Tuesday, April 23, 2019
Home / Fotografia  / Mostra fotografica di Federico Righi. I Flegrei: a state of mind

Mostra fotografica di Federico Righi. I Flegrei: a state of mind

Scorci dell’anima dei “Flegrei”, i passeggeri che transitano tra Montesanto e Torregaveta. Chimica umana, gli istanti inconsapevoli cotti al millesimo di secondo come messaggi subliminali

Federico Righi; I Flegrei: a state of mind

Chi è Federico Righi

Federico Righi è ingegnere e architetto. Ormai metà uomo e metà Leica. Scatta la sua prima foto a Ischia all’età di 5 anni con una Kodak Instamatic. Ha frequentato vari corsi di fotografia tra cui quello in cui incontra il Maestro Augusto De Luca, suo guru, mentore e col quale instaura un forte legame di amicizia.

È appassionato di street-photography e, come direbbe lo stesso Augusto De Luca, quando parla con qualcuno i suoi occhi perlustrano sempre tutto ciò che è intorno riprendendo con la sua Leica inavvertibili istanti umani.

È alla sua prima personale.

I Flegrei di Federico Righi

Federico Righi da oltre due anni riprende “i Flegrei”. Una grande famiglia. Indigena, multietnica, eterogenea, turistica, pendolare e che transita lungo il percorso della Cumana tra Montesanto e Torregaveta.

Le sue immagini congelano uno spaccato di vita contemporaneo che ti fan comprendere, tra l’altro, come i trasporti flegrei siano rimasti gli stessi nel tempo ma è cambiata la gente che li frequenta. Non trovi più gli operai diretti all’ILVA o alla Sofer o all’Olivetti, ma turisti diretti alle zone archeologiche di Baia, Pozzuoli, Cuma. Viaggiatori goethiani ma anche brambilliani o sgarrupati. E poi ragazzi di ultima generazione, nativi digitali che colorano di vita le attese dei treni, tra pensionati, famigliole e “amici pelosi”.

Un’umanità varia. Persone che si incrociano, si sfiorano, in vite parallele, tra scale mobili che salgono e che scendono e dove le panchine di una stazione sembrano l’approdo di ogni sentimento. Officina di produzione di sogni, segreti, amori. Arrivi e partenze di storie non dette, da raccontare. Storie silenziose di pensieri da ascoltare come farebbero gli angeli Damiel e Casssiel de’ Il Cielo sopra Berlino di Wim Wenders.

© Federico Righi

Tutti i viaggiatori che, per un motivo o un altro, si dirigono verso l’area flegrea, non appena sono nella stazione di Montesanto, già assaporano il loro viaggio attraverso quel tunnel del tempo, che rappresenta la porta all’area flegrea, quel tunnel che li catapulterà in una realtà che, a differenza di altre, è ancora pregna della presenza di un passato mitologico e che vede intatte proprie credenze, usi e costumi, nonché la semplicità e la genuinità.

– Federico Righi

Scorci dell’anima dei Flegrei di Federico Righi

Federico Righi dallo sguardo a laser. Federico dallo scatto nascosto. Senza vedere nel mirino per non condizionare i soggetti ripresi. Perché spesso colti a distanza ravvicinata. Federico Righi e il millesimo di secondo perché sa che esiste uno spazio temporale invisibile a noi umani ma che può intuire o prevedere solo chi osserva gli umani costantemente e avendone quindi un certo controllo sul loro ritmo espressivo. Quasi come uno strizzacervelli che continua ad osservare i comportamenti della gente anche quando termina il suo lavoro in studio.

Non è vero che per fare una buona fotografia occorre che occhio, cuore e mente siano sulla stessa lunghezza d’onda come diceva Bresson. Almeno non sempre. Perché sono tutti e cinque i sensi che possono essere messi in gioco per sintetizzare in uno scatto il percettibile.

Federico Righi infatti, gioca molto anche con l’udito… ‘recchie ‘e pulicano (orecchie da pellicano) diciamo a Napoli, riguardo chi ha udito fine, curioso, di chi non si fa i fatti suoi…

All’inaugurazione Federico Righi ha raccontato cosa si erano detti prima alcuni dei soggetti ritratti. Chi aveva appena litigato e come magicamente l’atmosfera dell’attesa flegrea li rimettesse in pace con un selfie.

Il ragazzo che istigava l’amico a scassarsi con un tour de force tra discoteche.

Ma Federico Righi è un po’ come l’angelo Damiel, ascolta e ruba anche i pensieri come quello di una mamma mentre carezza il figlio nel passeggino; riconosce l’intera storia che c’è dietro quel sorriso di ragazza che ascolta al telefono, intravede intese e prevede filarini, gelosie per il proprio cane…

© Federico Righi

Chimica umana, istanti inconsapevoli cotti al millesimo di secondo. Come quei messaggi subliminali, che raggiungono il cervello bypassando la percezione dell’occhio… Prevedere, sentire che qualcosa sta accadendo. Avverti che la ragazza sta per distogliere lo sguardo dal libro, qualcosa accadrà ed è quel modo di mordersi le labbra che sembra la chiave di violino di una partitura musicale di quella grande sinfonia suonata dalla presenza dei Flegrei.

 

I Flegrei: a state of mind

Mostra fotografica di Federico Righi

Dal 30 marzo al 12 aprile 2019

Rassegna ARTinGARAGE a cura di Gianni Biccari

Presso Art Garage, Viale Bognar, 21 – Pozzuoli

Lun ven 10-22 Sab 10-20 Dom chiuso

Ingresso libero

 

Presentazione del catalogo della mostra: 8 aprile ore 17.00

Nel corso della serata Arturo Delogu leggerà alcuni suoi brevi racconti ispirati alle storie de “I Flegrei”.

 

Questo lavoro è stato sostenuto e patrocinato dall’EAV e dal Comune di Pozzuoli in quanto è una iniziativa contro il sistema della camorra.

I Flegrei: a state of mind
© Federico Righi

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

Review overview