Thursday, August 22, 2019
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Il Primo Re: Matteo Rovere ed EDI cambiano il paradigma Cinema Italiano e VFX

Il nuovo film di Matteo Rovere "Il Primo Re", si inserisce come una piccola gemma insolita nel panorama cinematografico nostrano. Oggi vediamo assieme ad EDI i complessi e realistici effetti speciali realizzati per un

Non capita molto spesso di trovarsi davanti ad un prodotto filmico così ben confezionato a livello di effetti speciali e di poter dire con orgoglio, “questo è fatto in Italia“.

Eppure, oggi è proprio questo che andremo a dire!

In occasione della realizzazione del film di Matteo Rovere intitolato “Il primo Re“, un vero e proprio Kolossal sulla leggendaria nascita di Roma, l’agenzia di effetti speciali EDI (Effetti Digitali Italiani) ha realizzato per il film tutti i principali inserimenti in computer grafica e con un risultato decisamente notevole.

Di certo tanto inusuale, quanto ben realizzato, il regista ha detto di essersi ispirato nel concepimento di alcune scene, ad opere come “Valhalla Rising, Apocalypto e The Revenant. Film visivamente complessi questi, che non si pensava fino a qualche tempo fa, che il cinema nostrano fosse in grado di creare.

Rovere ha quindi distrutto molti status quo, nel tentativo, bisogna dire ben riuscito, di andare a realizzare un prodotto che la stessa critica, avrebbe potuto tranquillamente bollare come l’ennesimo fiasco di un settore “che non ci appartiene“.

Il Primo Re - di Matteo Rovere - Trailer Ufficiale

Stupidaggini queste, legate ad un modo di intendere il cinema, troppo celebrale ed autoriale, ancorato a preconcetti passati, che ahimè unisce gran parte della critica contemporanea (che non lesina stroncature, ed è decisamente tirchia sugli elogi).

Gli effetti speciali che arricchiscono come pietre prezione questa realizzazione, si fanno sentire fin dall’inizio, con la spettacolare esondazione del Tevere, che travolge Romolo (Alessio Lapice) e Remo (Alessandro Borghi), trascinandoli per chilometri, fino a giungere nella valle del fiume, li dove fonderanno la nostra millenaria capitale.

Per questa sequenza, gli attori sono stati ripresi in una piscina costruita ad hoc, dallo scenografo Tonino Zera, negli studi di Videa, a Roma, in cui erano presenti decine di pompe idrauliche per simulare la corrente del fiume.

In seguito alla registrazione, le sequenze appena ottenute sono state modificate da EDI, andando a sostituire le parti di “piscina” con complesse simulazioni di fluidodinamica per ricreare le acque mosse ed increspate inserite nel contesto naturale delle sequenze.
Persino le scene sott’acqua hanno richiesto interventi digitali che ne contesualizzassero l’esistenza, come l’aggiunta di elementi naturali quali detriti e terreno ed oggetti che in generale interagissero con il corpo degli attori.

Il Primo Re - Making of degli effetti speciali realizzati da EDI

Ogni combattimento, che vedrete sullo schermo successivamente a questa sequenza iniziale è frutto anch’esso di un sapiente mix tra effetti tradizionali e VFX di EDI, che hanno permesso di realizzare con un ottima dose di realismo, tutte le violenze fisiche che si possono immaginare all’interno di un feroce sconto: uccisioni, accoltellamenti, botte di vario genere ed armi di ogni tipo.
In questa immagine “Tarantinianaferite digitali si uniscono a ferite prostetiche
«Finalmente abbiamo avuto l’occasione di mostrare al mondo intero che anche in Italia sappiamo realizzare film grandiosi» spiega Francesco Grisi, socio fondatore insieme a Pasquale Croce, di EDI «Abbiamo lavorato spesso su film americani che hanno richiesto simili spiegamenti di forze, ma in Italia è un caso tanto raro quanto felice. Grazie a registi illuminati come Matteo Rovere, la cinematografia italiana sta riacquisendo l’importanza su scala mondiale che ha sempre avuto nel passato ma che sembrava aver perso.”
Francesco Grisi e Pasquale Croce hanno fondato EDI nel 2001 dove vari anni di esperienza all’estero lavorando su film come Fight Club e Batman e Robin.

«Lo sforzo tecnico per simulare il fiume in piena, gli oggetti travolti, le armi utilizzate, hanno richiesto una potenza di calcolo non indifferente, anche per i tempi che, benché fossero lunghi per un film tradizionale, risultavano appena sufficienti per un film così ambizioso».

“Abbiamo coordinato il lavoro di 40 dei nostri artisti in Italia ed altrettanti della società belga Digital District che ha collaborato sotto la nostra supervisione alla realizzazione degli effetti per il co-produttore belga Gapbuster”, aggiunge Pasquale Croce.

Per poter vedere gli altri progetti a cui ha lavorato EDI, basta andare su questo link: https://www.effettidigitali.it/it/projects/

Per vagliare invece le posizioni attualmente aperte: https://www.effettidigitali.it/it/join-us/

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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