Wednesday, September 26, 2018
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The Rolling Youth, la gioventù rotolante di Daniele Lepore in mostra al Riot Laundry

Daniele Lepore rende omaggio agli anni '70 con fotografie in stile vintage che riprendono cow-girl di un presente remoto

Daniele Lepore The Rolling Youth

Daniele Lepore, un nostalgico degli anni ’70

Daniele Lepore, 29 anni appena compiuti ma è un nostalgico di una vita non vissuta, quella degli anni ’70.

Fotografo di moda come instagrammer per alcune agenzie di comunicazione, parla con entusiasmo della sua moto d’epoca degli anni ’70 e del suo viaggio in India fatto sei anni fa come se fossero i primi due “figli” più importanti della sua vita.

Il viaggio in India gli fece decidere di essere fotografo e vi racconto questa sua prima personale…

Flash-back!

1951. Jack Kerouac racconta il suo viaggio con un amico negli States (On the road, il best seller della Beat Generation).

1952. Che Guevara attraversa l’America Latina in motocicletta e, sconvolto dalle condizioni socio-economiche delle popolazioni, decise che non avrebbe fatto il medico.

1953. Due amici attraversano l’America con due chopper (Easy Rider, un film di Dennis Hopper).

 

Ciò che accomuna questi punti di riferimento presi non a caso, è il viaggio come era inteso in quel periodo. Non una sorta di romantico Grand Tour per conoscere luoghi mai visti sotto il profilo estetico, ma quello intrapreso per osservare intimamente lo spazio fuori casa propria percorrendo una strada più profonda: quella dentro di sé.

Viaggi che rimettevano in discussione il proprio diritto di libertà mentale, con il bisogno di conoscere la realtà, come voler uscire da quel Thruman Show per vedere oltre e rompere le regole stereotipate della felicità indotta dalla società dei consumi e la mercificazione dei rapporti umani.

Il dopoguerra aveva generato un’orgia consumistica che ad un certo punto le nuove generazioni iniziarono a rendersi conto che era patinata, di plastica, ostentativa, mortificante per quella nuova classe di intellettuali che stava maturando con un senso di irrequietezza dentro, fino ad esplodere con il movimento del ’68 con esponenti di spicco che concettualizzarono l’apoteosi del rifiuto del “sistema” come Guy Debord, Pier Paolo Pasolini, Andy Warhol

Daniele Lepore The Rolling Youth

Le cow-girl di Daniele Lepore

Come dopo ogni tempesta, tutto rinasce, si ricostruisce, e gli anni ’70 furono il terreno su cui si fondò l’attività creativa in ogni settore artistico, tecnologico (la tv a colori, i primi computer per uso domestico) e politico con la conquista di diritti inimmaginabili fino a un paio di decenni prima, come la Legge sull’aborto e quella sul divorzio, l’idea del “compromesso storico”… e i movimenti femministi resero le donne più consapevoli di sé stesse.

Daniele Lepore, attraverso le sue fotografie, cerca di riprendere, nella donna di oggi, quella personalità femminile degli anni ’70 tipicamente libera ma non sfrontata, indipendente dal peso dello stereotipo di donna-oggetto.

Ci ritroviamo in questi anni con un buco esistenziale a causa dell’assenza di confronto reale e determinato, paradossalmente in parte, anche dai social che hanno generato narcisismo e supponenza senza che si sviluppasse una certa curiosità per indagare su sé stessi.

Ragazze ritratte in interni di B&B o in esterni senza intenzioni seduttive, ma con forti personalità che non hanno bisogno di approvazione dell’occhio maschile perché sono a proprio agio nei pochi panni che indossano.

Se si vedono seni e capezzoli in queste immagini, è come se stessero lì per caso, le immagini non li mettono in risalto con giochi di luce perché è l’intimità delle stesse, è la loro atmosfera che spinge il pubblico a deviare l’osservazione con un tuffo mentale nel vintage, ritrovando a volte anche riferimenti del grande design italiano e della cultura del passato.

Il corpo è vissuto ma senza esibizione, senza preoccuparsi di far piacere. La ragazza non ammicca e, se guarda in obiettivo, incroci lo sguardo di un’amica che vuole soltanto fumare insieme una sigaretta, bere una birra o  suonare una canzone con la chitarra. Come cow-girl di un remoto presente.

Perché il piacere è esserci, nella propria consapevolezza di essere persona, prima che donna.

Lo stile “sporco” di Daniele Lepore

Per certi versi Lepore si ispira allo stile di Helmut Newton. La casualità voluta delle inquadrature e degli oggetti di scena che rendono “rumorosa” la foto. A volte preferisce tagli di tipo amatoriale generati dalla sua personale ricerca di rottura delle regole (compositive) per restare coerente con il 70s-thought.

Le fotografie sono tutte scattate a luce ambiente, se non raramente con flash diretto. Senza editing. Senza spennellate in Camera Raw. “Immagini sporche”, scattate badando al contenuto e non alla cancellazione in postproduzione di un cavo della luce o di un traliccio o schiarendo un’ombra troppo nera. Anzi, l’uso della grana e filtri che rendono l’immagine più sbiadita come una stampa cromogenica i cui colori sono stinti nel tempo, rientrano nello stile di Lepore.

Una chicca della mostra sono le istantanee prese con una Fuji Wide 310. Pezzi unici come le vecchie Polaroid. Una composizione di “ricordi” che ricorda quelle che appendevamo sulle pareti di casa proprio negli anni ’70-’80.

The Rolling Youth di Daniele Lepore

Il cinema di Quentin Tarantino, quello di Wim Wenders e di Jean-Luc Godard, ha influenzato la ricerca delle atmosfere nelle location che sembrerebbero di luoghi lontani ma per lo più sono scattate invece tra Ischia, centro storico di Napoli e Pozzuoli.

Certa letteratura di Baricco e I Miserabili, sono alcune tra le altre passioni di Daniele Lepore che hanno contribuito alla sua formazione personale e quindi professionale.

Anni ’70. A volte ritornano. Con una gioventù rotolante che ha buoni riferimenti del passato ma con un “buco esistenziale” da colmare. The Rolling Youth.

 

The Rolling Youth di Daniele Lepore

Dal 4 al 18 settembre

Riot Laundry Bar & Clothes

Via Kerbaker, 19 – Napoli

Daniele Lepore The Rolling Youth

marco@photopolisnapoli.org

Diplomato in grafica pubblicitaria e fotografia all'I.S.A. Umberto Boccioni di Napoli. Sono il primo ad aver conseguito la laurea triennale del corso di Graphic Design presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (Ottobre 2011). Fotografo professionista ho collaborato, tra l’altro, come free-lance negli anni '90 coi principali quotidiani nazionali fornendo immagini di spettacolo e attualmente con l'editoria specializzata in viaggio e turismo.
Organizzo eventi di arte partecipata relativi alla mia ricerca artistica Impossible Naples Project.

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