Thursday, May 23, 2019
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Salvatore De Rosa in mostra all’Art Garage con Viaggio in un campo rom

Per la rassegna ARTEinGarage, una mostra documenta il campo rom adiacente alla discarica di Giugliano in Campania. Un piccolo mondo trasversale raccontato attraverso un viaggio “fuori porta”.

Salvatore De Rosa Viaggio in un campo rom

Salvatore De Rosa espone VIAGGIO IN UN CAMPO ROM fino al 17 maggio, presso l’Art Garage di Viale Bognar 21 a Pozzuoli in occasione della rassegna di fotografia ARTinGARAGE curata da Gianni Biccari col supporto organizzativo di Emma Cianchi, Veronica Grossi e Ylenia Lessoni.

 

Salvatore De Rosa nel 2014 fu invitato da Vincenzo Tosti, attivista di La Terra dei Fuochi, a documentare il campo rom di Giugliano. Situato a valle del noto deposito di ecoballe.

Vi entrarono con il consenso del “capo villaggio”, in cambio della donazione di beni di piccola necessità come quaderni per la scuola o mascherine per attenuare la puzza insistente del percolato. Una puzza che sembrava più forte di quella dello stesso campo rom determinata dalla mancanza di fognatura, acqua corrente, pluviali…

Salvatore De Rosa Viaggio in un campo rom
© Salvatore De Rosa

A volte non c’è bisogno di allontanarsi dalla propria città per migliaia di chilometri per conoscere qualche pezzetto di mondo. Ovunque si vada, il viaggio genera conoscenza. Purché disposti a leggere le cose intorno col cuore, la mente, con empatia e tutte le belle qualità che dovrebbe avere chi si mette dietro al mirino di una reflex.

 

Rom, zingari, popolo in movimento. Senza fisse radici, nomadi che vivono di espedienti, di musica gitana, accattonaggio, ma non vanno in giro ad ammazzare gente.

Anni fa una zingara mi fece un gioco di prestigio. Disse di mettere 500 lire strette nel pugno della mano, quando mi disse di riaprirlo la banconota non c’era più e mi “regalò” un corno.
Mi disse di non piangermi quei pochi spiccioli.
Sorrisi, mortificato per la mia ingenuità.

Salvatore De Rosa, viaggio in un campo rom
© Salvatore De Rosa

Non so nulla dei rom, a parte qualche ricordo personale, eppure osservare le foto di Salvatore De Rosa, ti fan capire un po’ di cose.

Gruppi accampati ai margini delle grandi città che, se vogliamo dirla non tutta ma almeno un po’, fanno politicamente comodo per certi aspetti.

 

Alcuni nati in Italia. Ma senza essere cittadini italiani. Nati a Giugliano in Campania. A 6-8 anni hanno sguardi da adulti e sigarette accese tra le labbra. Bambini che probabilmente non hanno mai vissuto gli anni della loro età. Non conoscono infanzia. Volti bellissimi che comunque il tempo li segnerà <<come la ragazza afgana fotografata da Steve McCurry, ormai icona della fotografia, che dopo alcuni anni, ritrovandola non aveva più negli occhi nemmeno un filo di speranza per una vita migliore>>, mi dice Salvatore De Rosa.

Il disordine, il caos di materiali di ogni genere raccolti per le strade ed accatastati nel campo riflette la condizione di provvisorietà di questo mondo. Un mondo che sembra fondato sul presente. Sulla giornata. Nessun bisogno di arrivismo. Nessun attaccamento agli oggetti. Poche regole gerarchiche da rispettare. L’essenziale per la sopravvivenza. Perché forse domani si riparte, la carovana prosegue il suo viaggio senza meta. Tutto il resto non li riguarda.

<<Perché sono culturalmente lontani, ma fisicamente vicini>> (Salvatore De Rosa).

Viaggio in un campo rom, di Salvatore De Rosa

Dal 4 al 17 maggio
Lun-Ven 10,00-22,00
Sab 10,00-20,00
Dom chiuso
Ingresso libero.

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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