Sunday, December 9, 2018
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‘Ncòpp ‘o Pallonetto, la mostra di Giancarlo De Luca al Palazzo delle Arti Napoli

Mostra fotografica sul Pallonetto di Santa Lucia, un luogo congelato nel tempo con personaggi, religiosità e tradizioni che ricordano le atmosfere di Napoli degli anni ’50. Fino al 10 dicembre

'Ncàpp 'o Pallonetto di Giancarlo De Luca

Chi è Giancarlo De Luca

Classe 1970. Lavora in banca. Una grande passione per la fotografia fin da piccolo, Giancarlo De Luca esplora negli anni la fotografia paesaggistica e la macrofotografia. L’amore per Napoli lo porta negli ultimi anni ad orientarsi verso la social street photo accorgendosi che anche scorci e attimi di vita della propria città possono rivelare atmosfere di grande bellezza unica di un popolo da amare per le sue tradizioni e caratteristiche umane.

Mission

Dopo aver “letto” le immagini del racconto fotografico di Giancarlo De Luca in sua compagnia, ho avuto un ulteriore conferma che il ruolo che dovrebbe avere ogni fotografo è adottare nella maniera più intima una parte della propria città. Parlerei più di compito, di mission, piuttosto che di ruolo.

Entrare dentro le storie che costruiscono un mondo che non è fatto solo di edifici, ma di persone, di usi e costumi, di confidenze mai osate.

Perché solo conoscendo intimamente il tessuto sociale di un quartiere, è possibile realizzare una documentazione fotografica con un certo senso antropologico da custodire negli archivi della città.

Questo è stato l’intento del lavoro di Giancarlo De Luca: raccontare per immagini le proprie emozioni, rivelando l’identità del Pallonetto di Santa Lucia. Sconosciuto a tanti cittadini di Napoli.

'Ncòpp 'o Pallonetto © Giancarlo De Luca
'Ncòpp 'o Pallonetto © Giancarlo De Luca

Il Pallonetto

Per chi non è mai stato al Pallonetto di Santa Lucia, dopo aver visto le foto di Giancarlo De Luca credo che una passeggiata se la farà.

Quando nel ’94 per lavoro stetti per due mesi alla Sanità, mi dissi che era un borgo che avrebbe meritato maggiore attenzione da parte di un sano turismo locale e (inter)nazionale data la sua conformazione urbana a valle di Capodimonte e le sue ricchezze artistico-storiche. E infatti, negli ultimi anni il territorio è stato rivalutato.

 

Il Pallonetto di Santa Lucia no, credo che sia un borgo a sé che non dovrebbe essere intaccato in quella sua bellezza genuina, in cui il tempo sembra essersi fermato negli anni ’50. Quello dalle atmosfere del cinema neorealista di Vittorio De Sica o quello raccontato nelle commedie eduardiane, per intenderci.

Un mondo a sé, incontaminato, immerso in quella sua bellezza antica ancora vissuta dai napoletani DOC, quelli che hanno tutti un soprannome, quelli in cui scorre ancora sangue spagnolo, quelli che solidali quando qualcuno ha bisogno di aiuto…

 

Era un borgo di pescatori. Fu edificato da Don Pedro da Toledo nel 1536. Il mare del Golfo arrivava fino all’attuale via S. Lucia e gli abitanti facevano “casa e puteca”: scendevano lungo le scale per disormeggiare le loro barche e andavano a pesca. Uno dei luoghi del Regno di Napoli preferiti e frequentati dal Re lazzarone, Ferdinando I.

Poi negli anni è divenuto quartiere difficile, disagiato, i venditori di acqua suffregna hanno chiuso bottega, i gozzi dei pescatori furono sostituiti dai motoscafi blu per sbarcare il lunario, rischiando anche la vita.

 

Oggi il Pallonetto di Santa Lucia è un’isola felice per certi aspetti, incontaminata dal tran-tran della città e da becere situazioni arrivistiche metropolitane.

