Monday, December 10, 2018
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La Mostra Personale di Klaus Bunker. Un mosaico fotografico viaggiante

In mostra al Bar Centrale 4.0 fino al 5 novembre l’iconografia psichedelica di Klaus Bunker. Immagini shocking fatte di contaminazioni di pittura e fotografia attraverso le passioni dell’autore

Mostra Personale di Klaus Bunker

Chi è Klaus Bunker

Klaus Bunker, alias Alessandro De Fraia, perito informatico, classe 1981.

Mentre continua a collaborare per un’agenzia di comunicazione ed essere il fotografo ufficiale per la Nuova Orchestra Scarlatti, mette in piedi la sua prima mostra personale sotto la curatela di Ciro Cacciola, noto direttore artistico della movida partenopea.

Quando aprì il suo profilo su Facebook, condizionato dalla sua estrema riservatezza e timidezza, decise di chiamarsi così, Klaus come il suo amato cane, Bunker era invece il nome che diede allo spazio sotto casa dove il padre gli aveva consentito di dare adito alle sue passioni: pittura, artigianato in legno, informatica. E lì sotto si riuniva con gli amici della sua band per creare e suonare brani country-blues.

Un eclettico. Un mancino, come lo sono stati grandi artisti da Leonardo a Raffaello, da Picasso a Escher… e chissà se questo suo mancinismo gli porterà fortuna.

Klaus Bunker, Mostra Personale
© Klaus Bunker

Durante le feste di famiglia o in viaggio con gli amici, era lui a fare le foto. Ma la passione per la fotografia, quella vera, gli giunse dopo aver visto tutti gli edifici di Antoni Gaudì nella capitale catalana. Fu folgorato da quella contagiante creatività entusiasmante e apparentemente senza limiti, fatta di forme armoniche, auree, ergonomiche, ecologistiche, colorate.

Una delle caratteristiche delle immagini di Klaus Bunker è infatti l’eccesso del colore. Siamo in un periodo in cui fotograficamente si preferisce il bianconero, il minimalismo, l’essenziale grafico, la fotografia stilizzata, “vaporosa” e dai colori ghirriani , ma Klaus va un po’ controcorrente. È forse quella sua timidezza, quel sembrare ombroso che lo porta a esprimersi con colori sgargianti, saturi, vividi. Non so, non sono uno psicologo ma fatto sta che le sue immagini viaggiano in netto contrasto con la sua personalità discreta.

Napoli Inversa (8) © Klaus Bunker
Napoli Inversa (8) © Klaus Bunker

La Napoli Inversa di Klaus Bunker

Dopo quel viaggio a Barcellona, Klaus Bunker ritorna carico di fervore e riprende una sua ricerca accantonata anni prima: Napoli Inversa.

Come se il mancinismo comporti un pensiero inverso, ma gli studi in merito non dicono proprio così, Klaus in quanto nativo digitale e orfano dopo l’adolescenza della creazione di immagini su negativi a colori, ha cercato di ricrearsi artificiosamente quel mondo analogico.

Sperimenta col Photoshop e nasce Napoli Inversa, una sua ricerca sviluppata principalmente con scatti realizzati al Centro Direzionale di Napoli, invertendoli e manipolandoli con interventi cromatici parziali e mirati.

Mostra Personale di Klaus Bunker
© Klaus Bunker

La pittura fotografica

Klaus Bunker sperimenta le sue passioni mettendole in connessione tra loro. Contamina fotografia e pittura entrando in quel filone indefinibile tra arte e fotografia. Questo sì, fa parte del mancino-pensiero. Dipinge con olii, tempere, smalti, inchiostro, ispirandosi all’astrattismo di Kandinsky o al dripping pollockiano e poi ne riproduce il risultato intervenendo ulteriormente in Photoshop sui file. Tecnica mista. Ma a volte non finisce lì, le impercettibili citazioni hitchcockiane sono un suo nuovo percorso di ricerca. Interessante è infatti la sovrapposizione della sua presenza, in alcune immagini, ottenuta con un successivo passaggio di esposizione. Una presenza a volte impercettibile, in linea con quel suo modesto carattere auto-obliante.

Mostra Personale di Klaus Bunker
© Klaus Bunker

La mostra

Il bunker di Klaus si è aperto e Alessandro si scopre!

E salta fuori, come un’esplosione di coriandoli, il modo di sentire dentro e di vedere di Klaus Bunker attraverso i suoi primi dieci anni di sperimentazione fotografica. Un mosaico di “piastrelle” da ricomporre mentalmente ed avere l’ennesima conferma: che spesso dietro un carattere riservato, discreto, può celarsi esattamente un animo opposto.

In mostra sono esposti trentasei pannelli in MDF in formato 30x30cm, con immagini stampate a inkjet e applicate sul fronte retro: quindi 72 immagini in totale.

Elaborati shocking che mostrano parti frammentate del suo mondo, delle sue passioni: musica, scultura, architettura, pittura, artigianato in legno, street art. Spesso si tratta di dettagli, texture, angolazioni insolite. A volte uso di sovrapposizioni, lunghe esposizioni a mano libera, inquadrature in barba alle regole compositive tradizionali. Ricerca, insomma, di chi sta compiendo un lavoro di introspezione per identificarsi.

Pannelli “in viaggio” come il suo modo di operare, in movimento, appesi a un binario che richiama quello della funicolare centrale con i nomi al neon delle sue stazioni. Un’installazione ideata dall’imprenditore Mario Rubino e riconvertita su idea di Ciro Cacciola, in struttura cinetica.

Klaus Bunker è un mancino, eclettico, inquieto. Dobbiamo solo aspettare un po’ per vedere in quale stazione si fermerà.

 

Klaus Bunker, Mostra Personale

A cura di Ciro Cacciola

Dal 28 settembre al 5 novembre

Bar Centrale 4.0

P.zza Ferdinando Fuga, 1 – Napoli

Lunedì-giovedì: fino alle ore 21.00

Dal venerdi alla domenica: fino alle ore 00:00

Mostra Personale di Klaus Bunker
Il carrello in movimento dove "viaggiano" le immagini di Klaus Bunker

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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