Thursday, July 18, 2019
Home / Focus  / Fortnite spiegato dai miei figli: balletti, armi e nuovi linguaggi

Fortnite spiegato dai miei figli: balletti, armi e nuovi linguaggi

Quando ascolti tuo figlio parlare con un amico al telefono e non capisci più di un terzo delle cose che si dicono, forse è arrivato il momento di fare (e farsi) qualche domanda.

fortnite

“Aiuto, mi stanno killando!”
“Cosa dici, amore?”
“Mi stanno killando… lo sapevo, dovevo camperare!”

 

Ecco l’estratto di una delle conversazioni che una mamma Gen X potrebbe avere con i suoi figli Gen Y. La distanza di una lettera non esprime a sufficienza le differenze enormi tra le dinamiche, i linguaggi e i gusti di due generazioni. In pochi anni il numero di piattaforme, social network e linguaggi è aumentato a dismisura ed è spesso difficile seguire con la dovuta attenzione tutte le novità.

Un terreno di osservazione forse più immediato è rappresentato proprio dal linguaggio: quando ascolti tuo figlio parlare con un amico al telefono e non capisci più di un terzo delle cose che si dicono, forse è arrivato il momento di fare (e farsi) qualche domanda. Anche la comunità scientifica si sta interrogando sulle abitudini e i comportamenti delle nuove generazioni. I toni sono spesso allarmistici e non sempre senza motivo. È chiaro che un uso indiscriminato, privo di controlli e prematuro delle tecnologie e piattaforme online possa avere effetti anche molto gravi sulla psiche in formazione di adolescenti e preadolescenti. Ma credo che rifiutare il contatto con questi strumenti in maniera netta e indiscriminata possa portare a effetti altrettanto gravi.

Comprendere ciò che sta accadendo, avvicinarsi al linguaggio che usano, capire come ragionano e quali modelli di riferimento stanno adottando, forse è il primo passo per tenere sotto controllo fenomeni a noi ancora ignoti e oscuri. Per questo, in una tranquilla domenica pomeriggio di fine febbraio, armata di computer, ho fatto qualche domanda ai miei figli, Walter, 12 anni e Francesca 9 anni.

N – Walter in breve cos’è Fortnite?

W – È un gioco online che presenta due modalità: Battle Royale, gratuita, che è un pvp [N.d.r. Player versus player] online e la seconda, Salva il Mondo che è disponibile a pagamento.

 

Una delle cause del successo di Fortnite è stata la disponibilità del gioco in versione gratuita, unita alla possibilità di giocare praticamente su qualsiasi device: tablet, smartphone, console e computer.

N – In che consiste il gioco?

W – La modalità Battle Royale ha uno scopo semplice: essere l’ultimo sopravvissuto. All’inizio ci si lancia da un bus che sorvola l’isola dove avrà luogo la Battle Royale. Ma prima di lanciarsi è anche possibile ringraziare l’autista con un gesto di cortesia. Non so perché lo abbiano inserito… forse come segno di buona educazione.

 

Gli sviluppatori del gioco hanno introdotto elementi di ritualità, pratiche note solo ai giocatori, che sono passate velocemente anche offline, ripetute da calciatori, vip e personaggi noti.

N – E poi?

W – Una volta lanciati, si può aprire un paracadute oppure andare in picchiata, finché il paracadute si apre automaticamente. Ah, dimenticavo: prima di lanciarsi si può aprire una mappa e scegliere dove atterrare.

 

Uno dei punti di forza del gioco è la sua relativa semplicità: le azioni da compiere sono piuttosto facili e chiunque può portare a termine la sua missione anche se non è un giocatore esperto o non ha mai giocato in vita sua. Fortnite è molto diffuso anche nella fascia d’età che va dai 7 ai 13 anni, tra bambini davvero troppo piccoli per gestire attività di gioco molto complesse.

N – Ok, chiaro. Ma sei solo a giocare o giochi in gruppo?

W – Dipende. Battle Royale ha più modalità: singolo, squadra e coppia. Nella modalità singolo sei da solo e non c’è nessuno che ti aiuta. In modalità squadra ci sono altri giocatori che ti aiutano e che non possono uccidersi tra loro. In coppia si è solo in due e ci si aiuta a vicenda.

