Wednesday, August 21, 2019
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Il sangue delle donne. Tracce di rosso sul panno bianco

Di recente è stato presentato, in villa Pignatelli, in collaborazione con il Polo museale della Campania, il libro “Il sangue delle donne. Tracce di rosso sul panno bianco”. A cura di Manuela De Leonardis,

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Il sangue delle donne. Tracce di rosso sul panno bianco
Postmedia Books a cura di Manuela De Leonardis

 

Di recente è stato presentato, in villa Pignatelli, in collaborazione con il Polo museale della Campania, il libro “Il sangue delle donne. Tracce di rosso sul panno bianco”.

Sono intervenute nel dibattito: Manuela De Leonardis, storica dell’arte e curatrice, Annalisa Zito, direttrice della Fondazione Pasquale Battista e alcune artiste protagoniste del progetto: Ilaria Abbiento, Simona Filippini, Susan Kammerer, Hanako Kumazawa, Barbara Luisi, Patrizia Molinari, Novella Oliana, Lina Pallotta, Virginia Ryan.

 

Il libro

Questa pubblicazione è realizzata con il sostegno della Fondazione Pasquale Battista nell’ambito del progetto artistico ideato e curato da Manuela De Leonardis che vede il coinvolgimento di 68 artiste internazionali a cui sono stati affidati vecchi “panni di lino”, un tempo usati per tamponare e assorbire il flusso mestruale. Il legame concettuale e fisico tra il sangue delle donne e il pannolino è strettissimo; partendo da questa consapevolezza ciascuna artista ha affrontato con il proprio linguaggio i diversi aspetti del femminile, alcuni dei quali ancora tabù sia in occidente che nel resto del mondo: nascita, pubertà, maternità o scelta di non essere madre, menopausa, sessualità, violenza, femminicidio.

Oltre al testo critico della curatrice, l’opera Ciclo (1974) di Mirella Bentivoglio, nel libro compaiono i testi di Annalisa Zito (Fondazione Pasquale Battista), Rossella Alessandrucci (gallerista), Federica Formato (ricercatrice in lingua di genere), Alberto Massarelli (psicoanalista), Arianna Di Genova (storica dell’arte), Stefano Barchiesi (specialista in ginecologia e ostetricia), Maria Cristina Gasperini (etnologa esperta in lingua e letteratura giapponese), Rita Boini (giornalista), Niky D’Attoma (scrittore), le opere delle 68 artiste con i loro testi, un contributo critico di Jerica Ziherl (opera di Vlasta Delimar), Denis Volk (opera di Saša Bezjak) e una poesia di Valerie Fermariello (opera di Fariba Karimi) e la copertina di Per una espressione nuova di Suzanne Santoro pubblicata nel 1972.

 

Alcune considerazioni

Colpisce già dal suo titolo questo volume, perché lascia presagire il racconto di un tema che, per quanto naturale, rientra nel non-detto di tutti i tempi e di tutte le società.

Il sangue evoca pensieri di forza e di coraggio quando è legato al maschile e quando è narrato in una ambientazione di guerra, per poi cambiare del tutto la sua connotazione, quando viene associato al mondo femminile, fino a diventare un argomento per il quale provare imbarazzo.

Il sangue del mondo femminile racconta la vita nella sua evoluzione e poiché l’arte racconta la vita abbracciandola incondizionatamente, tutto va adesso riletto con una chiave di più ampio respiro.

Davanti ai confini che ci sono stati imposti e che abbiamo sempre passivamente accettato questo libro ci insegna a trasformare in arte ogni singolo segmento del nostro vissuto, andando oltre i preconcetti, offrendoci gli strumenti per riappropriarci della propria linfa vitale e della propria libera creatività.

La determinazione e la bravura di Manuela De Leonardis, che ha curato quest’interessante lavoro, assieme alla fantasia libera e alla naturale vena introspettiva delle artiste che hanno affrontato questo tema declinandolo nelle varie forme d’arte, rendono questa esperienza umana e creativa unica e irripetibile nel suo genere.

