Monday, June 17, 2019
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Case in 3D e sulla luna – Innovazioni da fantascienza

La tecnologia della stampa 3D raggiunge ogni giorno risultati sorprendenti, in ogni parte del mondo. Oggi vediamo come viene impiegata per realizzare case!

Cio che più mi affascina del settore della computer grafica è il suo modo di essere costantemente avveniristico, al limite dell’irreale, del fantascientifico, in modo sorprendente.

Quotidianamente quasi si possono ascoltare gli ecco delle innovazioni che da ogni parte del mondo definiscono il nostro futuro, in modo più o meno profondo. Dai videogiochi, alla realtà virtuale, fino a giungere a ciò che di più potrebbe segnare una radicale svolta nel nostro quotidiano, la stampa 3D.

Abbiamo già parlato ampiamente (anche in alcuni articoli come questo: http://www.ilasmagazine.com/2018/06/09/spider-dress/), di come la stampa 3D stia venendo sempre di più utilizzata nei campi più disparati (dalle protesi alle canoe, dai violini ai gioielli), ma mai tale innovazione sembra essere più grande di quella che la stampa 3D sta per realizzare in campo edile.

O meglio, sta già realizzando.

Infatti, non una sola notizia, ma bensì 5, sparse per il mondo, confermano questo incredibile nuovo percorso ed evoluzione del settore. Alcune anche legate orgogliosamente all’Italia.

La stampa 3d ha infatti permesso di concepire un nuovo modo di costruire case, basate stavolta su una tecnologia a deposito di materiale, capace di realizzare nuove abitazioni in modo più  sostenibile, veloce ed incredibilmente economico.

In un settore dove per secoli le procedure di realizzazione, i costi, i tempi di realizzazione, hanno sempre rappresentato un enorme zavorra per il settore, la stampa 3D permette di poter offrire a tutti case a basso costo, strutturate con innovativi principi energetici e facilmente replicabili e sostituibili.

Secondo i dati di New Story, associazione no-profit, composta per lo più da Millenials desiderosi di cambiare il mondo, vi sono circa 1 miliardo di persone al mondo che non vivono in una abitazione in condizioni sicure, e adeguate dal punto di vista igienico-sanitario.

Il loro suggerimento, nonché mission del progetto, è creare per chi non ne ha nessuna, una casa completa grazie alla stampa 3D. Non nel futuro, ma oggi.

L’associazione ha infatti collaborato con azienda americana Icon (https://www.iconbuild.com/), per portare 100 nuove case stampate in 3D a San Salvador, contando per la realizzazione di ognuna (con una dimensione di all’incirca 75 mq), soltanto 4000 dollari.

Il fondatore di Icon, Jason Ballard spiega: “ I sistemi di costruzione edile tradizionale hanno molti svantaggi che oramai diamo per scontati, così tanto da non riuscire nemmeno ad immaginare soluzioni alternative. Con la stampa 3D possiamo ottenere un edificio con involucro termico continuo, privo di ponti, ma anche una elevata velocità realizzata, un elevatissimo grado di residenza ed un salto immenso per ciò che riguarda la convenienza.”

La prima casa completamente abitabile realizzata grazie alla stampa 3D è stata costruita in poco meno di 24 ore in Austin, Texas, su di un progetto di New Story e strumenti e tecnologia di Icon.

La stampante utilizzata si chiama Vulcan e realizza i muri grazie ad una sovrapposizione di strati di cemento  a doppio livello, con. Una intercapedine a struttura rinforzata.

E’ possibile stampare non solo i muri portanti ma anche i tramezzi, con tanto di alloggiamento per prese di corrente.

La casa realizzata da Icon3D tramite la sua stampante Vulcan

Questo primo esempio di efficacia realizzato, destinato a San Salvador, oltre a risolvere l’emergenza abitativa dei paesi più poveri, potrebbe determinare un vero e proprio sconvolgimento per il mercato delle costruzioni globale.

Notizie incoraggianti sulla applicazione del 3D printing all’edilizia, giugno anche dalla Russia, dove la società Apis Con, ha realizzato un suo modello di stampante, capace di creare strutture, dalle forme circolari , in 24 ore, capaci di resistere ben 175 anni.

La tecnologia di Apis Con permette alla stampante di lavorare autonomamente sul terreno da edificare, senza la necessaria presenza umano, raggiungendo con il suo braccio ogni punto della costruzione.

Apis Con e la sua stampante in grado di produrre case estremamente longeve

E se da un lato la Russia stampa già case ad alta resistenza, in Olanda, sono già in vendita i primi edifici stampati in cemento, dedicate dal mercato degli affitti.

Il “Project Milestone”, della olandese Van Wijnen, in collaborazione con la università di Eindhoven, renderà questa città una delle prime ad effettuare una compravendita di case stampate.

Queste saranno di fatto piccoli moduli abitativi di massimo 3 piani, realizzati con un look monolitico che ricorderà dei sassi, da qui il nome del progetto.

Project Milestone di Van Wijnen

In Italia invece è lo studio di architettura CLS insieme ad Italcementi Arub e Cybe, sono stati i primi a realizzare un prototipo di casa con una stampante 3D, in occasione dell’annuale fiera del Salone del Mobile. In occasione di tale evento è stata realizzata la 3D Housing 05, una struttura di ben 100 metri quadrati, edificata vicino al duomo di Milano, in una sola settimana.

3D Housing 05 - dello studio di architettura CLS in collaborazione con Arub e Cybe

Terminiamo poi con la notizia che più di tutte rappresenta l’emblema di questa modernità ed evoluzione galoppante. Una novità che sembra uscita da un romanzo di Asimov, ma che invece, giunge sempre dal nostro paese e più precisamente dall’ingegnere pisano Dini, che ha pensato già ad un sistema di creazione di case sul suolo lunare, grazie al sistema D-Shape, una macchina di stampa, imbarcabile su un razzo. Per creare edifici, usa come materiale la Regolite, ossia la polvere lunare), ottenendo da essa, con un legante e impastandola con una planetaria a 3 assi, roccia sintetica. Il progetto dell’Ignegnere Dini ha incontrato il favore dell’agenzia spaziale europea, che lo impiegherà nell’ambito del programma “Aurora”.

La stampante D-Shape che verrà utilizzata per la missione spaziale "Aurora"

Notizie surreali, incredibili quasi, ma che hanno già formato parte della nostra storia contemporanea e che sicuramente sono destinate, nel futuro, a migliorare le nostre vite anche da vicino.

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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