivo, quello che genera immagini ridondanti.

Che sia casualità come lo fu per i rayogrammi di Man Ray o sperimentazione e ricerca intenzionale, non fa differenza.

Richard Prince ricicla fotine rubacchiate qui e lì da Instagram trasformandole in opere d’arte. Erik Kessel nel 2011 con la sua installazione 24 hours in photos, non fece altro che stampare migliaia di foto condivise dagli utenti di tutto il mondo su internet nell’arco di una giornata. I ritrovamenti di vecchie pellicole e lastre possono stimolare gli “operatori della fotografia” contemporanei per nuove evoluzioni del mezzo come chi ha immesso in un grande processo produttivo il caso Vivian Maier o come alcune installazioni di Valeria Laureano di cui già parlai qui.

Merce non conforme © Anna Santonicola
Merce non conforme; banane fresche © Anna Santonicola

Le immagini di Anna Santonicola sono radiografie.

Sue rielaborazioni di scansioni ai Raggi X per lo più fatte dall’Autorità Portuale ai container giunti nei porti tramite navi da merce. Radiografie pervenutele grazie ai suoi “pusher” di fiducia. “Recuperate da file inaccessibili e pertanto documenti che la legge non esiterebbe a classificare come illeciti”.

Le immagini di Anna Santonicola sono radiografie scansionate con rielaborazione sui codici alfa-numerici di riconoscimento affinché i porti e il relativo personale coinvolti restino anonimi. Ogni immagine ha una colorazione assegnata per istinto dall’autrice ma solo quella più drammatica è stata lasciata in quel suo bianconero radiografico nudo e crudo.

L’idea di questo lavoro nasce da un servizio che vidi in tv relativo ai controlli e sistemi di scansione dei container in arrivo nei porti. Fui colpita da una radiografia nella quale si vedevano persone, evidentemente extracomunitari, nascoste tra la merce del container.

Quell’immagine passata probabilmente in una manciata di secondi sullo schermo tv, rappresentò per Anna Santonicola un’icona del XXI secolo. Quella del paradosso di un mondo iper-tecnologico, connesso, globale ma dove c’è comunque chi è costretto a nascondersi per lasciare il proprio Paese ed entrarne in un altro. Clandestinamente.

Merce non conforme© Anna Santonicola
Merce non conforme; effetti personali © Anna Santonicola

Siamo quello che consumiamo. Non sappiamo se e quanto la merce che ci giunge dall’estero possa essere nociva per i bombardamenti di radiazioni che subisce durante i controlli doganali. Mobili, attrezzature ospedaliere, generi alimentari, tessuti… merce “conforme” che giunge nei luoghi in cui viviamo. Case, uffici, spazi pubblici.

Immagini radiografiche che fanno scattare non poche riflessioni sui nostri stili di vita, sull’etica dell’import/export, sul perché importiamo quantità industriali di castagne e pomodori che giungono dal mare. Nell’era del “sostenibile”, del “Km0”, del “bio”, il grande commercio è determinato comunque da tonnellate di merce che non ci appartiene culturalmente, eticamente, biologicamente… ma passa. È autorizzata. Tutto ok. È “merce conforme”.

È “merce non conforme” l’umano che si è intrufolato in un container, in un tir o nella stiva di un aereo.

Quando il ‘non conforme’ è l’umano siamo ben dentro al concetto marxista di feticismo delle merci o, per meglio dire, l’umano è conforme solo se è reificato, solo se è esso stesso merce consumatore di merci.

– Antonio Maiorino Marrazzo

Sul braccialetto col quale si è ammanettati all’ingresso della mostra di Anna Santonicola è scritto “Sei un articolo commerciale opportunamente identificato”. Lungo tutta la sua circonferenza c’è un improbabile codice a barre. Fai finta di stare al gioco. Sorridi. Pensi che sia una semplice trovata ma in realtà ti rendi conto che quel semplice gesto serve a farti calare in una dimensione tale da farti osservare con un certo grado di empatia le immagini di Anna Santonicola. Ti rendi conto maggiormente di far parte di un sistema capitalistico in cui sei un numero, un consumatore, uno dei tanti che serve ai sondaggi, alle statistiche.

 

Se all’aeroporto suona il metal detector anche se ti sei tolto scarpe e cinta e non hai endoprotesi di metallo, “non è possibile che non funzioni la macchina”, il problema sei tu e allora via, una bella scansione a tutto il corpo ti si viene fatta. Senza che ti spieghino se ti stanno vedendo le parti intime mentre alzi le braccia innanzi a quella specie di bersaglio.

 

Non incomodiamo Orwell, Pasolini, Guy Debord, i NO-Global, i NO-Logo e tutti i complottisti dell’ultima ora. Abbiamo l’alibi che la “sicurezza” serve a preservare l’incolumità della collettività. Con tutti i suoi paradossi annessi.

 

 

Anna Santonicola

Merce non conforme

a cura di Antonio Maiorino Marrazzo

Galleria Primopiano, via Foria, 118

dal 10 maggio al 2 giugno 2019 (su appuntamento)

Merce non conforme © Anna Santonicola
Merce non conforme; materiale medico © Anna Santonicola

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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