Thursday, December 12, 2019
Home / Focus  / Generazione Ilas: Intervista a Sara Dionisi

Generazione Ilas: Intervista a Sara Dionisi

Tra fotoritocco e fotografia: ecco il mondo - dai toni argentati, cromati e raggianti - visto con gli occhi di Sara Dionisi.

Sara Dionisi, classe 1989, ha sempre scelto l’arte nei suoi percorsi formativi, dalle superiori all’università fino al corso all’ILAS. Ha iniziato a lavorare come fotoritoccatrice per diversi fotografi, partecipando parallelamente a workshop, specializzandosi in fashion, beauty e food.

Dice di sé: “Ho lasciato alle fotografie che scatto l’unico compito di raccontare qualcosa che sento, quando ho realizzato che da fotografa avrei difficoltà ad accettare i compromessi imposti da un eventuale cliente.”

L'Intervista

(Urania Casciello) Progetti attuali?

 

(Sara Dionisi) Molti e nessuno. Difficile da definire, ho tante idee ma non le considero progetti fino a che non si concretizzano.

Segui un rituale per trovare idee creative?

 

Più che rituale faccio molta ricerca anche inconsapevole, guardo immagini tutti i giorni per lavoro e per il semplice gusto di vedere cose nuove e diverse e archivio tutto quello che mi comunica qualcosa.

Preferisci lavorare in team o da sola?

 

Il team è importante per il confronto e la crescita, senza sarei persa, cerco sempre il confronto e una situazione che mi faccia sentire in un team anche con le collaborazioni meno assidue. Ma ci sono alcune fasi del lavoro che preferisco vivere da sola, mi serve per concentrarmi.

Hai sempre saputo di voler fare questo lavoro?

 

In realtà no, mi sono resa conto che mi piaceva ritoccare durante il corso di fotografia alla Ilas, da lì ho iniziato ad approfondire con workshop, mi è piaciuto e ci sono finita dentro. Non mi piace l’idea di fare sempre la stessa cosa, mi piace approfondire anche altri aspetti della fotografia, non mi limito al fotoritocco.

Che ricordi hai del tuo percorso di studi alla ilas?

 

È stato molto intenso, ho seguito tre corsi durante lo stesso anno, quindi è diventata inevitabilmente un po’ casa, ho conosciuto molte persone che ritrovo ancora al mio fianco. Ho tantissimi ricordi, mi ha fatto crescere molto.

Tra i tuoi lavori c’è qualcosa che ti rappresenta di più o di cui sei più fiera?

 

Tutti i progetti hanno qualcosa che mi rappresenta e mi rende fiera, che sia legato ad una parte puramente tecnica ed estetica o anche semplicemente legato a quello che l’esperienza che mi lascia.

Qual è la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo lavoro?

 

Non ho una situazione che ricordo nello specifico. Mi è capitato di dover mettere da parte me stessa, la mia visione in funzione della volontà del cliente o del fotografo. Non so se si può definire “sfida”, sicuramente non è mai semplice.

C’è qualcosa che non ti piace o che cambieresti nel mondo della fotografia e del fotoritocco?

 

Questa è una domanda davvero spinosa, proverò ad essere più sintetica possibile. Mi piacerebbe leggere nelle immagini la volontà di comunicare qualcosa, al di là della tecnica.

Web e Social, forza o debolezza per il tuo lavoro?

 

Bella domanda. Non ho avuto modo di provare il mondo del lavoro prima del web e dei social. Credo che siano strumenti necessari che se usati con consapevolezza possono avere più punti di forza che debolezze.

Cosa ti tira giù dal letto la mattina?

 

Il caos delle cose da organizzare e fare, penso che sia nel bene e nel male, il mio stimolo quotidiano.

Cosa ti appaga di più del tuo lavoro?

 

Le persone e la fiducia che mi danno ogni volta che mi affidano un lavoro.

Sans étiquette: Ph – Retouch. Sara Dionisi  // Model. Claudia Molinaro

Che consiglio daresti a chi si approccia adesso al tuo lavoro?

 

Consiglio di non sottovalutare mai l’importanza di ogni singolo progetto. Bisogna studiare, confrontarsi, sperimentare e cercare sempre di essere un valore aggiunto, che valorizzi lo scatto e il messaggio.

Cosa ti aspetta per il futuro?

 

Nell’ultimo periodo ho cambiato idea sul futuro almeno una volta a settimana, ad oggi mi sono promessa di concentrarmi su progetti fotografici scattati da me. Ma riparliamone settimana prossima..

Descrivi il tuo lavoro a qualcuno del 1800.

 

Uso i pennelli e altri strumenti per valorizzare e ripulire dei quadri che il pittore ha già dipinto.

Per 24 ore ore hai la possibilità di cambiare tutti i colori della terra in un solo colore, quale scegli?

 

Argento…cromato e raggiante.

Se la fotografia fosse un cibo, quale sarebbe?

 

Una torta? La ricetta può essere semplice o complessa e la decorazione può esserci o non esserci proprio come la fotografia e il fotoritocco.

Una parola che ti rappresenta?

 

Il controllo, non mi piace lasciare le cose al caso.

Esiste qualcosa che ti ha radicalmente cambiato la vita?

 

Esistono persone che mi hanno cambiata radicalmente influendo sulla mia vita, nel bene e nel male.

uraniacasciello@ilas.com

Scrivo. Da quando ho iniziato a scrivere sapevo che un giorno sarebbe stato il mio lavoro. Nel 2012 mi sono diplomata in Art Direction e Copywriting alla ILAS e ho frequentato il Master in Social Media e Web Marketing e il Corso Annuale in Fotografia Pubblicitaria. Scrivo per ILAS Magazine e ho collaborato con la scuola alla realizzazione di eventi come il Behance Portfolio Review al Pan di Napoli, l'ILAS Sonorized Exhibition e alcune mostre alla The Gallery Studio. I miei amori sparsi sono: i gatti, Parigi, Ernest Hemingway, la pizza, Batman, le gomme del ponte di Brooklyn, Labyrinth, Ritorno ad OZ, le maratone (di serie-tv e film) e David Bowie.

Review overview