 

I game hanno una durata limitata, che si aggira intorno ai 20 minuti. Non ci sono livelli da superare e il gioco di squadra permette ai giocatori di rigenerarsi e riprendere a giocare nel caso vengano eliminati prima dei compagni di squadra.

N – Online ho trovato dei siti in cui i player cercavano dei clan: che vuol dire?

W – Sinceramente non lo so… magari chiediamo ad Antonio, lui è uno shoppone

 

Il linguaggio aiuta a rinforzare il senso di comunità: se non capisci quello che diciamo, sei fuori dal gruppo. A diffondere questo vocabolario di nuovi termini e neologismi ci sono gli youtuber, giocatori che condividono con i follower partite, i trucchi e consigli.

N – Shoppone?!?

W – È chi spende soldi per acquistare skin, picconi, paracaduti o altro.

F – Mamma i giocatori (players) sono divisi in gruppi in base al loro comportamento all’ interno del gioco. Gli “shopponi” sono quelli che spendono soldi reali per armi, picconi, balletti ed altri optional; i cosiddetti “nabbi”, italianizzazione della parola “noob”, cioè “perdente”, sono appunto quelli che hanno appena iniziato a giocare, non sono molto bravi. Tutto il contrario sono i “pro” o, più precisamente, i “pro gamer”. Questi ultimi sono i più esperti, hanno skin fortissime e sono capaci di killarti prima che tu possa dire “noob”. A proposito, killare vuol dire uccidere!

 

Tra i ragazzi più giovani succede spesso che anche chi non ha mai giocato conosca tutto di Fortnite: i video più seguiti su YouTube infatti mostrano partite di giocatori esperti che, con i loro consigli e con il loro commento, permettono agli spettatori di capire come replicare azioni e mosse.

N – Mmm… quindi ci sono anche oggetti da acquistare? 

W – Sì, per modificare l’aspetto dei giocatori e degli oggetti. Costano in media dai 5 ai 20 euro.

 

Un modello di business vincente per la società che ha sviluppato il gioco, anche se non tutti gli upgrade sono a pagamento. Non è raro che i ragazzi per il loro compleanno chiedano crediti da usare su Fortnite.

N – Walter, come hai conosciuto Fortnite?

W – Un amico me ne ha parlato e mi ha invitato a partecipare all’evento di Marshmello, un famoso dj.

 

Pare davvero non si parli di altro: già tra i ragazzini delle elementari ci si dà appuntamento online per giocare partite in gruppo. In media i ragazzi passano dalle 2 alle 3 ore al giorno a giocare.

N – Sì, ricordo. Come è stato questo “concerto” dentro Fortnite?

W – Qualche minuto prima dell’inizio siamo entrati in gioco ed è apparso un gigantesco timer nel cielo che segnava i minuti mancanti all’inizio dell’evento. Quando è arrivato a zero è comparsa la skin di Marshmello davanti a un palco gigantesco. Poi è partita la musica e sono sparite vita e inventario…

 

L’evento di Marshmello rappresenta una prima “invasione di campo”, un modo per aumentare ancor di più la notorietà del gioco e che apre la strada a interessanti integrazioni tra il mondo del gaming e quello della musica.

N – La vita?

W – Su Fortnite ogni giocatore ha 100 punti vita che si perdono quando si viene colpiti da armi da fuoco o picconi. Inoltre ci sono alcune ampolle che si trovano nelle casse e che ti danno lo scudo, cioè dei punti vita aggiuntivi. L’inventario invece è costituito da 6 spazi dove si visualizzano gli oggetti che hai raccolto. Le munizioni però non si mostrano nell’inventario. Inoltre con un piccone o con le armi da fuoco si possono distruggere alberi, muri e costruzioni, guadagnando così dei materiali con cui creare scale, muri o intere fortezze.

 

L’azione principale del gioco, oltre alla raccolta di armi e oggetti, è quella di distruggere oggetti: con poche combinazioni di tasti è possibile portare a termine una partita e accumulare punti, materiali e vite.

N – Ma si gioca sempre con amici? E come si invitano?

W – Sì, nella modalità coppia o squadra si possono invitare gli amici cercando il loro nome su Fortnite.

