Thursday, September 19, 2019
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Facebook: in arrivo una nuova piattaforma “privacy-focused”

La coda lunga di Cambridge Analytica: Facebook cambierà, e anche noi. Zuckerberg spiega le novità in arrivo tra messaggi, gruppi e storie

facebook

Facebook è una piazza virtuale, un luogo in cui incontrare centinaia, migliaia di persone. Con questa immagine Mark Zuckerberg ha aperto una lunghissima nota pubblicata lo scorso 6 marzo sulla sua pagina Facebook. Un’immagine romantica, se vogliamo, che un po’ tutti abbiamo usato per parlare della diffusione su ampia scala del social network negli ultimi anni. Peccato che oggi — così continua Zuck — le persone si sentano più a loro agio in piccoli salottini privati, nei club e locali che nascono intorno alla piazza, ma che sono meno visibili. E meno caotici. E anche meno difficili da gestire.

Seth Godin dice: “Non cercare clienti per i tuoi prodotti, ma cerca prodotti per i tuoi clienti”. E sembra che la lezione di Godin sia stata appresa bene da Zuck. Le persone cambiano: i prodotti devono adeguarsi ai cambiamenti e cambiare anche loro.

I dati parlano chiaro:

– le app di messaggistica piacciono, vengono usate tanto e percepite come sicure;

– i formati di contenuto volatili, non permanenti ed estemporanei piacciono alle persone. E anche i brand stanno iniziando a divertirsi;

– la privacy è un argomento così delicato e sensibile da richiedere più di una casellina da flaggare: deve essere al centro del prodotto. Beh, forse è più semplice costruire una piattaforma ex novo, che parta da un severo lavoro sulla privacy, che sistemare le falle della piattaforma attuale. Privacy first;

piccoli gruppi e messaggi privati ci permettono di sentirci sicuri, condividere idee, contenuti e dati sensibili, pagare con sicurezza ed esprimerci, senza timori.

But now, with all the ways people also want to interact privately, there’s also an opportunity to build a simpler platform that’s focused on privacy first.

uomo lavora con computer smartphone e tablet

Dall’ammissione di colpa alle promesse per il futuro

Zuckerberg parte da una chiara ammissione: sappiamo di non avere una buona reputazione in merito alla privacy, ma abbiamo dimostrato di saper accogliere le richieste dei nostri clienti e di saper cambiare ed evolvere.

“[…] we don’t currently have a strong reputation for building privacy protective services. But we’ve repeatedly shown that we can evolve to build the services that people really want, including in private messaging and stories”.

Il riferimento ai fatti di Cambridge Analytica è chiaro. Ed è evidente che per sopravvivere e prosperare sia necessario cambiare. Il futuro? Un nuovo servizio con alti livelli di privacy e protezione delle informazioni; contenuti temporanei, che non restano online per sempre; messaggistica privata e strumenti per comunicare in piccoli gruppi e comunità.

Zuckerberg chiarisce di essere già al lavoro e di stare sviluppando un nuovo servizio, parallelo alla piattaforma che conosciamo e usiamo, e che si baserà su una serie di principi:
interazioni private, luoghi intimi in cui scambiare liberamente informazioni e messaggi;

crittografia, e impossibilità di avere accesso alle informazioni e ai contenuti scambiati tra le persone;

riduzione della durata dei contenuti: saranno le persone a scegliere quanto far durare la pubblicazione;

sicurezza massima;

interoperabilità, ossia possibilità di usare i servizi e le app in maniera fluida, passando da una all’altra liberamente;

archiviazione sicura dei dati.

Alla base di tutto le interazioni private

I social network possono essere molto utili, per sviluppare brand, vendere prodotti, entrare in contatto con community e influencer, ma la sensazione è quella di trovarsi in una grande piazza affollata. Le persone hanno invece bisogno di gestire i loro contatti e le loro relazioni in modi più intimi e privati, come succede su whatsapp, dove anche i contenuti pubblici sono visibili a un numero limitato e controllato di persone.

In a few years, I expect future versions of Messenger and WhatsApp to become the main ways people communicate on the Facebook network.

E ancora: “In futuro aggiungeremo funzioni che permetteranno alle persone di comunicare in modo più privato, sicuro, veloce e semplice, con funzioni aggiuntive per interagire privatamente con amici, gruppi e aziende. Se riusciremo, permetteremo di interagire con amici e familiari su Facebook in modo che sia un’esperienza molto più privata, senza permettere accesso ad hackers, criminali, governi o anche alle persone che hanno sviluppato la piattaforma stessa”.

Privacy e sicurezza: un equilibrio necessario

Se è vero che la privacy può essere assicurata solo dall’uso di tecnologie basate sulla crittografia end-to-end, è anche vero che l’impossibilità di accedere ai contenuti non permette un controllo sull’uso che viene fatto della piattaforma. Questo vuol dire che risulta ad esempio impossibile bloccare comportamenti dannosi e pericolosi ad opera, ad esempio, di criminali, pedofili e terroristi. Per questo Facebook sta lavorando per permettere l’individuazione di pattern comportamentali in grado di allertare i sistemi di sicurezza, pur senza accedere ai contenuti specifici delle conversazioni.

Il problema della permanenza

Stiamo passando da una situazione in cui tutto ciò che pubblichiamo lascia tracce indelebili online, alla possibilità di stabilire cosa e quanto debba essere visibile. Per la prima volta lo stesso Zuckerberg sottolinea quanto possa essere problematico gestire la propria storia online: potrebbe essere un problema dover giustificare da adulti le foto condivise quando eravamo adolescenti.

Anche per questo, le stories e i contenuti effimeri stanno riscuotendo grande successo. E di questo bisogna tener conto per progettare la piattaforma social del futuro.

la risposta di Zuckerberg a Navarra

Il ruolo delle aziende sui social

Su questo punto Mark Zuckerberg non lascia intravedere molto: alla domanda diretta di Matt Navarra, risponde con un generico riferimento al fatto che la piazza virtuale resterà a disposizione delle aziende, mentre le persone si ritroveranno nei club privati e nei salotti.

Una cosa è certa: cambierà il nostro modo di lavorare con le aziende sui social, cambieranno i luoghi in cui entrare in contatto con brand e aziende, ma non smetteremo di fare pubblicità e di avere spazi per entrare in contatto con le persone.

Dovremo forse dedicare maggiore attenzione a forme diverse per restare in contatto con clienti attuali e raggiungere clienti potenziali: credo assumerà sempre maggiore importanza il buon vecchio passaparola, l’unico che avrà accesso alle aree private e ai “salotti privati” tanto amati dalle persone.

info@macome.net

Da oltre dieci anni mi occupo di comunicazione online. Colleziono libri, taccuini e penne colorate. Amo osservare e imparare. Non potrei vivere senza caffè, computer e smartphone.

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