Monday, December 10, 2018
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Al PAN Napoli, in mostra gli scatti della trilogia cubana di Ernesto Bazan

La mostra, curata da Federica Di Lorenzo, presenta 100 immagini realizzate a Cuba dal 1992 al 2006, tratte dalla trilogia Bazan Cuba (1998), Al Campo (2011) e Isla (2014) che trasportano il visitatore in un

© Ernesto Bazan

È in corso, al Palazzo delle Arti di Napoli (Pan), la mostra di Ernesto Bazan dal titolo TRILOGIA CUBANA.

La mostra, curata da Federica Di Lorenzo, presenta 100 immagini realizzate a Cuba dal 1992 al 2006, tratte dalla trilogia Bazan Cuba (1998),  Al Campo (2011) e Isla (2014).

Nel grande percorso espositivo, che si estende lungo tutto il terzo piano del Museo, i tre corpi di lavoro si mescolano fra loro creando una lirica commistione nella quale il visitatore viene gradualmente trasportato all’interno di un viaggio intimo fra i personaggi di un’isola piena di poesia, sofferenza, gioia ed empatia che ricorda in molti aspetti la Sicilia, terra natia di Bazan.

E’ proprio lungo questo viaggio, che nel delinearsi del carattere dell’isola, si scorgono anche i tratti distintivi del fotografo, le sue scelte di vita e le sue passioni:  “Sono arrivato a Cuba per la prima volta, quasi per caso, nell’autunno del 1992; ho iniziato una relazione amorosa con l’isola, durata quattordici anni. Per le strade dell’Avana ho ritrovato la mia infanzia siciliana. Per tanti anni avevo fortemente desiderato Cuba come si desidera una donna che incontri e non riesci più a toglierti dalla testa. Sono quasi certo di esserci vissuto in un’altra vita”. 

Al visitatore di TRILOGIA CUBANA viene offerta la possibilità di viaggiare con la mente, con gli occhi e con il cuore, parafrasando Cartier Bresson, lasciandosi guidare nell’itinerario che inizia con il primo libro Bazan Cuba, nel quale il fotografo coglie l’essenza del vivere quotidiano, fotografando gente sconosciuta affrontata con un approccio reportagistico che emerge nelle foto che ritraggono vari momenti di vita della sua famiglia e dei suoi amici contadini, con i quali ha condiviso lunghi periodi nelle indimenticabili campagne cubane.

 

Si passa al secondo tratto di questo viaggio fantastico, approdando nelle immagini di Al Campo, il suo progetto fotografico, a colori che esprime le esperienze condivise con i suoi amici contadini.

Queste immagini raccontano gli straordinari colori dell’isola e della campagna cubana, con le sue straordinarie sfumature di verdi, gialli, rossi e azzurri.

 

Il percorso si chiude con Isla, il terzo volume della trilogia, per il quale il fotografo ha utilizzato una macchina di formato panoramico e una pellicola in bianco e nero.

Come sottolinea la critica americana Vicki Goldberg nel suo epilogo nel primo libro:

“Ernesto sembra essere nato cubano per il suo temperamento ed esserlo diventato ancora di più con la famiglia e i tanti anni di permanenza sull’isola. Il suo racconto, presentato con un linguaggio inconsueto, quasi labirintico, non è quello di un osservatore bensì quello di un insider”.

© Bazan
© Bazan - Bambina su sedia a dondolo - Cuba, 2003

Bazan ha deciso di vivere dentro questa esperienza di vita irripetibile, mescolandosi con i  cubani,  diventando uno di loro con loro, condividendo le loro gioie e i  loro dolori.

È attraverso questa scelta di vita che è stato possibile realizzare una sorta di opera omnia cubana così intensa e autentica, nella quale l’autore utilizza il suo sguardo per guardare Cuba e andare, al tempo stesso, alla ricerca delle sue radici lontane.

Riferendosi al suo lavoro, Bazan cita spesso Rainer Maria Rilke:

“Il tempo non si misura, un anno non importa, e dieci anni non sono niente. Essere un artista significa non enumerare e contare, ma maturare come l’albero che non forza la sua linfa, e si erge sereno durante gli acquazzoni primaverili, senza preoccuparsi che poi l’estate non verrà. Viene. Ma viene solo per coloro che sono pazienti, che stanno lì come se l’eternità giacesse davanti a loro, così incurantemente silenziosa e vasta. Lo apprendo ogni giorno della mia vita, lo apprendo con dolore. Ne sono grato: la pazienza è tutto.”

info@federicacerami.it

Mi chiamo Federica Cerami, vivo a Napoli e mi occupo di fotografia e di arteterapia. Mi sono laureata in Architettura a Venezia con una tesi su “Il ruolo della fotografia nella lettura del territorio urbano”. Ho conseguito un diploma in Arteterapia scegliendo di specializzare i miei studi nella Fotografia Terapeutica. Insegno critica fotografica ad utenze diversificate, curo mostre di fotografia, organizzo eventi fotografici e conduco laboratori di arteterapia. Guardo alla fotografia cercando sempre di conoscere il“mondo”dell’autore; mi interessa l’aspetto comunicativo della fotografia, perché è l’elemento fondante del processo fotografico che va ben oltre le questioni tecniche. Mi piace pensare che la fotografia lasci una impronta, un segno quasi indelebile che parla del suo autore ma al tempo stesso parla anche del suo spettatore. Le fotografie raccontano storie di vita e costruiscono ponti tra le persone.

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