Saturday, December 14, 2019
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A Torino nasce The Phair: la prossima capitale italiana della fotografia

Non ci saranno temi o sezioni, ma un’unica grande riflessione su cosa sia oggi l’immagine, su come venga trattata, fruita, pensata, senza porci la questione della divisione netta tra fotografi puri e artisti che lavorano con le

THE PHAIR

The Phair

Nasce a Torino The Phair, una importante fiera della Fotografia internazionale.

Trentotto grandi gallerie italiane per la prima edizione della fiera ideata dal fondatore di The Others, con Lorenzo Bruni in comitato di direzione.

Debutto in primavera, in vista di un nuovo festival di fotografia a Torino nel 2020.

Nel mese di maggio a Torino ci sarà la prima edizione di The Phair, la fiera della fotografia, da una idea di Roberto Casiraghi, fondatore già di The Others.

 

Dal 2 al 5 maggio 2019 all’ex Borsa Valori di Torino arriveranno 38 gallerie italiane democraticamente divise in stand tutti uguali di 20 metri quadrati ciascuno per inaugurare la prima edizione di The Phair.

 

La nuova fiera torinese è il primo step verso il un nuovo Festival di Fotografia di Torino 2020, il grande appuntamento che dal prossimo anno la città di Torino è pronta ad accogliere. Il capoluogo piemontese vuole infatti candidarsi a diventare in Italia quello che Parigi è in Francia con Paris Photo. Allo stesso tempo si è voluto alleggerire il numero di fiere che si svolgono nella città sabauda a inizio novembre, spostando questi nuovi appuntamenti dedicati alla fotografia in primavera.

Afferma Casiraghi:

Ci attrezziamo perché l’anno prossimo, nel 2020, probabilmente un po’ in anticipo sulla data di quest’anno, ci sarà il Festival della Fotografia fatto, su indicazione del Ministero dei Beni Culturali, da CAMERA, dalla Città, dalla Regione, ecc.”, conclude Casiraghi. “Sarà la prima edizione di un grande festival che nasce come il tentativo degli enti locali di costruire un’occasione legata sempre all’arte contemporanea, ma in primavera, e allargare lo spettro che oggi è concentrato solo a novembre”.

Le Gallerie

Saranno in tutto 38 gallerie, solo italiane, divise in stand tutti uguali di 20mq ciascuno, selezionate da un “comitato di orientamento”, formato da curatori e collezionisti ancora in via di definizione, ma con un componente già noto: il neodirettore di The Others FairLorenzo Bruni. “Per le sue dimensioni così compatte questa fiera è quasi simile a una piccola biennale, dove chiediamo ai galleristi di ripensare questo piccolo spazio a disposizione con un progetto speciale, come se stessero impaginando un libro”, ci spiega Bruni. “Il nostro è un comitato di direzione dei lavori in generale. Non ci saranno temi o sezioni, ma un’unica grande riflessione su cosa sia oggi l’immagine, su come venga trattata, fruita, pensata, senza porci la questione della divisione netta tra fotografi puri e artisti che lavorano con le immagini. Vogliamo andare oltre, abbattere le barriere, rimischiare le carte”.

La fiera nasce a Torino, in un momento molto favorevole per la fotografia, tra la presenza da qualche anno del Centro per la fotografia CAMERA e la nascita l’anno scorso di Fo.To Fotografi, a Torino, rassegna in 70 sedi promossa dal Museo Ettore Fico, pronto per la sua seconda edizione proprio in concomitanza con The Phair che anticiperà anche un altro importante evento in città.

Quando


Data/e: 2 Maggio 2019 – 5 Maggio 2019
Orario: 10:00 – 18:00


Dove


Ex Borsa Valori
Via San Francesco da Paola, 28 – Torino

THE PHAIR OFFICIAL WEBSITE

info@federicacerami.it

Mi chiamo Federica Cerami, vivo a Napoli e mi occupo di fotografia e di arteterapia. Mi sono laureata in Architettura a Venezia con una tesi su “Il ruolo della fotografia nella lettura del territorio urbano”. Ho conseguito un diploma in Arteterapia scegliendo di specializzare i miei studi nella Fotografia Terapeutica. Insegno critica fotografica ad utenze diversificate, curo mostre di fotografia, organizzo eventi fotografici e conduco laboratori di arteterapia. Guardo alla fotografia cercando sempre di conoscere il“mondo”dell’autore; mi interessa l’aspetto comunicativo della fotografia, perché è l’elemento fondante del processo fotografico che va ben oltre le questioni tecniche. Mi piace pensare che la fotografia lasci una impronta, un segno quasi indelebile che parla del suo autore ma al tempo stesso parla anche del suo spettatore. Le fotografie raccontano storie di vita e costruiscono ponti tra le persone.

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