Wednesday, August 21, 2019
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GATE di Caterina Arciprete, mostra al Complesso di S. Domenico Maggiore

Tecniche svariate dell’illustrazione interconnesse tra loro e implementate dalla fotografia per comunicare un messaggio di apertura ed accoglienza. Poesia visiva, energia romantica per il pianeta

Gate

Chi è Caterina Arciprete

Caterina Arciprete nasce come illustratrice e scrittrice con quindici libri all’attivo per editori come Skira, Giunti, Artebambini, Electa.

Ha utilizzato la sua creatività in vari ambiti: come designer di gioielli per V. Oste, per opere ed allestimenti per Camomilla Italia showrooms, l’Aeroporto di Napoli, per la comunicazione di Eurofly e sviluppa opere su commissione per Garofalo-pasta.

Dal 2006 al 2015 lavora a New York dove partecipa per varie esposizioni col gruppo TSB (The Six Between).

Nel 2012 fonda bin-Born In Naples\ uiq– Unic Intelligence Quotient, una piattaforma Internazionale sulle comunità creative tra design, arte, moda e comunicazione, che analizza nuovi scenari della cultura contemporanea del made in Italy partendo dal sud della nostra penisola.

Le sue opere sono realizzate in tecnica mista utilizzando inchiostri, pastelli, acrilici ecc. e unendo la fotografia all’illustrazione.

La foto viene spogliata del suo involucro e resta l’energia dei segni

– Caterina Arciprete

GATE il varco aperto di Caterina Arciprete

Se il sonno della ragione genera mostri, Caterina Arciprete prova a sognare irragionevolmente, emozionalmente, aprendo tutti i varchi del suo mondo, annullandoli. Interconnettendoli.

Pastelli a cera e acrilici, olii e pastelli, chine e penne Bic… tecniche dell’arte dell’illustrazione divengono sorelle che si implementano di tavola tavola in tavola, di foglio in foglio, accompagnandosi, fondendosi tra loro e avvicendandosi tra curve e linee. Si cedono il campo per animare lo spazio come in un allegro gioco d’amore creando quell’armonia e ritmo che non ha geometrie numeriche. Perché pura. Impulsiva.

 

I confini sono uno dei malesseri determinati dall’uomo. Perché i confini li abbiamo inventati noi umani non per proteggerci ma per proteggere ciò che abbiamo tolto ad altri.

Il varco, il “gate” è un passaggio obbligato, quindi limitante. Qui e lì. Dentro e fuori. Aperto e chiuso. Ed è quella condizione dualistica che andrebbe rivista. Corretta. Annullata. O, almeno, azzerarne il lato restrittivo. Quello definito dall’uomo e non certo dalle sane e scientifiche leggi della natura.

GATE © Caterina Arciprete
GATE © Caterina Arciprete

Il GATE genera diversità

La diversità dei materiali grafici che convivono nello stesso spazio, sembra essere una metafora della convivenza multietnica. Ma non ci sono soltanto le tecniche di illustrazione messe a dialogare tra di loro, nei lavori di Caterina Arciprete. Il Gate, il varco, deve essere azzerato e, se non si può, lo si decostruisce per trasformarlo in HUB, elemento di connessione per nuove, diverse, svariate opportunità. E, nelle opere di Caterina Arciprete, sopraggiunge la fotografia: l’immagine del reale si connette con il segno grafico. Il reale, il canonico, l’esistente, dialoga con l’immaginazione, con l’impulso emozionale, con l’energia invisibile ma presente. Invisibile ma percepibile dal sensibile che materializza in tratti, nebulose, vortici, linee, intrecci sinuosi quel che Caterina Arciprete interpreta.

 

Fotografia e disegno si interconnettono. Il disegno viaggia in entrata o in uscita sulla sottile linea del bordo della foto. Che dipenda dal verso di lettura che sceglie l’osservatore o dalla composizione dell’opera, il senso è comunque unico: il GATE è uscita e entrata allo stesso tempo. Annientato.

E le stesse opere sono connesse tra loro, da bordo a bordo. Un po’ palindrome, un po’ mirror. O come una storia senza fine in cui tutto e tutti hanno un sottile legame di cui si fa parte imprescindibilmente dallo status religioso, razziale, gender, economico…

GATE © Caterina Arciprete
GATE © Caterina Arciprete

I romantici passano per ingenui, ma a volte sono proprio quelli che ristabilizzano un equilibrio nell’aria. Quell’aria contaminata dalle sporcizie determinate dal Potere, dall’arroganza, da un legiferare gretto… da tutto ciò che inficia sul benessere alla collettività.

La prima cosa che mi ha detto Caterina Arciprete quando l’ho incontrata, per parlarmi del suo lavoro, è stata che vorrebbe “aiutare a ridare al pianeta la sua identità”. Abbiamo sorriso su quest’affermazione, ma ben vengano i sogni. Ben vengano i colori e gli inchiostri che progettano quel mondo interconnesso.

GATE nasce come messaggio di apertura, di accoglienza, e dunque sarà divulgato anche in formato ridotto a tutti i viaggiatori presso l’aeroporto internazionale di Napoli che ha sostenuto il progetto.

 

 

La mostra GATE sarà presentata in due spazi espositivi:

Complesso Monumentale San Domenico Maggiore, Napoli

Sala della Biblioteca

6 Aprile – 5 Maggio

dalle 10 alle 18

 

Aeroporto Internazionale di Napoli

Spazio all’arte: Aprile – Maggio 2019

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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