Monday, June 17, 2019
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Marco Iannaccone / Scarlet Lovejoy, Zeitgeist, Spirito del Tempo

Se un’improvvisa eruzione del Vesuvio “congelasse” ciò che sta accadendo oggi, tra 1.000 anni come verremmo considerati? Zeitgeist, alcune riflessioni nella mostra fotografica di Marco Iannaccone

Marco Iannaccone Zeitgeist

Chi è Marco Iannaccone/Scarlet Lovejoy

Marco Iannaccone, alias Scarlet Lovejoy, è una delle personalità artistiche emergenti dello scenario partenopeo degli ultimi dieci anni, tra le più attente agli effetti causati dagli atteggiamenti insostenibili dell’uomo.

Quando per caso, in uno studio grafico, vidi oltre dieci anni fa un calendario da tavolo con immagini del suo lavoro Homebook, mi resi conto di aver intercettato qualcosa di innovativo nella fotografia partenopea.

Homebook, frames minimalisti e di vite esagerate ma non troppo, di un condominio napoletano decadente che mi fece ricordare le storie dei fumetti di Frigidaire. Quelle tra realtà e surrealismo, quelle in cui la degenerazione umana è più pop che art. Quelle in cui le luci verdi dei neon esaltano le desolanti atmosfere hopperiane e wenderiane ma saturandosi in quelle pulp, violente, della periferia umana. Quelle che affogano in storie di cronaca nera, rossa e color feci.

Marco Iannaccone è, più che un fotografo, un portatore sano di monito. Un concepter che sintetizza il malessere sociale attraverso i suoi lavori fotografici. Non usa mezze parole, non cerca filoni intellettualoidi ed incomprensibili per comunicare gli strati peggiori della degenerazione umana. È diretto, porge al pubblico il suo stesso disagio nudo e crudo. Senza ipocrisie. Il politically correct per Marco Iannaccone, è un travestitismo sociale da smantellare.

Zeitgest, Spirito del Tempo

Probabilmente non a caso Marco Iannaccone ha deciso questo titolo per il suo ultimo lavoro.

Zeitgest, che è un neologismo tedesco che significa appunto “spirito del tempo”, è stato anche il titolo di un film-doc indipendente del 2007 che andava per la maggiore tra chi ambiva a “un mondo migliore”, tra gli irriducibili NO-Global, tra quelli che qualcuno definisce “complottisti” ma che non sono altri che la scia generazionale sessantottina del filo-pensiero pasoliniano o quello di Guy Debourd e affini.

Quel pensiero filosofico, ma mica tanto, in cui si denunciano le cause della società dei consumi che sta devastando (ha devastato) la civiltà: ambiente, cultura, valori, ideali.

Con l’eruzione del 79 d.C. la città di Pompei fu paradossalmente “congelata” dalla rovente lava del Vesuvio. Man mano che sette secoli dopo furono poi rinvenuti oggetti, utensili, affreschi, strade, ville e furono realizzati i primi calchi, apprendemmo usi, consumi e costumi di una civiltà dignitosa, per certi versi felice, urbanisticamente organizzata meglio di tante città contemporanee.

Sport, teatro, terme, strade specifiche destinate al traffico di mercanzie e strade destinate allo shopping, per fare sesso si andava in periferia…

Zeitgeist © Marco Iannaccone / Scarlet Lovejoy
Zeitgeist © Marco Iannaccone / Scarlet Lovejoy

Marco Iannaccone riflette su cosa resterebbe “congelato” della nostra era nel caso in cui un’eruzione vulcanica sommergesse una nostra città.

Secondo il suo punto di vista, forse un po’ catastrofista ma comunque in linea con i fatti di cronaca di oggi, non ne usciremmo poi tanto bene. E ritroviamo una componente forte che lega tra loro le scene inquietanti ricostruite grazie al suo consueto entourage di amici che coinvolge come modelli per i suoi lavori: la solitudine.

Perché è proprio l’iperconnessione amplificata dalle tecnologie che ha accentuato l’azzeramento del contatto umano reale, empatico, in quello che una volta poteva essere lo spazio condiviso dell’agorà, dello “struscio” o anche del pianerottolo. Almeno in cittadine a misura d’uomo. Urbanisticamente a misura d’uomo.

I calco-personaggi di Marco Iannaccone sono estremi come i luoghi della periferia umana che li hanno generati. La casalinga che sta per suicidarsi, il ragazzo che sarebbe forse morto di overdose se non sommerso dai lapilli proprio nell’istante dell’ago nella pelle, la “selfista” sarà vista qualche secolo dopo nella sua stanca e vissuta bellezza, l’esaltato beccato nel momento di suo massimo delirio di onnipotenza durante il saluto romano provato probabilmente innanzi a uno specchio…

Forse non è tutto qui lo zeitgeist, lo spirito del tempo, perché briciole d’amore scorrono tra le immagini esposte di Marco Iannaccone/Scarlet Lovejoy

Per contrasto alcuni scatti vogliono invece infondere ottimismo e positività: il transessuale con la finestra aperta verso una prospettiva di vita si spera migliore e gli amanti omosessuali che si stringono in un tenero abbraccio prima della catastrofe.

Zeitgeist © Marco Iannaccone / Scarlet Lovejoy

Tarallucci e vino

Dire ciò che si pensa è un piccolo privilegio che rende liberi e bisogna riconoscere che Marco Iannaccone è uno di quelli che non la manda a dire.

In oltre dieci anni di attività artistica, sa benissimo che il lavoro esposto in una mostra, spesso non è il soggetto principale ma è invece la macchina di relazioni pubbliche che vi circola all’interno che conta.

Marco Iannaccone, chiudendo il cerchio di Zeitgest, denuncia con la sua performance Tarallucci e vino questo genere di andazzo.

Marco Iannaccone si trasforma nel suo alter ego Scarlet Lovejoy e, attraverso uno dei suoi travestitismi più riusciti, diventa opera d’arte: un Artemide Efesia postmoderna. Usata, vilipesa, sfruttata per i fini di cui sopra: interrelazioni di interesse condite da tarallucci e vino. Vino “rubato” dalle mammelle fatte scoppiare con violenza, egoismo, prepotenza, per nutrirsi di una fertilità presa e non concessa. Spirito del nostro tempo. Zetgeist.

 

Zeitgest, di Marco Iannaccone/Scarlet Lovejoy

Dal 16 febbraio al 1° marzo

ARTinGARAGE Rassegna di Fotografia a cura di Gianni Biccari

Viale Bognar, 21 80078 Pozzuoli (NA)

081 3031395 338 8805491

Zeitgeist © Marco Iannaccone / Scarlet Lovejoy
Zeitgeist © Marco Iannaccone / Scarlet Lovejoy

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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