Thursday, May 23, 2019
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Generazione Ilas: Intervista a Mattia Valerio

Le sue campagne adv per brand internazionali sono sotto gli occhi di tutti: Mattia Valerio si racconta nella quarta intervista di Generazione Ilas.

mattia valerio ilas

Mattia Valerio nasce a Napoli nel 1985, studia fotografia pubblicitaria alla Ilas Designer School e successivamente postproduzione con retouchers internazionali. Si specializza nella fotografia di prodotto ed annovera tra i suoi clienti Mariano Rubinacci, LIU.JO, Hublot, l’Aeroporto Internazionale di Napoli, varie Università tra cui la UNISA e Suor Orsola Benincasa. Produce, inoltre, fotografie destinate a libri d’arte, tra cui uno dedicato a San Domenico Maggiore. Crea produzioni fotografiche per e-commerce di Industrie di rilievo, per brand che producono accessori di lusso per il cinema e l’advertising con fotografie Beauty a personaggi del mondo dello spettacolo. Dirige inoltre spot pubblicitari trasmessi su Sky e Mediaset. La ricerca in campo fotografico lo porta a realizzare mostre personali, commissionate tra Napoli e Parigi.

L'Intervista

(Urania Casciello) A cosa stai lavorando attualmente?

 

(Mattia Valerio) Il lavoro negli ultimi anni è diventato frenetico, sono sempre tra un cliente e l’altro. Gli e-commerce si muovono in fretta e questo comporta la necessità di tenere lo studio sempre attivo, ma ci si fa l’abitudine. Quello a cui invece non riesco ad abituarmi è la rapidità dei social, a causa dei tanti contenuti, ma devo riconoscere l’enorme utilità per i brand più piccoli. In questo periodo sto ultimando le fotografie per la prossima campagna ADV dei gioielli e degli orologi per LIU.JO Luxury.

Segui un rituale per trovare ispirazione?

 

No, non seguo un vero e proprio rituale ma cerco di abituare il più possibile i miei occhi al bello. Negli anni ho accumulato un enorme varietà di immagini, prodotte da me ma e raccolte dalle pubblicità che si susseguono nel tempo. Ho pile e pile di riviste ed una cartella con mezzo milione di fotografie, catalogate per genere ed anno da cui attingere come parte delle idee da utilizzare nei miei lavori, perché quel che si vede in giro, spesso, è di scarsa qualità ed abituarsi a guardare le fotografie sbagliate porta chi deve produrle a commettere i medesimi errori. Per il resto traggo ispirazione da quel che mi circonda, oltre che dal cinema, la fortuna di lavorare con clienti di stampo internazionale poi apre di molto la mente e ogni volta che entro in un mondo diverso imparo sempre tanto.

Che ricordi hai del tuo percorso di studi alla Ilas?

 

Sono entrato alla Ilas che avevo già un’ottima conoscenza della tecnica fotografica e questo mi ha sicuramente facilitato. Ho concentrato quindi il mio percorso su altri aspetti, come la gestione del lavoro e la storia della fotografia. Quest’ultimo aspetto resta tra quelli fondamentali al fine di sapersi collocare sul mercato ed avere una corretta cognizione di tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento. Di certo Pierluigi De Simone, il docente per il mio primo anno di corsi, è stato un grande valore aggiunto e sicuramente ha tracciato un ottimo binario da cui partire.

Hai sempre saputo di voler fare questo lavoro?

 

No, io ho studiato legge, proprio durante gli anni di formazione in campo fotografico. Non avevo quindi inizialmente la precisa cognizione di voler fare della fotografia il mio unico lavoro. Ho scelto dopo gli studi “relativamente tardi” di perseguire la mia vocazione e ad oggi ne sono fiero e soddisfatto.

Tra i tuoi lavori c’è qualcosa che ti rappresenta di più o di cui sei più fiero?

 

In generale nel tempo mi sono specializzato nella fotografia di beni di lusso prodotti in Italia. Un enorme patrimonio di conoscenze che si è tramanda di padre in figlio e che con le ultime generazioni è approdata
nel vasto mondo di internet attraverso la vendita online. Sono particolarmente fiero di seguire un pilastro del tailoring made in Italy come Mariano Rubinacci, di cui da oltre tre anni seguo costantemente la produzione di fotografie per tutti i loro prodotti sartoriali, non da mero esecutore ma fianco a fianco con la dirigenza per migliorare costantemente la qualità delle loro immagini..

Qual è la sfida più grande che hai dovuto affrontare, una richiesta strana da parte di un cliente?

 

Richiesta strana? Tutti i giorni! Ma ho imparato a conviverci, in generale comunque le richieste strane provengono sempre da clienti inesperti, che vanno guidati, quelli che non hanno una reale cognizione di cosa è possibile ottenere e che non hanno mai lavorato con un professionista. In questo caso l’importante è essere capaci di dare le giuste indicazioni, seguire il cliente in modo da fargli evitare gli errori che spesso capitano a chi si affaccia per la prima volta al mondo della comunicazione attraverso la fotografia. Il set forse tecnicamente più complesso che ho realizzato è di qualche anno fa per un brand di borse da donna. La “difficoltà” era rappresentata da una serie di elementi, tra cui la modella con abito scuro e casco da motociclista da illuminare come un beauty. Tutto gestito con una illuminazione fatta da più fonti con temperature e colori differenti.

C’è qualcosa che ti non ti piace o che cambieresti del tuo settore professionale?

