Tuesday, June 25, 2019
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Kartell presenta la Ai Chair – Philippe Starck e l’Intelligenza Artificiale

Philippe Starck mostra al mondo la Ai Chair, nata dalla sua recente collaborazione con l'azienda di design italiana Kartell e con l'intelligenza artificiale di Autodesk!

Il Salone del Mobile di Milano è un appuntamento annuale da non perdere per tutti gli amanti di Design e Applicazione funzionale.

Durante le varie edizione di questo hub dell’estetica domestica, non mancano eventi destinati a rimanere impressi nella mente dei designer, per innovazione e buon gusto.

La Kartell, marca molto rinomata per il design dei suoi sistemi di illuminazione, di arredo e di elementi domestici, nel settantesimo anno dalla sua fondazione, presenta una nuova tipologia e linea di sedia, concepita come mai è stato fatto prima.

La presentazione a sorpresa, fatta nel giorno di apertura dell’evento annuale di Milano, lancia nel mercato il primo modello di sedia, la Ai Chair, sviluppata da un algoritmo di intelligenza artificiale. Questa A.I. è capace di creare nuovi modelli di seduta rispettando specifiche richieste di input, pervenute in questo caso dal designer internazionale Philippe Starck.

Le informazioni generali su cui elaborare il design finale della sedia sono state di molteplici tipologie: dai requisiti di comfort a quelli strutturali, dalla resistenza ai canoni estetici di linee e forme, tipiche del design francese di Starck.

Nella realizzzazione di questa tecnologia, oltre al gusto di Starck, la Kartell si è avvalsa anche dell’azienda americana leader nella computer grafica 3D, Autodesk.

Così nasce la serie A.I. “pensata” dal connubio tra intelligenza artificiale ed intelligenza  umana, in quella che lo stesso designer e progettista francese definisce come “intelligenza naturale”.

Philippe Starck presenta al Salone del mobile 2019 la Ai Chair

“Quando Philippe mi ha sottoposto la sua idea e i risultati del lavoro fatto in collaborazione con Autodesk” -ricorda Claudio Luti, presidente di Kartell – “ho accettato subito la sfida di avviare una produzione industriale, su un progetto che per la prima volta non nasce dalla relazione diretta ovvero dalla dialettica tra me e lui in questi trent’anni di collaborazione.”

Autodesk, che ha partecipato attivamente allo sviluppo dell’ intelligenza artificiale dietro l’elaborazione della nuova tipologia di sedia, si dimostra entusiasta dell’idea del designer francese che ha dato il la a questo progetto rivoluzionario. Nelle vesti di Mark Davis, direttore senior del progetto “Design Futures”, l’azienda spiega come questo sia stato un passo fondamentale nella direzione di come Autodesk intende utilizzare la recente automazione tecnica dei software in quello che chiama “generative design”.

Philippe Starck, dal canto suo, come designer mostra un sano interesse verso quelle che sono le potenzialità offerte dall’ intelligenza artificiale. Non ne sembra spaurito, anzi, sembra ricercarla, come fosse un mezzo attraverso il quale far spiccare il volo alla sua mente.

“La A.I. Chair, è un simbolo che rappresenta un salto in avanti nella collaborazione tra uomo e macchina. In alcuni anni è possibile che io sia in grado di incrementare il mio potenziale creativo con questo strumento.”

Per Starck l’intelligenza artificiale è un modo per scrollarsi di dosso le limitazioni creative che anche una mente geniale inizia ad avere quando i suoi progetti, per via proprio del gusto che lo rende famoso, iniziano a somigliarsi troppo. Una sorta di umanesimo digitale: la macchina che aiuta l’essere umano ad espandere i suoi orizzonti, in una collaborazione pacifica che diventa creazione di nuove possibilità e non distruzione.

“Ho disegnato una dozzina di sedie, tutte ben fatte, intelligenti e variegate. Ma dopo tutti questi anni sono arrivato a pensare che queste provengono tutte dalla stessa testa, una testa che appartiene alla stessa specie animale e quindi con sempre la stessa intelligenza e logica. Mi stavo annoiando, ma poi ho scoperto l’intelligenza artificiale e le potenzialità offerte dai computer.”

Philippe Starck

Ricorda quindi la prima volta che ne fu attratto: “E’ stato quando ho visto il grande maestro di scacchi Garry Kasparov, battuto da un computer. Oggi siamo nella stessa situazione. La A.I. Chair è l’inizio di una grande libertà, una grande rivoluzione. Una rivoluzione che quella umana, non sa più offrire. Un modo per me, di uscire fuori dal ghetto creativo in cui mi trovo mentalmente”.

Questo positivismo nei confronti delle possibilità dell’intelligenza artificiale emerge da ogni sua frase.

Ed alla domanda sottile quanto affilata: “ Pensa che la tecnologia possa anch’essa divenire esempio di genio creativo?”  Stark risponde così :“Attualmente non è possibile a causa dei limiti fisici di memoria legati all’intelligenza artificiale. Quando crescerà e sarà capace di sviluppare un suo cuore e sentimenti personali, quando avrà paura e sentirà amore, quando avrà sogni e desideri, sarà in quel momento che potrà diventare un genio.”

Che sia il sogno di un moderno Icaro dalle ali di algoritmi e memoria? O le previsioni lungimiranti di un designer rivoluzionario?

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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