Tuesday, June 25, 2019
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Spider-man: Into the Spider-Verse, come ti cambio l’animazione per sempre

Il Cine-comic targato Marvel mostra al mondo che la computer grafica è libertà. E lo fa con un esplosione di colori ed uno stile mai vissto prima. Insomma, un gioiello da non perdere, per godersi

Il nuovo film “Spiderman: Into the Spider-Verse” segue le avventure di un ragazzo Afro-latino, Miles Morales, cittadino di Brooklyn morso da un ragno radiattivo, come è da copione per ogni supereroe mascherato con i poteri da arrampicamuri.
E’ di fatto una delle sorprese dell’animazione di questa stagione: divenuto contemporaneamente una hit al box office ed acclamato dalla critica, questo nuovo capitolo della cinematografia di Spiderman, ha collezionato già parecchi premi.

Uno dei motivi di questo enorme successo è lo stile di animazione utilizzato, così fresco e distante da tutte le altre uscite legate al mondo dell’animazione di quest’anno e degli scorsi. “Into the Spider-Verse” celebra l’estetica del fumetto originale, mantenendo per tutta la narrazione le grafiche, i colori e persino le grandi lettere onomatopee, a cui i lettori del fumetto sono affezionati. Un modo questo per rendere onore alla creazione originale e reinventare contemporaneamente l’estetica dell’animazione 3D.

Molti film di animazione Americani oramai sembrano essersi tutti conformati ed omologati alla stessa linea visiva. Computer potenti e software sempre più performanti, permettono oramai di riprodurre qualsiasi tipologia di dettaglio con un fotorealismo puro e quasi confondibile con la realtà (vedi l’ultimo trailer di “Frozen 2” e di “Toy Story 4”).
Tuttavia, nonostante questa potenza dia la possibilità di creare liberamente qualsivoglia condizione di realtà o irrealtà, tutti i personaggi dei film di animazione recenti, per forme e dimensioni, atteggiamenti e ambienti, sembrano sempre più “uguali” a loro stessi.

Con “SpiderVerse“, i tre registi volevano allontanarsi da questo “cliché” sempre più evidente.
Volevamo creare un look nuovo per il film, in modo da far sentire gli spettatori come se stessero vedendo SpiderMan per la vera prima volta.” -Spiega il regista Peter Ramsey -” Per questo motivo non potevamo basarci sulle convenzioni dei film animati, così come li conosciamo.

Molte di queste convenzioni visive sono nate per via del modo con cui si produce parte cella CGI moderna. “Nei film in CGI, molte aspetti del lugometraggio sono il risultato di un processo animatizzato: dalla simulazione dei capelli, ai tessuti, dall’effettistica della pioggia alla simulazione dei corpi. Uscire da questa strada così standardizzata è stata una scelta che ha suscitato paura, da un lato, ma anche un incredibile senso di libertà. Spiega Persichetti, il secondo membro del trio di Registi.

SPIDER-MAN: Into the Spider Verse - Trailer Italiano

Il risultato visivo così elettrizzante e nuovo che possiamo ammirare nel film è di fatto il prodotto di una ricerca durata ben due anni.

Rothman, il terzo regista, ricorda come ci fosse inizialmente molto scetticismo da parte della crew della Sony su questa idea del nuovo look: “Del resto stavamo chiedendo ai ragazzi dello studio di rompere la loro classica production pipeline, per cui avevano speso più di una decade nel crearla“.
Ma la Sony Imageworks, dopo aver accettato questa nuova visione, è riuscita ad arrivare a soluzioni folli per far funzionare il tutto.

Una decisione fra le varie che è stata presa in fase di “studio” dello stile, fu quella di eliminare del tutto il motion blur dal film. Nei classici lungometraggi, alcuni movimenti accadono così rapidamente davanti alla camera, che le immagini di tali gesti appaiono sfumati, nei singoli frame. L’animazione computerizzata può ovviamente ricreare questo effetto, dando una maggiore idea di realtà, che però poco si sposa, con il senso generale ed estetico del nuovo film di Spiderman. Ecco quindi che si è arrivati ad un’altra soluzione, dove tale effetto di velocità viene in qualche modo replicato in modo “grafico” da piccoli giochi di “shifting dei 4 colori base del processo di stampa, ciano, magenta, giallo e nero (CYMK).

Altra scelta atipica, che ha concorso alla definizione del look finale è quella di cambiare il processo di animazione, passando da quello della animazione classica a 24 frame per secondo, ad una più legata all’animazione tradizionale, in cui il numero di frame viene dimezzato. Cosi facendo l’animazione ha un look più meccanico e “scattoso“, che gli conferisce anche un aspetto più tradizionale.

SPIDER-MAN: Into the Spider Verse - Making of di alcune fasi del film

“Fin dall’inizio,” Spiega Miller, “Volevamo che ogni singolo frame del film apparisse bello, così bello da desiderare di incorniciarlo e appenderlo al muro.”.

Durante la produzione, una delle direttive dei tre registi è stata “Se assomiglia visivamente e sembra in movimento un film animato qualunque, non è il nostro film“.
Conclude Persichetti “Penso che il pubblico stia rispondendo in maniera cosi calorosa proprio perchè questo film non assomiglia a niente che han visto in passato“.

Per saperne di più sui lavori della Sony Animation Pictures, e vedere le posizioni attualmente disponibili, potete visitare il loro sito ufficiale all’indirizzo: http://www.sonypicturesanimation.com/jobs.php

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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