 

In generale sono convinto che il settore della fotografia pubblicitaria sia in crescita. E’ ormai un luogo comune il fatto stesso di essere presenti sul mercato con lo storico negozio fronte strada ma anche con il proprio sito e-commerce, e con la produzione e gli agenti di commercio e poi con social, brochure, cartellonistica e qualsivoglia mezzo di comunicazione. Di questo il mercato della fotografia si è avvantaggiato enormemente. Bisogna però scegliere i clienti con cura, perché il dilagare di incompetenze nel nostro settore ha mortificato per anni la professione. Questo ultimo fattore non è limitante per chi riesce a comprendere il mercato in crescita e sta lontano da chi mal si concilia con un tipo di produzione fotografica di qualità. Sono quindi molto positivo riguardo il futuro.

Web e Social, forza o debolezza per il tuo lavoro?

 

Sicuramente è una forza, chiaramente per i brand che ne sfruttano il potenziale e per chi attinge a piene mani nella grossa fetta di mercato dei social, che hanno aperto a nuove figure incaricate di produrre contenuti rapidamente.

Cosa ti tira giù dal letto la mattina?

 

Lavorare in campo pubblicitario mi permette di raggiungere settori diversi ad ogni commessa, variare molto fa si che le competenze necessarie siano sempre nuove e le persone che conosco ogni volta arricchiscono notevolmente il mio bagaglio di esperienze. Inoltre non avere una staticità del luogo in cui produco le fotografie mi permette di sentirmi più libero. Ho il mio Studio, un luogo che ho costruito e riempito di attrezzature negli anni, in cui passo molte ore, ma poter uscire e produrre immagini altrove mi piace molto e mi fa essere tra quelli che ama il lunedì.

Che consiglio daresti a chi si approccia adesso al tuo lavoro?

 

Studiare, studiare gli altri, studiare le fotografie che hanno davvero valore e studiare per migliorarsi anche quando il lavoro è già tanto. Le ore spese ad imparare la tecnica fotografica sono importanti ma nulla al confronto di quelle spese a comprendere tutti gli aspetti che hanno portato altri prima di noi a creare grandi fotografie, studiate la storia, studiate l’arte. Poi bisogna ricordare che oltre a saper creare belle immagini bisogna essere competenti nella gestione di un’impresa, conoscere gli aspetti fiscali e saper come cercare nuovi clienti. Insomma è difficile che in questo campo si possa essere dipendenti di qualcuno, quasi sempre c’è da spendere almeno il 50% del proprio tempo in operazioni che non sono la realizzazione stessa delle fotografie, poi ho già detto di studiare?!

Una parola che ti rappresenta?

 

Ah beh, non mi sono mai posto il problema di dovermi definire con una parola ma direi forse, ottimista, in generale nei confronti della vita ma anche nello specifico del lavoro. Mi piace circondarmi di persone che vedono il lavoro in team con il mio stesso ottimismo e seguono la loro passione e mi piace lavorare in gruppo .Questo è uno dei motivi per cui ho delegato buona parte della postproduzione delle fotografie che seguo ad un ottimo retoucher che ho istruito io stesso e che ormai è in studio da qualche anno.

Una parola che vorresti eliminare dalla terra?

 

Sicuramente supercalifragilistichespiralidoso, o anche solo “cicchetto” o “shottino” visto che non vedo il motivo di bere d’un colpo un ottimo liquore quando lo si può assaporare durante una discussione!

Se tu fossi una canzone, quale saresti?

 

Al pari della domanda sulla parola che mi rappresenta, mi risulta difficile ma direi People are Strange dei Doors, non siamo tutti strani infondo?

Come descriveresti il tuo lavoro ad una persona del 1800?

 

Mostro al meglio i prodotti del vostro emporio di fiducia, attraverso il nuovissimo mezzo denominato Fotografia, così che anche dall’altro lato del mondo possano vederli
Ma questo solo se siamo dopo il 1839 ovviamente! A quelli prima del 39 invece:
Il futuro sarà grandioso e spero che tu riesca a vedere il 1839 e la nascita della Fotografia visto che mancano ancora molti anni alla scoperta della Penicillina

 Progetti futuri?

 

Ok tornando seri, dunque, per ora il mio tempo è interamente dedicato alle produzioni fotografiche per i clienti, con il progetto di ingrandire lo Studio e di ampliare il numero di collaboratori interni ed esterni visto il sempre crescente numero di assignment. Sono rari i momenti in cui sono riuscito a dedicare del tempo alla realizzazione di immagini per mostre personali, queste comunque sono sempre state commissionate, dal Suor Orsola Benincasa prima e poi da gallerie d’arte. Quel che mi piacerebbe nell’immediato futuro è seguire un progetto e produrre un libro, così da dedicare il mio tempo a quella fotografia che non faccio esclusivamente per lavoro.

uraniacasciello@ilas.com

Scrivo. Da quando ho iniziato a scrivere sapevo che un giorno sarebbe stato il mio lavoro. Nel 2012 mi sono diplomata in Art Direction e Copywriting alla ILAS e ho frequentato il Master in Social Media e Web Marketing e il Corso Annuale in Fotografia Pubblicitaria. Scrivo per ILAS Magazine e ho collaborato con la scuola alla realizzazione di eventi come il Behance Portfolio Review al Pan di Napoli, l'ILAS Sonorized Exhibition e alcune mostre alla The Gallery Studio. I miei amori sparsi sono: i gatti, Parigi, Ernest Hemingway, la pizza, Batman, le gomme del ponte di Brooklyn, Labyrinth, Ritorno ad OZ, le maratone (di serie-tv e film) e David Bowie.

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