Tuesday, June 25, 2019
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Ciro Ciliberti. Vesuvio ed erotismo in mostra a Napoli da Movimento Aperto

Vesuvius / Apocalissi Erotiche, le fotografie in bianconero di Ciro Ciliberti che inneggiano alla rigenerazione della Natura grazie ai giochi alchimistici dell’erotismo, in mostra fino all’8 gennaio

Ciro Ciliberti Vesuvius / Apocalissi Erotiche

Chi è Ciro Ciliberti

Ciro Ciliberti. Classe 1968. Diplomato in grafica pubblicitaria. Designer ed interior designer. Fotografo.

La sua storia dell’anima è soprattutto nei viaggi estremi, in Oriente, America, Africa, nei quali l’atto del fotografare è condivisione emozionale e interazione culturale con le alterità del mondo. Alterna temi antropologici e ambientali a visioni del corpo femminile, come a cercare una risonanza tra l’anima dei popoli e della natura, con l’anima corporea della nudità umana.

L’incendio del Vesuvio

Fu uno “spettacolo” che turbò, come tanti, anche Ciro Ciliberti, nato alle falde del vulcano in quel di Torre Annunziata.

Nel luglio 2017 un vasto incendio appiccato in più punti, devastò oltre il 50% della superficie forestale del Vesuvio, pari a 3.000 ettari. Pinete distrutte, stabilità meccanica degli alberi compromessa, fruibilità di itinerari naturalistici e turistici azzerata e, ovviamente, conseguente morte della fauna autoctona e non.

Un disastro ecologico dall’impatto ambientale inestimabile e le cui conseguenze si riverseranno anche sulla salute delle popolazioni limitrofe.

Il Vesuvio, vulcano a riposo, simbolo di storie e leggende. Per secoli “custode” di città romane da esse stesso sepolte. Si racconta che fu l’esposizione di una statua di San Gennaro che fermò l’eruzione del 1631.

Una forza della Natura. Come una fiera che potrebbe attaccare da un momento all’altro.

Fascinoso ma temuto, eppure è lì, il riferimento paesaggistico più amato dai napoletani. Icona delle antiche cartoline dal pino solitario. Assurto a logo dei più svariati brand aziendali. Cercato con lo sguardo quando siamo su una terrazza o in una via panoramica di Napoli: è lì, nella sua imponente bellezza e che ci regala albe meravigliose tanto da perdonandogli quei minuti di luce che ci fa mancare d’estate prima che la città sia illuminata.

Pericolo e fascino. Morte e vita. Costante monito della nostra effimera vita.

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© Ciro Ciliberti

Vesuvius di Ciro Ciliberti

“Il cielo, durante i primi giorni dell’incendio, aveva colorazioni surreali. Non era grigio ma blu cobalto, rossi indefinibili”, racconta Ciro Ciliberti che istintivamente decise di andar lì mentre tutto fumava e bruciava ancora per prendere immagini che avrebbero esorcizzato nel suo intimo quella bestialità provocata dall’uomo.

Era uno spettacolo, ma inquietante. Ciro Ciliberti attraverso le sue immagini, cerca sempre di individuare una certa “alterità” di ciò che si trova di fronte. O perlomeno cercare di creare, visualizzare, l’opposto di un’identità perduta.

Uno scenario da The Day After sul quale voler segnare tracce di vita. Contrastare la morte della Natura con una scia di Bellezza. Di vita. Con un desiderio forse inconscio di contaminare, nell’accezione migliore del termine, l’orrore con la presenza di quel che è un simbolo di rinascita, di perpetuo continuum dell’umanità: la donna.

L’Araba Fenice deve risorgere dalle sue ceneri.

Ciro Ciliberti si addentra con la performer Amelia, metafora di una dea-donna, nei boschi del Vesuvio ormai ricoperti di cenere e con alberi ancora brucianti. Lei è nuda, come sopravvissuta o appena creata adulta in un Paradiso reso Inferno. Sembra ignara di dove potesse trovarsi. Tra tanta devastazione è l’elemento di speranza della rinascita.

Il suo corpo passa in secondo piano rispetto all’imponenza del paesaggio grigio. L’immensità del paesaggio resta tale nonostante lo scempio.

Le immagini sono in bianconero ma percepisco un colore rosato di quella pelle femminile e l’associo alla bambina col cappottino rosso del film Shindler List. Colei che sopravvisse alla guerra. La speranza del divenire.

Amelia è Giunone, dea del parto, protettrice dello Stato, del Vesuvio. Allatta con la sua sola presenza, a piedi nudi, ciò che resta del mondo. Infonde benessere nella tragedia.

E nei mesi a venire, dopo l’incendio, il sottobosco riprende vita.

Ciro Ciliberti continua a documentare con le sue immagini quei luoghi ed ha conferma che la Natura se ne frega della morte. Tutto continua. Tutto si riproduce. È un divenire della vita, della vegetazione che si fa strada. Passionalmente. Una sessualità naturale dove i giochi erotici fanno parte della ruota della vita. Vita e morte.

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© Ciro Ciliberti

Apocalissi Erotiche

Le immagini di Apocalissi Erotiche, sempre di Ciro Ciliberti e realizzate qualche anno prima, non sono che un rafforzare il messaggio del rapporto erotico della natura (anche umana) con la vita.

Footjob, auto-erotismo, corpi mossi che si confondono in oniriche scene polluzionistiche… la vita si rigenera, passionevolmente. È l’alchimia della vita.

The show must go on. Lo spettacolo deve continuare.

Ciro Ciliberti fotografa la controversia dell’animus eroticum che appare nella propria ineluttabile indefinibilità e ibridazione, di senso, di natura, di espressione, nell’esporsi e nel ri-trarsi dei corpi, che si donano allo sguardo come apparizioni aurorali in ombre di paesaggi cinerei o di infigurate luminiscenze immaginali in movimenti d’amore.

– Franco Cipriano –

 

Specifiche tecniche

Tutte le fotografie della mostra di Ciro Ciliberti sono stampate in analogico in bianconero.

Venti immagini di formati tra il 60×40 e il 90×70.

 

Vesuvius / Apocalissi Erotiche di Ciro Ciliberti

A cura di Franco Cipriano

MA – Movimento Aperto

Via Duomo, 290/c (Piazza Filangieri) – 80138 Napoli

Dal 14 dicembre all’8 gennaio 2019

lunedì e martedì ore 17-19

venerdì ore 10.30- 12.30 e su appuntamento

Info: +39 333 2229274

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© Ciro Ciliberti

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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