Tuesday, June 25, 2019
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Urban Landascape, la visione urbana minimale e surrealista

Le immagini di De Rossi, pur cancellando la visibilità della presenza umana, diventano un inno alle forme della vita che abbracciano l'uomo nel suo agire quotidiano e una spinta a sognare di andare oltre il

© Gianfilippo De Rossi

Urban Landscape è l’ultimo progetto fotografico di Gianfilippo De Rossi, fotografo Italiano residente a Los Angeles.

De Rossi nel 2006, da Roma si trasferisce a Los Angeles per studiare fotografia.

Lavora come operatore televisivo e videomaker, si forma come fotografo e incontra Douglas Kirkland, leggendario fotografo con cui collaborerà per diversi anni.

Il suo lavoro è sempre incentrato sulla street photography, il foto giornalismo e il reportage.

Dal 2015 inizia una svolta: De Rossi ricerca nuovi stimoli fotografici mai sperimentati prima: nasce così Urban Landscape un progetto molto differente incentrato sull’architettura, prevalentemente di Los Angeles. Racconta De Rossi:

Urban Landscape è un progetto che porto avanti da più di tre anni.

Nasce dall’esigenza di trovare nuovi stimoli nella composizione e nell’architettura della città di Los Angeles. In una megalopoli di oltre dieci milioni di persone la sfida è trovare spazi minimali colorati, assenti dalla presenza umana. È una costante ricerca del posto giusto al momento giusto. Lo scopo è concentrarsi sul tono, la geometria, l’armonia di linee e colori.

Non mi ero mai interessato alla fotografia astratta o minimale, vengo da un percorso diverso, dalla street photography e dal giornalismo, in linea di massima come fotografo ho sempre avuto interesse per l’essere umano. Da ormai dodici anni vivo stabilmente a Los Angeles, in California, dove Urban Landscape è stato scattato.

Avevo bisogno di trovare dei nuovi stimoli e delle nuove idee fotografiche, e di riconciliarmi con l’architettura di Los Angeles che fino, a due anni fa, non avevo mai particolarmente amato.

Così, ispirato anche dai quadri di Hockney e di De Chirico, e dalle fotografie di Franco Fontana ho spostato la mia attenzione sui colori, le geometrie e la creatività di composizione che potevo trarre da ciò. Ora amo focalizzarmi sul colore ogni volta che il sole lo illumina e lo rende brillante.

Cerco sempre di trovare situazioni in cui più colori possano sposarsi in un’unica composizione.

Quando passo dei periodi in Italia cerco sempre di scattare delle fotografie in questo stile; non sempre è possibile, anche per via di una diversa tonalità nelle architetture delle nostre città, ma riesco a farle anche qui”.

Trovo che Urban Landascape sia una ricerca molto interessante, nella quale lo sguardo si perde con vivacità, posandosi, di volta in volta, su frammenti di architettura decontestualizzati che, ponendosi allo spettatore in una visione fuori scala, conferiscono all’immagine un’aurea surreale.

Dal minimalismo di queste immagini la componente surrealista trova una sua giusta collocazione. I surrealisti utilizzavano la fotografia per far emergere gli aspetti più profondi e sorprendenti della quotidianeità. Evidenziare l’ambiguità delle immagini, catturate dalla realtà, era uno degli aspetti principali di queste opere: in tal modo l’oggetto fotografato diventa apparizione misteriosa, ambigua e spesso inspiegabile con la sola ragione.

Con questa chiave di lettura le immagini di De Rossi, pur cancellando la visibilità della presenza umana, diventano un inno alle forme della vita che abbracciano l’uomo nel suo agire quotidiano e una spinta a sognare sempre di poter andare sempre oltre il visibile, lì dove si muove la creatività, linfa vitale dell’animo di ognuno di noi.

© Gianfilippo De Rossi
© Gianfilippo De Rossi

Gianfilippo De Rossi su Instagram

@gianphoto

info@federicacerami.it

Mi chiamo Federica Cerami, vivo a Napoli e mi occupo di fotografia e di arteterapia. Mi sono laureata in Architettura a Venezia con una tesi su “Il ruolo della fotografia nella lettura del territorio urbano”. Ho conseguito un diploma in Arteterapia scegliendo di specializzare i miei studi nella Fotografia Terapeutica. Insegno critica fotografica ad utenze diversificate, curo mostre di fotografia, organizzo eventi fotografici e conduco laboratori di arteterapia. Guardo alla fotografia cercando sempre di conoscere il“mondo”dell’autore; mi interessa l’aspetto comunicativo della fotografia, perché è l’elemento fondante del processo fotografico che va ben oltre le questioni tecniche. Mi piace pensare che la fotografia lasci una impronta, un segno quasi indelebile che parla del suo autore ma al tempo stesso parla anche del suo spettatore. Le fotografie raccontano storie di vita e costruiscono ponti tra le persone.

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