Tuesday, June 25, 2019
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Viaggio a Tecla e Moriana, di Lorenzo Leone all’Art Garage di Pozzuoli

Le Città Invisibili di Italo Calvino ispirano il giovane fotografo appassionato di fotografia di architettura e paesaggio. Tecla e Moriana viste tra ironia e sarcasmo di una fotografia ermetica

Lorenzo Leone, Viaggio a Tecla e Moriana

Chi è Lorenzo Leone

Lorenzo Leone, classe 1981 è alla sua prima mostra personale.

Abbastanza autodidatta.

A Lorenzo Leone interessa leggere le connessioni sul territorio tra architettura, paesaggio, intervento dell’uomo, contaminazioni urbanistiche indotte e spontanee.

Osserva i lavori dei fotografi che più lo affascinano relativamente al genere di fotografia che gli interessa: Guido Guidi, Gabriele Basilico, Luigi Ghirri

Gli piace ascoltare di fotografia direttamente dalla voce dei fotografi.

L’ispirazione calviniana di Lorenzo Leone

A volte un certo genere di fotografia può sembrare déjà vu, ridondante, una sorta di emulazione dello stile dei propri maestri. Ma è la superficie che può ingannare perché la differenza dipende dal contesto in cui certi lavori vengono concepiti. Dal significato trasversale di ciò che le immagini mostrano e raccontano. Se una fotografia di architettura può somigliare alle tante altre del suo genere perché è ben basculata, a bolla, dalle atmosfere ghirriane un po’ in high-key, è il “messaggio dentro” che va invece letto e che fa la differenza. I gemelli sono diversi e la diversità ha innumerevoli sfumature, impercettibili, se guardata ma non osservata. A volte incomprensibile, se non si è destinatari.

Viaggio a Tecla e Moriana © Lorenzo Leone
Viaggio a Tecla e Moriana © Lorenzo Leone

Il lavoro in mostra di Lorenzo Leone, non è un puro esercizio di stile basato sulla nuda, pura e cruda documentazione fotografica urbanistica.

Lorenzo Leone, ispirandosi a Le città invisibili di Italo Calvino, ha assegnato un sapore ironico e sarcastico al filo che collega le sue immagini. Come se avesse aggiunto al testo di una canzone la sua partitura musicale.

Sono immagini che sono prodotte perché c’è un “testo” che le accompagna. Un concept.

Come se fossero “canzoni silenziose”, le immagini contengono un “segreto” che può giungere solo al destinatario sensibile, a chi già possiede l’adeguato background per la lettura, lasciando poco spazio all’interpretazione. Azzarderei a parafrasare l’ermetismo, quella letteratura indecifrabile per il profano ma che trasmetteva messaggi proibiti colti dai soli diretti interessati.

Fotografia ermetica. Fotografia portatrice di messaggi celati…

Viaggio a Tecla e Moriana © Lorenzo Leone
Viaggio a Tecla e Moriana © Lorenzo Leone

Lorenzo Leone con una prima sequenza di immagini nel percorso espositivo, ricorda Tecla, una delle città invisibili di Calvino, quella sempre in costruzione, senza una data di consegna e ne riporto uno stralcio:

Chi arriva a Tecla, poco vede della città, dietro gli steccati di tavole, i ripari di tela di sacco, le impalcature, le armature metalliche…

… “Perchè la costruzione di Tecla continua così a lungo?”…

… “Perchè non cominci la distruzione – rispondono (gli abitanti)”…

… “Che senso ha il vostro costruire? Qual’è il fine di una città in costruzione se non una città? Dov’è il piano che seguite, il progetto?”

“Te lo mostreremo appena terminata la giornata; ora non possiamo interrompere” rispondono.

Il lavoro cessa al tramonto. Scende la notte sul cantiere. E’ una notte stellata.
“Ecco il progetto” – dicono.

E così, dalla Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte al Palazzo d’Avalos in via dei Mille, passando per Edenlandia… tra impalcature di tubi Innocenti e maxi-banner pubblicitari che ne rivestono le strutture talvolta restituendone una certa tridimensionalità interattiva, si assapora l’eternità della città sempre in costruzione, mai ferma, perpetuo cantiere aperto. La città che non vuole morire.

E poi, quasi come un naturale corso della vita, nella sequenza delle foto di Lorenzio Leone affisse alle pareti, la stessa città diventa Moriana, altra città invisibile di Italo Calvino. Quella dalle facciate splendenti, riflettenti, trasparenti ma che, proprio con quel suo ostentare luccichii, ne ottenebra il retro, quello trascurato, abbandonato a se stesso. Come una venditrice di fumo. Come l’abito che non fa il monaco. Come certe scenografie di Cinecittà dove dietro c’è il nulla o grovigli di cavi e attrezzi di scena.

Probabilmente ogni città è Tecla e Moriana messe insieme. Due realtà che convivono. Forse anche più di due. Eh sì, perché in realtà Napoli (e dintorni) è uno dei territori più complessi, dai mille contenuti urbani… è “mille culure”.

Viaggio a Tecla e Moriana © Lorenzo Leone
Viaggio a Tecla e Moriana © Lorenzo Leone

Si tratta in fondo di un Viaggio che può essere intrapreso con l’accezione data da Marcel Proust ne “Alla ricerca del tempo perduto” secondo cui “L’unico vero viaggio, l’unico bagno di giovinezza, sarebbe non andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi, vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, vedere i cento universi che ciascuno vede, che ciascuno è”.

 

Viaggio a Tecla e Moriana, di Lorenzo Leone

Rassegna fotografica ARTinGARAGE curata da Gianni Biccari col supporto organizzativo di Emma Cianchi, Veronica Grossi e Ylenia Lessoni

Art Garage, Viale Bognar 21 a Pozzuoli

Dal 2 al 15 marzo

Lun-ven 10.00-22.00; sab 10.00-20.00, domenica chiuso

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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