Tuesday, June 25, 2019
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Font For Freedom – la grafica che combatte la censura

Un progetto di Reporter Senza Frontiere per ricordare i quotidiani che nel corso del 2018 sono stati soppressi da regimi liberticidi e che riaccende i riflettori sulle voci spente dei giornalisti

Font For Freedom è un progetto di Reporter senza Frontiere per tenere viva la memoria dei quotidiani censurati e soppressi nel corso del 2018.

Un progettista che ha fatto grandi e belle cose in Italia e che ha scritto la storia della nostra (e non soltanto) grafica, Albe Steiner scriveva che:

il grafico di fronte al pubblico ha una grande responsabilità. Il grafico che si rispetti deve ritirarsi quando capisce che il prodotto è scadente. Può influire negativamente sullo sviluppo di un bambino, per esempio, o sullo sviluppo culturale della gente.

Albe Steiner, Il Mestiere del grafico, Einaudi, Torino, 1997.

Si tratta di una posizione politica, nel senso più ampio del termine: ha a che vedere con la capacità di sentirsi partecipi della società anzi, protagonisti ciascuno secondo le proprie attitudini e capacità.

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Mi è tornata in mente questa citazione guardando Fonts for Freedom, lo spot di Reporter Without Borders realizzato da Serviceplan e on air in questi giorni in Germania.

Più che lo spot in sé, colpisce l’operazione che racconta: in primo luogo ci informa che nel corso del 2018 molti quotidiani sono stati soppressi, spesso per censura.

L’associazione di Reporter Senza Frontiere ha voluto trovare un modo per far sì che questi giornali pur non essendo più pubblicati, venissero comunque ricordati: sono stati ricostruiti i font con cui erano impaginati nove di queste pubblicazioni, e sono stati forniti ai più diffusi quotidiani nazionali, che li hanno usati per un giorno al posto dei propri, raccontando ai lettori il progetto FFF (che fa il verso al formato .tff che è quello utilizzato dai computer per i font).

A fare da sfondo a questa campagna la visita di Erdogan in Germania, alla fine dell’estate 2018, dal momento che il premier turco – che è stato accolto da manifesti scritti con i font dei quotidiani che aveva soppresso – si è reso protagonista di un’opera di repressione che non eravamo più abituati a vedere alle porte dell’Europa.

Per aiutare a ricordare giornali e giornalisti la cui voce è stata spenta, molti altri font sono stati resi disponibili sul sito dell’iniziativa e la campagna ha coinvolto 132 paesi e generato oltre 2.7 milioni di interazioni. Senza dubbio un successo e la dimostrazione che la grafica può davvero avere un ruolo di promozione sociale.

Resta però sospesa una domanda cui difficilmente sapremo dare una risposta: ricordare è salvare?

darialr@gmail.com

Copy dal 2002, content editor dal 2004, curiosa dal 1978. Una donna che ama la sintesi.

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