Thursday, August 22, 2019
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Punti di vista di Monica Biancardi. La Luce che riflette differenti prospettive

Shazar Gallery, il nuovo spazio espositivo napoletano, diretto da Giuseppe Compare, ha inaugurato a febbraio con Punti di Vista; l’ultimo lavoro fotografico di Monica Biancardi

luce

Shazar Gallery, il nuovo spazio espositivo napoletano, diretto da Giuseppe Compare, ha inaugurato a febbraio con Punti di Vista; l’ultimo lavoro fotografico di Monica Biancardi.

 

Oggi “Punti di vista” è a Torino con La Shazar Gallery, assieme a trenta delle maggiori Gallerie Italiane per l’inaugurazione di The Phair. Questa Fiera, fortemente voluta da Roberto Casiraghi e Paola Rampini, è stata concepita per valorizzare, in modo esclusivo, un linguaggio artistico dinamico e in grande fermento, che fatica a trovare contesti esclusivamente dedicati.

 

Monica Biancardi ci racconta il suo lavoro, attraverso le sue elaborate e attente riflessioni sui significati della luce e del suo agire fotografico, portandoci dentro un percorso che è essenzialmente progettazione di una visione.

Assumere più punti di vista vuol dire affinare lo sguardo, oltre che la capacità culturale, etica e politica, di comprendere che tutto ci riguarda.

Non esiste alcun punto cieco nel mondo: abitare più punti di vista significa dar vita a un processo narrativo che tenga conto di quelle che si potrebbero definire le “parti in commedia”.

I dittici, i trittici e i polittici fotografici di “Punti di vista” segnano altrettanti “punti di vita” di un soggetto che, per essere tale, non può mai occupare un unico punto.”

“Vedere la luce” o “Venire alla luce” sono due espressioni di uso comune, e abbastanza singolari, per indicare la nascita, identificando la luce con la vita. Appena s’è vista la luce, è possibile vedere tutto il resto.

Entrambe le espressioni, concordano su un punto: la luce comunque preesiste, quasi restando in attesa di chi sa intercettarla per prendere coscienza di ciò che lo circonda, o di chi invece vi si esponga per farsi comprendere al suo interno.  Quando si viene al mondo, s’inquadra la luce per rifletterla o ci si espone al suo interno per apparire? Da questi due modi di vivere l’elemento luminoso, in apparente contraddizione, nasce Punti di Vista, progetto sulla luce, naturale o creata ad arte, che riflette su prospettive sempre diverse ma connesse e intercambiabili

Questo progetto invita a riflettere sulla possibilità che da un unico soggetto, persona, oggetto o luogo, scaturiscono differenti letture e, in tal senso, il polittico di FinisTerrae non è altro che la rappresentazione di una geografia reale ma omessa. I paesi confinanti con il Kurdistan non tengono conto di questo luogo, men che meno lo strapotere detenuto da coloro che disegnano mappe geografiche.

Ricostruendo da nord a sud, est-ovest la realtà dei luoghi, il lettore viene invitato a prender in esame la mappa geografica di ogni singolo paese, per prendere coscienza che nessuna di queste considera la nazione curda. A tal proposito, reputando i confini un’invenzione dell’uomo poco riuscita, la Biancardi infierisce sull’argomento intervenendo col bisturi, tagliando e staccando tali confini dal resto per esaltare, provocatoriamente, ciò che è stato fatto da mano umana. Ne vien fuori un bel caos: l’Armenia presenta dei “buchi” che appartengono all’Azerbaijan mentre questo contiene delle chiazze appartenenti al territorio armeno; l’Iraq sembra essere stata disegnata da un geometra; la Siria, a sud-ovest, confina con Israele attraverso le Alture del Golan, per legge siriane ma, dopo la guerra dei sei giorni (1967), sotto il controllo militare israeliano mai riconosciuto dalle Nazioni Unite: tanto che qui non ho tagliato ma grattato e lacerato la carta. Al Kurdistan, che invece prevede quanto lo circonda, ho sbiadito i confini che non ha.

Nella mostra, tra l’altro, è presente, un incredibile dittico chiamato: Fare Luce.

Si tratta dell’antichissima storia del V sec a. c, della Battaglia di Salamina, che la fotografa sceglie di trasporre su un supporto contemporaneo, mettendo assieme  Erodoto ed Eschilo.

Mentre il primo è un poeta, il secondo è uno storico.

Emergono, così, due punti di vista: nel primo viene fuori la Pietas (per i compianti giovani persiani)  mentre nel secondo la Giustizia (gli ateniesi hanno meritato tale vittoria).

La scelta d’incidere a mano due lastre di plexiglass rende il senso etimologico di fotografia: luce (φῶς | phôs) e grafia (γραφή | graphè) ovvero scrittura con la luce.

 

 

Shazar Gallery
Via Pasquale Scura 8

80134 Napoli

Mob  – 339 1532484

www.shazargallery.cominfo@shazargallery.com

Instagram: shazargallery – FB: shazargallery

info@federicacerami.it

Mi chiamo Federica Cerami, vivo a Napoli e mi occupo di fotografia e di arteterapia. Mi sono laureata in Architettura a Venezia con una tesi su “Il ruolo della fotografia nella lettura del territorio urbano”. Ho conseguito un diploma in Arteterapia scegliendo di specializzare i miei studi nella Fotografia Terapeutica. Insegno critica fotografica ad utenze diversificate, curo mostre di fotografia, organizzo eventi fotografici e conduco laboratori di arteterapia. Guardo alla fotografia cercando sempre di conoscere il“mondo”dell’autore; mi interessa l’aspetto comunicativo della fotografia, perché è l’elemento fondante del processo fotografico che va ben oltre le questioni tecniche. Mi piace pensare che la fotografia lasci una impronta, un segno quasi indelebile che parla del suo autore ma al tempo stesso parla anche del suo spettatore. Le fotografie raccontano storie di vita e costruiscono ponti tra le persone.

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