 

Ci vediamo su Fortnite per giocare! Questa logica di gioco condiviso facilita la diffusione del gioco e funge anche da leva psicologica per i genitori di ragazzi meno presenti sulla piattaforma. Spesso i genitori permettono ai propri figli di giocare per evitare di farli sentire esclusi dal gruppo dei pari.

N – Ma parlate tra di voi mentre giocate?

W – Si può fare sempre tramite il gioco, in una chat vocale, oppure in chiamata su Whatsapp.

 

La chat è accessibile a chiunque e permette anche di ascoltare altri giocatori, anche sconosciuti, che abbiano attivato gli altoparlanti. Da spettatrice e madre, è una delle aree da controllare con maggiore attenzione: i ragazzi possono parlare con chiunque, in qualunque parte del mondo e scambiarsi informazioni, contatti e numeri di telefono. C’è anche la possibilità di loggarsi via Facebook, per verificare quali amici sono iscritti al gioco e invitarli a fare squadra.

N – C’è altro che dovrei sapere per non essere proprio una noob [N.d.r. principiante]?

W – In modalità Salva il Mondo, dopo una tempesta che ha spazzato via il 98% della popolazione mondiale, ti ritrovi in una landa post apocalittica e devi difenderti da alcuni mostri. Puoi salvarti costruendo fortini e trovando armi. Per giocare si può acquistare il pass battaglia che dà diritto a skin gratuite e missioni. Queste missioni permettono di vincere delle stelle che variano in base alla difficoltà della missione. Più stelle accumuli, più è alto il livello del tuo pass battaglia, più premi ricevi. Il pass battaglia può arrivare fino al livello 100 e ce n’è uno nuovo per ogni nuova Season.

 

Le novità e gli upgrade continui rendono il gioco sempre nuovo e attirano i giocatori meno attivi.

N – Season tipo autunno-inverno?

W – Noooo, le season sono dei periodi  in cui escono nuove armi, skin e altri oggetti acquistabili o disponibili nel gioco. Adesso siamo alla 7 e tra poco uscirà la 8.

N – Noto che usate tra di voi delle parole strane… almeno per me. Me ne dici qualcuna?

W – Hittare vuol dire colpire, camperare vuol dire nascondersi e stare immobili finché non arriva un avversario da poter hittare e poi killare, ovvero uccidere. C’è anche headshot, ossia il colpo in testa, che toglie più punti vita degli altri ed è il colpo divino di Fortnite.

F – C’è anche spawn, nascita e relativo inizio del gioco, respawn, rinascita dopo la morte e spawn point, punto di nascita.

N – Dove ci si aggiorna per sapere le ultime novità?

W – Ci sono vari siti che parlano delle novità, ma anche alcuni youtuber tipo CaptainBlazer o Ninja, il più grande giocatore di Fortnite al mondo.

 

Al termine dell’intervista abbiamo scaricato e installato il gioco, impiegando circa un’ora tra download e avvio. Le partite sono effettivamente molto brevi e sia Walter che la piccola Francesca non hanno avuto difficoltà a portare a termine la loro missione, pur non avendo mai giocato. Al termine, ho disinstallato il gioco: penso si possa vivere bene anche senza. Ho letto molte analisi e commenti sul tema, di cui farò comunque tesoro:

– Vigilare sempre sui ragazzi e non lasciare libertà di accesso incontrollata ai giochi

– Rendere il gioco un’occasione da condividere in famiglia: una sfida contro mamma e papà fa ancora gola, soprattutto ai più piccoli

– Usare il gioco come premio, una sorta di bonus, da guadagnare svolgendo alcuni compiti (spazzatura, spesa e ovviamente rendimento scolastico)

– Parlare con i ragazzi e i loro amici, chiedendo informazioni anche sui loro progressi, sulle partite e sui video che hanno guardato. Non servirà ad essere considerati parte del clan, ma migliora molto l’intesa 🙂

POST TAGS:

info@macome.net

Da oltre dieci anni mi occupo di comunicazione online. Colleziono libri, taccuini e penne colorate. Amo osservare e imparare. Non potrei vivere senza caffè, computer e smartphone.

Review overview