Monday, June 17, 2019
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A Mestre, al nuovo M9 in mostra “L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore”

M9 Il polo culturale di Mestre ospita Il percorso espositivo che propone oltre 230 immagini di formati diversi, a colori e in bianco e nero, scattate da 24 grandi fotografi italiani che raccontano così il Paese nel

M9

La mostra, organizzata da Casa dei Tre Oci – Civita Tre Venezie, a cura di Denis Curti, ha aperto il 22 dicembre e chiuderà i battenti il 16 giugno.

Il percorso espositivo propone oltre 230 immagini di formati diversi, a colori e in bianco e nero, scattate da 24 grandi fotografi italiani che raccontano così il Paese nel corso del ’900 in una sorta di ideale continuazione con la narrazione multimediale della mostra permanente sul XX secolo e sulle sue trasformazioni ospitata nei primi due piani del Museo M9.

I fotografi presenti con un loro specifico progetto sono: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Carla Cerati, Luca Campigotto, Lisetta Carmi, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Mario De Biasi, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Arturo Ghergo, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Nino Migliori, Riccardo Moncalvo, Ugo Mulas, Fulvio Roiter, Ferdinando Scianna, Tazio Secchiaroli, e Massimo Vitali.

IL MUSEO

M9 è un museo innovativo dedicato al Novecento, il primo esclusivamente multimediale in Italia, un esempio quasi unico in Europa.

M9 è anche un progetto di riqualificazione urbana di Mestre, che lo ospita nel cuore della città. Il museo è diviso in otto grandi aree tematiche, distribuite su due piani dell’edificio, progettato dalla studio d’architettura berlinese Sauerbruch Hutton.

Al primo piano quattro sezioni: Demografia e strutture sociali; Consumi, costumi e stili di vita; Scienza tecnologia e innovazione; Economia, lavoro, produzione e benessere.

Altre quattro al secondo: Paesaggi e insediamenti urbani; Stato, istituzioni e politica.

Un percorso coinvolgente mediato dall’uso della tecnologia, da interfacce digitali, rappresentazioni 3D ed esperienze interattive e immersive.

In mostra sono presenti: video, fotografie, grafici e documenti provenienti da oltre centocinquanta archivi italiani e recuperati da un gruppo di studiosi, tra cui gli storici Michelangela Di Giacomo, Fedra Pizzato, Livio Karrer e Giuseppe Saccà.

LA MOSTRA

Questo è un racconto di storie d’autore dell’Italia del secolo scorso. Una narrazione, quella proposta dalla mostra “L’Italia dei fotografi”, all’M9-Museo del Novecento, a Mestre, fino al 16 giugno prossimo, fatta di immagini, ora di forte impronta sociale, come gli omicidi di mafia di Letizia Battaglia o “I travestiti” di Lisetta Carmi, ora di suggestive istantanee, percezioni di paesaggi, come per Luigi Ghirri, ora di realtà-finzione, come per gli scatti di Tazio Secchiaroli sul set di “Amacord” dove il vero protagonista è Federico Fellini più che gli attori.
L’esposizione, si muove lungo una narrazione a più voci, 24 “storie d’autore”, chiamate ad offrire più spunti, più letture di un Paese che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ha visto la fotografia assurgere, anche sulle riviste o sui quotidiani, a una funzione di testimonianza di una volontà collettiva di riscossa.

Ogni parte del “racconto” per immagini della mostra sembra convergere verso specifiche aree tematiche: La ricerca sociale, Le città, Il cinema, Il paesaggio, La sperimentazione e I nuovi orizzonti – ma è tale la forza di ogni singolo fotografo che la rappresentazione finale dell’Italia del ‘900 è come in un caleidoscopio frutto di 24 pezzi distinti che formano una visione unica.

“Proprio dall’eterogeneità autoriale e dalle singole personalità succedutesi nel Novecento – scrive il curatore in catalogo (edizione Marsilio) – nasce la scelta curatoriale della mostra, che costruisce un percorso attraverso ventiquattro progetti unici”.
Il visitatore si imbatte nei ritratti dei divi dagli anni Trenta agli anni Cinquanta di Arturo Ghergo, quando l’attrice ritratta “finisce quasi per svenire dallo sforzo al quale è sottoposta sotto le luci calde dei riflettori”, per poi fare un tuffo che dal dopoguerra porta alle metropoli del 2000. Si attraversa il sociale de “Le vacanze” di Riccardo Moncalvo o degli istanti “eterni” della vita della gente emiliana della fine degli anni ’50 di Nino Migliori, dei preti di Mario Giacomelli, della Milano del “Bar Jamaica” di Ugo Mulas, degli interni dei manicomi del “Morire di Classe” di Gianni Berengo Gardin e Carla Cerati (anche impietosa “lettrice” delle serate mondane scaligere in “Mondo Cocktail”). Ci si immerge nel paesaggio, nelle città, nelle mutazioni della società con le fabbriche di Gabriele Basilico, la Venezia notturna e senza persone di Luca Campigotto, gli spazi saturi di colori di Franco Fontana, la Napoli di Mimmo Jodice, il “neorealismo” di Fulvio Roiter, fino alle spiagge con bagnanti degli inizi degli anni ’90 di Massimo Vitali, come se fossero per l’autore segni-farfalle da studiare per cercare di capire un Paese in rapido cambiamento. A offrire altre suggestioni, ad aprire altri interrogativi, le foto di Olivo Barbieri, Giovanni Chiaromonte, Mario Cresci, Mario De Biasi, Maurizio Galimberti, Francesco Jodice, Ferdinando Scianna

I LIBRI DELLA MOSTRA

L’esposizione è completata da un vasto archivio documentario dedicato agli autori, formato da una selezione di circa 100 libri in libera consultazione e da un ricco palinsesto di video-interviste e documentari.

INFO PRATICHE

L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore
Dove: M9, via Giovanni Pascoli 11, Venezia Mestre
Quando: dal 22 dicembre fino al 16 giugno 2019

Orari: dal lunedì al venerdì 9 – 20; sabato 10 – 21:30; domenica e festivi 10– 21. Chiuso il martedì

Ingresso: 10 euro intero; 8 euro ridotto

M9

info@federicacerami.it

Mi chiamo Federica Cerami, vivo a Napoli e mi occupo di fotografia e di arteterapia. Mi sono laureata in Architettura a Venezia con una tesi su “Il ruolo della fotografia nella lettura del territorio urbano”. Ho conseguito un diploma in Arteterapia scegliendo di specializzare i miei studi nella Fotografia Terapeutica. Insegno critica fotografica ad utenze diversificate, curo mostre di fotografia, organizzo eventi fotografici e conduco laboratori di arteterapia. Guardo alla fotografia cercando sempre di conoscere il“mondo”dell’autore; mi interessa l’aspetto comunicativo della fotografia, perché è l’elemento fondante del processo fotografico che va ben oltre le questioni tecniche. Mi piace pensare che la fotografia lasci una impronta, un segno quasi indelebile che parla del suo autore ma al tempo stesso parla anche del suo spettatore. Le fotografie raccontano storie di vita e costruiscono ponti tra le persone.

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