Tuesday, October 23, 2018
Home / Fotografia  / Bataclan, una irragionevole strage. Mostra fotografica di Renato Aiello

Bataclan, una irragionevole strage. Mostra fotografica di Renato Aiello

Fino al 14 ottobre presso il Complesso Monumentale di San Severo al Pendino a via Duomo, la prima personale fotografica di Renato Aiello che documenta la commemorazione della strage del Bataclan

Bataclan, di Renato Aiello

Boulevard Voltaire, il paradosso di una strage

Renato Aiello, giornalista pubblicista. Appassionato di fotografia e cinema.

Il 13 novembre 2016 si trovava nella capitale francese in occasione del Paris Photo al Grand Palais e, guardando i quotidiani esposti alle edicole dei boulevard, si rese conto che quel giorno era l’anniversario della strage del Bataclan.

Nel Bataclan, una sala storica, ex café-concert divenuta poi nel corso degli anni luogo destinato ad ogni genere di spettacolo, il 13 novembre 2015 fu oggetto di un attentato terroristico per mano dell’ISIS.

Una strage con novanta vittime. Un’azione umanamente irragionevole, proprio lì, paradossalmente nella strada che porta il nome di uno dei massimi rappresentanti della ragione umana, dell’Illuminismo: Boulevard Voltaire.

“… Potevo essere uno di loro, sono uno di loro e potevo essere lì anch’io quella sera. O trovarmi un giorno nella mia città o in una qualsiasi capitale europea nella stessa situazione…”

Bataclan, di Renato Aiello
© Renato Aiello

La ragione genera mostri

Cos’è ragionevole? La devianza mentale, la violenza, provocare morte ai propri simili dipende da un processo ragionevole? Gli umani possono risolvere tutti i problemi che nascono dalla condivisione dello stesso pianeta con la sola parola, dialettica e pacatamente?

Il pensiero che porta a piani perversi per operare vendette trasversali coinvolgendo altre persone è ragionevole?

Tirare pietre contro i carri armati, dare fuoco alle auto, per far rispettare i propri diritti è ragionevole? La guerra è ragionevole?

Per chi sta da una parte o l’altra sì, se non trova interlocuzione. Se non si cerca dialogo e compromesso. O Se c’è chi vuole fare la voce più grossa per vincere la fetta di torta più grande per fame di Potere.

E purtroppo continueremo a vedere ancora 11 settembre, 5 marzo, 13 novembre, Piazza Fontana, strage di Bologna, guerre, e continuerà ad esserci industria bellica, eserciti, ecc. ecc.

© Renato Aiello

La commozione di Renato Aiello avanti al Bataclan

Renato Aiello andò al Boulevard Voltaire in occasione del primo anniversario della strage del Bataclan e, pur sentendo addosso tutta la commozione e l’intensità del momento, non poté fare a meno di documentare quell’atmosfera in cui il silenzio faceva più rumore di una pista di atterraggio di boeing.

“… non è stato semplice da affrontare e metabolizzare anche dopo. Non sono mancati i momenti in cui pigiare sul tasto dell’otturatore si è rivelato più difficile di quanto pensassi, nonostante la regola della giusta distanza che questo mestiere ci impone quando si è impegnati nella cronaca di situazioni dolorose e tragiche. Non potevo non documentare…”.

Nonostante quel giorno vi fossero innanzi al Bataclan altri foto-video-operatori questi, nelle immagini esposte in mostra, non sono inquadrati se non per una in particolare che mostra un musulmano durante un’intervista <<mentre condannava un certo fanatismo religioso>>, racconta Renato.

Osservando le foto di Renato Aniello, mi è venuto in mente l’angelo di Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, quello che osservava e ascoltava senza essere visto. Ascoltava i pensieri e i sentimenti della gente in metropolitana, per strada, in biblioteca, affliggendosi per i dolori dei viventi, con l’istinto di voler fare qualcosa per alleviare il loro sconforto.

“Occhio” discreto, l’obiettivo scava in intimi gesti di circostanza ma veri. Mani che si stringono, mani che cercano il vivo contatto umano, quasi si volesse esorcizzare la morte, volti contratti in pianti soppressi…

Non so quanta emozione abbia avvertito Renato Aniello mentre scattava, fatto sta che sembra di subire un certo transfert emozionale osservando alcune delle sue foto…

Bataclan, di Renato Aiello
© Renato Aiello

La ragazza e la lapide

Quella sera del 13 novembre 2015 al Bataclan c’erano ragazzi che stavano ascoltando un concerto degli Eagles of Death Metal e, una maledetta coincidenza volle che proprio mentre suonavano Kiss the Devil, un commando dell’ISIS entrò in azione sparando all’impazzata e ad altezza d’uomo sulla folla.

Un anno dopo, i novanta ragazzi uccisi in quella sera da non dimenticare, erano commemorati dagli amici con i quali stavano insieme nella sala, parenti, turisti, viaggiatori, giornalisti di tutto il mondo. Tutti rendevano omaggio alle vittime i cui nomi erano incisi su una lapide posta davanti al Bataclan, fasci di fiori riposti a terra, messaggi di cordoglio, di amore scritti a mano sotto i muri dell’edificio. Una targa in marmo all’ingresso e una lapide con incisi i novanta nomi delle vittime.

“Non ho mai visto così tante rose come quel giorno, e poesie, canzoni e l’inno francese stampato, gli scritti lasciati insieme alle candele accanto alla targa commemorativa…”

Una ragazza dopo aver deposto una rosa sul marciapiede, varca la transenna…

“Sarà l’unica a superare la transenna e a toccare con mano, in un momento molto straziante, la lapide e a sfiorare uno dei nomi, forse quello della persona cara deceduta in quel posto.”

© Renato Aiello

Immagini nude e crude

Renato Aiello non si definisce fotografo ma probabilmente per istinto o per intuizione, ha compiuto un’operazione di comunicazione restituendoci un bianconero che ricorda l’iconografia fotografica degli anni di piombo, foto che sembrano stampate con la stessa fattura di un certo foto-giornalismo “veloce” degli anni ’70, quello di quando non si poteva perdere tempo in camera oscura ad aggiustare i neri densi o le zone di bianco “sparato”. Nessuna schermata o bruciatura in fase di post-produzione. Un bianconero nudo e crudo, prettamente documentativo che drammatizza ulteriormente le atmosfere delle scene da lui ritratte.

Fotografie semplici ma dirette. Per alcune, osservandole come ci entrassi dentro, ti lasci abbandonare a quei momenti di raccolta, di preghiera e ti commuovi in quel silenzio rumoroso. L’urlo afonico del dolore di un mondo contemporaneo che ha bisogno di monito attraverso anche piccoli documenti visivi. Per non dimenticare.

“La memoria non è mai abbastanza”

 

Bataclan, mostra fotografica di Renato Aiello

DOVE:

Complesso Monumentale di San Severo al Pendino

via Duomo 286, Napoli (NA).
QUANDO:

2-14 ottobre 2018

dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19

domenica chiuso

 

Finissage:

Sabato 13 ottobre 2018 dalle 16 alle 19

Bataclan, di Renato Aiello
© Renato Aiello

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

Review overview