© Giancarlo De Luca
© Giancarlo De Luca

‘Ncopp ‘o Pallonetto di Giancarlo De Luca

Per Giancarlo De Luca il contatto con il Pallonetto è stato come un colpo di fulmine. Come catapultato in un mondo magico, per oltre due anni l’ha frequentato intrecciando rapporti amicali con alcuni dei protagonisti dei vicoli. Accolto come un figlio nei bassi e nella loro vita quotidiana che gli è stata raccontata tra sofferenze e gioie.

Ed è nato il suo reportage. Rigorosamente in bianconero. Per restituire una sorta di temporalità antica del luogo e testimoniando ciò che ha sentito nel suo cuore. La reflex utilizzata come taccuino del suo viaggio.

 

I personaggi del Pallonetto visti da Giancarlo De Luca

A Ninarella, l’acquafrescaia di Molosiglio le è rimasto il segno chiaro della canotta che indossava quando vendeva bibite sotto il sole cocente; Genny, il figlio della sarta che sfoggia il suo look da charro. Sasà detto ‘o pane è il custode delle pagnotte che la sera gli abitanti passano a ritirare. Ninuccia sembra che si stia preparando per una prima allo specchio di un camerino nel suo vascio. La signora che prepara fuori al suo basso le conserve di mulignane da regalare agli amici.

Solo alcuni dei personaggi del Pallonetto ritratti da Giancarlo che esprimono, attraverso le loro espressioni, il luogo stesso fatto di povertà dignitosa e con l’orgoglio di mantenere le proprie tradizioni, i propri ricordi che occupano i piccoli spazi delle case.

'Ncòpp 'o Pallonetto © Giancarlo De Luca
Tombolata 'Ncòpp 'o Pallonetto © Giancarlo De Luca

La tombola

Osservo le immagini della tombola al Pallonetto. Un rituale intenso, sacro, dove le cartelle e tabellone sono gli stessi degli anni ’60. Ti rendi conto che qui il consumismo non è tanto esonerato per questioni di povertà ma da una sorta di snobismo suggerito dalla funzionalità: se è ancora utile, non si butta, al massimo si aggiusta.

Le cartelle hanno subìto innumerevoli restauri con lo scotch, non vengono utilizzati ceci o fagioli per segnarci i numeri ma sassolini, bottoni, monetine da un centesimo. Perché sarebbe altrimenti un oltraggio al cibo proprio qui dove lo sfrido alimentare non ha casa.

 

La religiosità

Edicole sacre. Il busto di Santa Lucia, portato in processione dai vicoli al mare, a bordo di una vedetta della Guardia Costiera e poi a maggio in occasione del II miracolo di San Gennaro. I fuochi in via Santa Lucia alle sei del mattino, dopo la messa nell’omonima chiesa. E poi il presepe vivente nel giorno dell’epifania…

La gente del Pallonetto vive momenti per lo più sconosciuti a noi napoletani, con forte intensità ma senza fanatismo religioso. Pretesti di condivisione. Per il piacere di stare insieme.

 

Panni stesi, “citofoni umani”, sorrisi tra le rughe. E poi le strade pulitissime che fan venire in mente quel proverbio cinese: se tutti spazzassero fuori la porta di casa propria, l’intera città sarebbe pulita.

Giancarlo De Luca ci ha aperto, con questo suo reportage, le porte del Pallonetto. Luogo che rende onore nella sua dignità, le spoglie dell’Ammiraglio Francesco Caracciolo custodite nella sottostante chiesa di Santa Maria della Catena.

Un documento fotografico che congela attimi di vita genuina, verace.

'Ncòpp 'o Pallonetto © Giancarlo De Luca
© Giancarlo De Luca

‘Ncòpp ‘o Pallonetto di Giancarlo De Luca

Dal 1 al 10 dicembre 2018

PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, Sala Loft

Via dei Mille, 60, Napoli

Giovedì 6 dicembre, alle ore 17.30, è previsto un incontro con l’autore, durante il quale sarà presentato il catalogo della mostra.

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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