 

Le artiste

Nelle mani di Ilaria Abbiento, Manal AlDowayan, Adele Angelone, Elizabeth Aro, Wafa Bahai, Alessandra Baldoni, Carolle Bénitah, Takoua Ben Mohamed, Saša Bezjak, Tomaso Binga, Rosina Byrne, Giovanna Caimmi, Primarosa Cesarini Sforza, Rupa Chordia-Samdaria, Sara Ciuffetta, Lea Contestabile, Karmen Corak, Mila Dau, Vlasta Delimar, Kristien De Neve, Maria Diana, Isabella Ducrot, Nilüfer Ergin, Cristiana Fasano, Maimuna Feroze-Nana, Simona Filippini, Emita Frigato, Pilar, Barbara e Stella Marina Gallas, Silvia Giambrone, Felicity Griffin Clark, Maïmouna Guerresi, Susan Harbage Page, Sasha Huber, Susan Kammerer, Fariba Karimi, Eglė Kuckaitė, Hanako Kumazawa, Silvia Levenson, Wenwen (Vivienne) Liu, Lôw (Estabrak Al Ansari, Raiya Al Rawahi, Tara Al Dughaither), Barbara Luisi, Anja Luithle, Victoria Manganiello, Florencia Martinez, Patrizia Molinari, Elly Nagaoka, Ana Maria Negară, Yasuko Oki, Novella Oliana, Sonya Orfalian, Lina Pallotta, Sara Palmieri, Chiara Pellegrin, Sofia Rocchetti, Elisa Roggio, Anna Romanello, Paola Romoli Venturi, Virginia Ryan, Cinzia Sarto, Ivana Spinelli, Silvia Stucky, Ketty Tagliatti, Judy Tuwaletstiwa, Laura VdB Facchini, Maria Angeles Vila, Nicole Voltan, Ruchika Wason Singh e Deborah Willis la “pezza” è diventata portavoce di riflessioni che vanno al di là dei confini di genere.

Questi lavori che sono pagine di un diario intimo che parla di vissuti personali, sollecitando memorie che nel riaffiorare dall’oblio trovano una loro ricollocazione nel presente.

Storie anonime, storie conosciute, storie di ordinaria quotidianità, raccontate in prima persona, metabolizzate e rielaborate ricorrendo talvolta alla metafora, al potere dell’ironia, alla citazione letteraria o pittorica, alla dimensione della poesia.

 

I prossimi appuntamenti:

Il 16 maggio 2019 MACRO Museo di Arte Contemporanea Roma; 5 settembre 2019 inaugurazione della mostra “Il sangue delle donne. Tracce di rosso sul panno bianco” Auditorium Vallisa Bari.

 

Note a margine

L’immagine di copertina del libro è un dettaglio dell’opera di Isabella Ducrot, Il sangue è rosso, 2016, Pannolino, acrilico 50×47 cm.Il libro è disponibile sul sito web della Fondazione Pasquale Battista www.fondazionepasqualebattista.it

Il sangue delle donne. Tracce di rosso sul panno bianco,
a cura di Manuela De Leonardis, con il supporto della Fondazione Pasquale Battista.
Traduzione: Edvige Nanni. Book design: Franco Cenci/Studio Idea. Coordinamento: Dino Lorusso, Ninni Castrovilli.

info@federicacerami.it

Mi chiamo Federica Cerami, vivo a Napoli e mi occupo di fotografia e di arteterapia. Mi sono laureata in Architettura a Venezia con una tesi su “Il ruolo della fotografia nella lettura del territorio urbano”. Ho conseguito un diploma in Arteterapia scegliendo di specializzare i miei studi nella Fotografia Terapeutica. Insegno critica fotografica ad utenze diversificate, curo mostre di fotografia, organizzo eventi fotografici e conduco laboratori di arteterapia. Guardo alla fotografia cercando sempre di conoscere il“mondo”dell’autore; mi interessa l’aspetto comunicativo della fotografia, perché è l’elemento fondante del processo fotografico che va ben oltre le questioni tecniche. Mi piace pensare che la fotografia lasci una impronta, un segno quasi indelebile che parla del suo autore ma al tempo stesso parla anche del suo spettatore. Le fotografie raccontano storie di vita e costruiscono ponti tra le persone.

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