Saturday, February 16, 2019
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Aquila. Stefano Cerio ne celebra la vita con una mostra fotografica a Milano

La fotografia viene usata da Cerio per documentare un'installazione, una performance. Il punto naturale assume un significato diverso, con la casa temporanea gonfiabile che diventa improvvisamente oggetto quasi metafisico.

© Stefano Cerio

Il 24 Gennaio è stata inaugurata la mostra dell’ultimo lavoro di Stefano Cerio presso THE POOL NYC a Palazzo Fagnani Ronzoni in Via Santa Maria Fulcorina 20 a Milano.

Ci siamo occupati in questo Magazine di Stefano Cerio in occasione della sua mostra AMUSEMENT PLACE alla Casa della Fotografia di Napoli.

© Stefano Cerio

Amusement Place riunisce per la prima volta una selezione di 30 opere di grande formato e due video in hd tratti dalle 5 serie di lavori sviluppati dall’artista su luoghi e architetture (più o meno effimere) per il gioco e il tempo libero.

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Aquila è una mostra personale di Stefano Cerio con il contributo di Giuseppe Stampone.

La mostra è un omaggio all’Abruzzo e alle sue zone colpite dal terremoto del 2009.  Stefano Cerio ha installato una casa gonfiabile in un tentativo poetico di creare una ricostruzione fittizia dell’area.

L’artista che ha al suo attivo i ritratti di luoghi come parchi acquatici, navi da crociera o parchi della luna che, al pari della casa gonfiabile, si configurano come icone/modelli di intrattenimento. Questi luoghi sono stati fotografati chiusi, senza persone, e sono degli incredibili ritratti di un’assenza.

Sono le persone scomparse che rendono questi luoghi ancora più surreali.

Nella serie Aquila c’è un’evoluzione: l’effetto finale ottenuto posizionando una casa gonfiabile in un contesto in cui non appartiene.

La fotografia viene usata da Cerio per documentare un’installazione, una performance.

Il punto naturale assume un significato diverso, con la casa temporanea gonfiabile che diventa improvvisamente oggetto quasi metafisico.

La casa gonfiabile è, per sua natura, antisismica e il gesto di Cerio può essere considerato al pari di atto di fede.

Con questo progetto l’artista aspira a ricostruire idealmente una buona parte della regione interessata da questo dramma.

Il gonfiaggio della casa è stato documentato da un video, che diventa, a tutti gli effetti, una performance. L’intero processo di gonfiare e sgonfiare, metafora della nascita e del collasso, è un tentativo di rappresentare una sorta di nuova vita in un territorio in cui non c’è più.  Stefano Cerio si concentra su paesaggi naturali, senza costruzioni, dove non c’è stata alcuna perdita.

L’intento molto profondo dell’artista è quello di realizzare una nuova città in mezzo al nulla, dando speranza alle persone grazie agli oggetti giocosi sparsi intorno.  Cerio sta costruendo un’opera con una logica sociale, ma senza retorica perché “la retorica è il nemico assoluto dell’arte contemporanea”.

In mostra è presente anche Giuseppe Stampone, un artista nativo abruzzese, che  rende omaggio alla sua regione con alcune opere significative per completare il progetto ideato da Cerio.

info@federicacerami.it

Mi chiamo Federica Cerami, vivo a Napoli e mi occupo di fotografia e di arteterapia. Mi sono laureata in Architettura a Venezia con una tesi su “Il ruolo della fotografia nella lettura del territorio urbano”. Ho conseguito un diploma in Arteterapia scegliendo di specializzare i miei studi nella Fotografia Terapeutica. Insegno critica fotografica ad utenze diversificate, curo mostre di fotografia, organizzo eventi fotografici e conduco laboratori di arteterapia. Guardo alla fotografia cercando sempre di conoscere il“mondo”dell’autore; mi interessa l’aspetto comunicativo della fotografia, perché è l’elemento fondante del processo fotografico che va ben oltre le questioni tecniche. Mi piace pensare che la fotografia lasci una impronta, un segno quasi indelebile che parla del suo autore ma al tempo stesso parla anche del suo spettatore. Le fotografie raccontano storie di vita e costruiscono ponti tra le persone.

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